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giovedì 27 novembre 2008

LA TV: DEMOCRAZIA O DITTATURA?

La critica televisiva, per quanto apparentemente eterogenea, è imperniata su determinati concetti che fanno da base ad ogni qualsiasi sua sfaccettatura. Da un punto di vista generale, questa tende ad affermare, in qualsiasi momento ce ne sia bisogno e non, come e quanto la televisione odierna sia, al di là dei contenuti e delle tematiche, evoluta e avanti. È un discorso che abbiamo più volte affrontato anche noi, paragonando questa di oggi a quella di una volta, con esiti che volevano la tv in auge negli anni ’80 o ’90 fortemente “vincitrice” su quella contemporanea. C’è una domanda, però, da porsi circa la tv di oggi. La maggior parte di quelli che la fanno e la vedono sono accomunati nella concezione della televisione come democratica. Ma oggi essa è realmente tale? Partiamo dal concetto. Cosa è democratico? Democrazia, come i libri di storia di ogni età insegnano, è la fusione di due significati, quello di popolo e quello di potere. Il secondo nelle mani del primo. Apparentemente, già da questa ricerca etimologica, la risposta da dare alla domanda postasi è ‘no’. La tv, infatti, non è del popolo, ma di un gruppo di persone che manovrano prodotti ed esigenze a partire dai suoi gusti. Il popolo come oggetto della richiesta televisiva, perciò, ma anche come decisionale nella scelta di ciò che è trasmesso. Molto più specificamente, però, la non democrazia televisiva è coniugata ad un filo di ipocrisia di cui è costituita. Infatti non sempre la varietà di offerta - tante cose tra cui scegliere in modo tale che ognuno sia soddisfatta - ostentata in ogni occasione e in ogni dove, anche se ai fatti non realmente tale, è sinonimo di un qualcosa che sia democratico, tutt’altro.

Se si potesse paragonare un modello politico a quello televisivo (che possono assolutamente essere visti come due termini di un ossimoro, data la riconosciuta influenza del mondo del primo in parte del secondo) l’espressione forse più esatta è quella di dittatura. Il ruolo dell’autoritario spetta, naturalmente, all’Auditel, attraverso cui poi sono scelti vincitori e vinti e senza il quale non esisterebbe reale metro di giudizio. I concetti di qualità, di presa e di resa svaniscono e sono solamente funzioni delle sue sentenze. Dove, però, la sua autorità è espressa nel migliore dei modi è nella filtrazione di ciò che è prodotto. Spieghiamo meglio: la tv produce, immette i suoi prodotti nel circolo mediatico, indistintamente dalla sua effettiva qualità, e continua nel farlo solo se tutto è baciato dal successo del pubblico. Questo ciclo, però, produce un secondario effetto. Nel momento in cui è in atto la produzione, quella che poi continua nel suo percorso è quella definita come trash, vi è in serbo una sorta di imposizione. Ebbene, imposizione non è sicuramente un concetto contemplato in democrazia, giusto? Cosa ci impone la televisione? Modelli. Modelli da copiare, modelli dai quali trarre il meglio (o il peggio?), modelli e basta. E canoni. Di bellezza, di perfezione, di totale essere effimero e vuoto. La cosa che sorprende è che, nella vasta offerta sopra citata, vi è un comune denominatore: questi ultimi.

La televisione passa e mette in mostra modelli e canoni, effimeri e squallidi, che la massa segue. Impone gli stessi, ed è forse l’eccezione di una regola secondo cui il popolo gestisce il sistema televisivo. A ciò è legato a doppio filo, per l'appunto, suddetta questione. Quella dell’imposizione, e quindi un qualcosa di totalmente contrapposto alla ricerca democratica, di personaggi. Questi ultimi vengono rappresentati, per meglio dire imposti, ai telespettatori in qualità - come già detto - di modelli da seguire. E il discorso è tutto qui, questo forse è il problema della tv dei nostri giorni.

Vengano quindi tronisti, corteggiatori e affini: belli, speranzosi, come articoli in vetrina in mostra. La cosa da capire è relativa al quanto questi siano solo personaggi effimeri e seguiti solo per farsi le classiche due risate, e quanto, contrariamente, siano “assorbiti”. La maggior parte del popolo televisivo, al di là dei pregiudizi nutriti in merito da ogni parte, è spugna che non reagisce all’azione dell’acqua, rappresentata dai modelli presentati. In ciò la tv non è assolutamente democratica, perché impone letteralmente i suoi personaggi e le sue dinamiche. Il pubblico effettivamente scelta non ha. Il problema, forse, è solo rendersene conto. Democrazia e televisione: termini di una perfetta antitesi in cui il modello della dittatura è sempre più presente.
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FRANCESCA SENETTE: ALL'ITALIA ALLO SPECCHIO, FINALMENTE QUALCHE "RIFLESSO" DA VERA PRESENTATRICE..

La televisione è fatta anche di evoluzione, cambiamenti, stravolgimenti ed altro ancora. Tanti sono i cambiamenti che sempre più spesso si presentano dinanzi agli occhi degli ignari telespettatori, poco dediti alla conoscenza dei dietro le quinte del patinato mondo dello spettacolo. Trasmissioni che si interrompono, che si stravolgono nella forma e nella scaletta sempre più spesso a causa dei tanto aurei ascolti; personaggi che vengono sostituiti in favore di altri, e palinsesti sempre più in corsa per la partecipazione ad un concorso di ballo. Forse nessuna delle ipotesi può contemplare quanto vogliamo analizzare in questo post, ma di cambiamento in ogni caso si parla. Francesca Senette, dopo tanti anni di "militanza" nel Tg4 di Emilio Fede infatti, ce la ritroviamo quest'anno a interpretare il ruolo di presentatrice dell'Italia allo Specchio, versione riveduta(?) e corretta dell'Italia sul 2 di Milo Infante e Monica Leofreddi (poi di Roberta Lanfranchi), che, in verità, proprio in corrispondenza dello scorso anno, mostrava segni di stanca, sia nei protagonisti che negli argomenti. I primi sono cambiati, i secondi, decisamente, no. Francesca Senette infatti ha preso il comando della trasmissione di intrattenimento e talk di RaiDue e, nonostante il traino meno desiderato in termini di ascolti (Scalo76) sta riuscendo pian piano ad "imporsi" nel pomeriggio televisivo, ma, inutile nascondersi dietro un dito, per quanto di innovazione si sia potuto parlare, la trasmissione è praticamente la stessa di quella degli ultimi anni, fiction (?) incluse.
Francesca Senette è partita in sordina. Con un tono impettito e "brontolone" ha iniziato questa sua avventura nel pomeriggio di RaiDue, come noi stessi abbiamo avuto occasione di commentare, portava in porto le sue puntate, con abbigliamento classico e argomenti seri ed delicati. In verità, poca era la spontaneità che veniva fuori dal personaggio. Quasi quasi sembrava rimpiangere Roberta Lanfranchi, che a sua volta, giorno dopo giorno, rendeva sempre maggiore la nostalgia mediatica di Monica Leofreddi, ora impegnata nel dietro le quinte di Insieme sul Due, di Milo Infante. Impostata, intenta solo a leggere un gobbo, (almeno era questa era l'impressione, seppur poco corrispondente con la realtà) Francesca Senette, lo dico con la massima franchezza, non rientrava nei miei personali gusti. Eppure, solo ora, e dopo un periodo esteso di mia personale valutazione, Francesca Senette sembra finalmente venir fuori.
Forse minore l'emozione; in effetti la responsabilità che la Rai le ha assegnato non è di certo delle migliori. Il pomeriggio di una rete come RaiDue è in ogni caso delicato. Un abbigliamento maggiormente giovanile, una minore e forzata impostazione di linguaggio, la volontà di apparire simpatica, spontanea, hanno fatto di Francesca Senette un personaggio del tutto diverso da quello che sembrava trasparire nelle prime puntate. Spensierata, leggera nella presentazione, la ex- giornalista del Tg4, sta piano piano rendendosi gradevole, seppure con temi diversi da quelli riguardanti il mero intrattenimento. Talvolta, e più che come critica lo evidenzio come avvertimento, sembra persino essere troppo caciarona. Ma questa è una altra storia.....
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LA TALPA 3/ SETTIMA ED ULTIMA SETTIMANA: STASERA SCOPRIREMO LA SUA IDENTITÀ

Chi è la talpa? È questa la domanda che ha attanagliato i circa quattro milioni di aspiranti detective che in queste sette settimane hanno cercato di carpire chi sia colui che nasconde il segreto relativo alla sua identità: la talpa. Questa sera, infatti, andrà in onda l’ultima attesissima puntata del reality show La Talpa condotto in maniera eccelsa da Paola Perego coadiuvata nel compito da una sempre più brava Paola Barale. Giunge alla fine, quindi, questa terza edizione dello show molto complessa nella sua gestazione ma che, a conti fatti, risulta essere quella di maggior seguito e interesse. A chi devono essere attribuiti questi meriti? Soprattutto al cast, su cui nessuno si è mai sbilanciato in termini positivi. Un budget basso che non ha permesso grandi nomi ma che, al contempo, ha preferito le personalità ai personaggi, facendone un mix superbo, un’alchimia vincente senz’ombra di dubbio. Vediamo come avete votato per quest’ultima volta voi lettori di Scavicchia la notizia nel nostro sondaggio. Quando mancano poco più di 10 ore alla chiusura del nostro sondaggio, vedete in Clemente Russo la probabile talpa, con 217 voti ed il 30% delle preferenze. Segue, a poca distanza, Franco Trentalance con 182 voti ed il 25% e poi Karina Cascella (111 voti ed il 15%), Pasquale Laricchia (101 ed il 14%) mentre ultima è Melita Toniolo con il 13% delle preferenze corrispondenti a 98 voti. Vediamo, in previsione di quest’ultima puntata, cosa è accaduto nei passati sette giorni.

Questa settimana è sicuramente caratterizzata dal rientro dei cinque finalisti in Italia. L’addio al mondo Zulu, alla simpatica famiglia Ndelu che aveva contraddistinto questa nuova edizione del reality, al SudAfrica che ha ospitato praticamente tutta la vasta gamma del genere umano in proporzioni mignon: le urla echeggianti anche al Polo Nord di Karina, l’insopportabilità di Pasquale, la vita filtrata attraverso il mondo femminile di Franco, la clemenza (?) e la bellezza di Melita, la forza di Clemente. Chi potrà mai essere la talpa? Saranno state le sei settimane in cui è stata la più sospettata dal pubblico per Karina utili per fugare ogni sospetto? Il rigore eccessivo e l’ingenuità di Pasquale sono realmente tali o mascherati per dare una migliore immagine di sé? La calma assurda di Franco è messa in crisi da quella decurtazione di sopracciglia della settimana scorsa? E le domande continuano, imperterrite: gli errori ripetuti ad ogni prova, in maniera sistematica, di Clemente, essendo lui uno sportivo, possono essere giustificati? Melita, insospettabile, silenziosa, potrebbe essere la sabotatrice, alla luce del suo attacco di isteria contro Laricchia il che darebbe a pensare ad una crisi psicologica?

Cinque domande, cinque sospetti. Una sola talpa. Mai come quest’anno, forse, ci sono così tanti dubbi, così tanta incertezza. Possono essere offerte prove, controprove, giustificazioni, motivazioni ad ogni mossa e ad ogni passo. Sta di fatto che la ricerca sta per avere finalmente fine. Chi dirà “l’avevo detto che la talpa fosse…”, chi dirà “non c’ero proprio arrivato”, chi invece preferisce non saperlo perché non cambia poi la vita sapere chi sia la talpa. Il rientro in Italia c’è già stato, come già detto, in attesa di una grande prova e di un doppio test nello studio di Roma. Rivediamo, qualora potesse servire, il primo serbatoio dal quale attingere i maggiori sospetti: la cerimonia di investitura. Rivediamo le reazioni dei cinque superstiti e confrontiamole con i loro vissuti.

E voi, alla luce di tutto ciò, chi pensate sia La Talpa? Ancora pochi minuti per votare nel sondaggio a lato e poi appuntamento a stasera, alle 21.10, su Italia1!
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MICHELLE HUNZIKER - ELISABETTA CANALIS E L'IMITAZIONE DELLA POLEMICA: LA PACE A PAPERISSIMA STASERA SU CANALE5?


L'imitazione che Elisabetta Canalis ha dedicato interamente a Michelle Hunziker, nel corso di Artù, programma presentato su RaiDue sino alla scorsa settimana in compagnia di Gene Gnocchi, come noto, ha scatenato più di una polemica. Il contenuto della stessa imitazione, (che potete visionare nel video che vi riportiamo in basso), è stato oggetto di critica persino dal mondo politico italiano. E' stata infatti l'ex senatrice Maria Burani Procaccini (Pdl), ha esternato tutto il suo sdegno nei confronti della imitazione, in maniera estremamente sintetica, con queste parole:
«Stupida e volgare. Le persone coinvolte mi interessano poco. Non condivido il messaggio: sono delle scorrettezze che non giovano a nessuno, specie ai giovani. Ora voglio esagerare, ma se bisogna ridere di una persona che calpesta un senzatetto, poi non dobbiamo stupirci se nella realtà si arrivi a dargli fuoco. Non tutti quelli che assistono a un simile messaggio sono in grado di riderne semplicemente, ammesso poi che faccia ridere. Non invoco una tv didattica, ma dico no alla televisione che fa scuola di maleducazione. Poi è anche una questione estetica, di buongusto. Un pochino di autocensura in più non guasterebbe"
La risposta di Elisabetta Canalis non è stata delle più argomentate. Si è semplicemente trincerata dietro un no-comment, a meno delle parole che lei stessa ha rilasciato a Vanity Fair.
«Ho proposto io l'imitazione agli autori di "Artù". Mi hanno presa per pazza: nessuno credeva che avrei avuto il coraggio di sbeffeggiare uno dei volti più noti di Mediaset.
Per adesso, e si tratta di una apparentemente utile arma anti-Migliori Anni di Carlo Conti, le due soubrette si incontreranno proprio nel corsdo di Paperissima, la trasmissione che, da qualche settimana a questa parte, Gerry Scotti e Michelle Huniker presentano su Canale5, e che si trovano a fare concorrenza ad uno dei più grandi successi televisivi di questa stagione, corrispondente al nome de I Migliori Anni di Carlo Conti.
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NERI MARCORE': TANTA BRAVURA IN UNA SOLA VIGNETTA


La televisione non è fatta solo di acide critiche, e velenose dissertazioni su quanto il piccolo schermo, talvolta davvero senza pietà, ci propina quotidianamente. Ci sono personaggi che meritano sicuramente complimenti e discorsi dal tono fortemente incensatorio. Tra questi ricade sicuramente Neri Marcorè, personaggio multiforme, tuttora fortemente presente su RaiTre. Molti sono i prodotti che lo vedono protagonista, in vari ruoli ed in varie forme; conseguenza ovvia del suo talento dotato di mille sfaccettature. Ed è proprio su questa tanta riconosciuta bravura che si fonda la divertente vignetta (che fa seguito a tante altre divertenti creazioni) di Stefano Disegni, tratta dal CorrieredellaSera Magazine che qui vi proponiamo. Buona lettura. (cliccare sull'immagine per rendere migliore la visualizzazione)
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LA SATIRA IN TV E I SUOI ASCOLTI DELUDENTI

Cosa è la satira? La storia insegna che essa è una forma di teatro caratterizzato da una carattere polemico nei confronti della politica e della società del tempo. Sempre più spesso questa invade la televisione italiana: basti pensare a Striscia la notizia che, originariamente (potremmo dire lo stesso per quello che vediamo oggi del programma?), era un programma di pura satira. Quest’ultima, comunque, molto spesso si intreccia alla comicità e ne diviene suo strumento nonostante il suo implicarsi con mondi non propriamente divertenti, come può essere ad esempio quello politico. Sta di fatto che la satira sembra non funzionare più in tv. Perché? Interessante questo articolo di seguito riportato scritto da Maria Volpe per Il corriere della sera:

Non sembra un momento felice per la satira, specie la satira politica in tv. Funzionano le trasmissioni di comicità pura o le parodie all'interno di un programma, ma le trasmissioni di satira, specie se connotate politicamente (per esempio su Raitre, la Dandini con una media tra il 7 e l'8% di share; o la Cortellesi con circa il 6%), non hanno ottenuto gli ascolti desiderati. Difficile valutare se si tratti di crisi temporanea (come accade ciclicamente per il varietà o il reality show) o di qualcosa di più serio. Anche perché qualche oasi felice c'è: Crozza - seppur molto di nicchia su La 7 - non se la passa male e neppure Bertolino col suo Glob.

Non si tira indietro Paola Cortellesi (stasera in onda la quarta puntata di «Non perdiamoci di vista»): ammette la sconfitta dell'Auditel e opta per una riflessione a 360 gradi: «Intanto penso che il mio sia un varietà dove c'è un po' di tutto e non un programma di satira. Poi per quanto riguarda gli ascolti io sono contenta così. Davvero. La proposta televisiva è ricchissima, il pubblico si trova a scegliere tra mille offerte. Non si fanno più gli ascolti di un tempo. È una battaglia persa concentrarsi sull'Auditel. Io lo sapevo che sarebbe andata così, il giovedì sera c'è anche Santoro e io stessa amerei seguire Annozero.
Per questo credo che non ci sia la crisi della satira politica. Quella che c'è, fa sempre bene e risveglia le coscienze». Senta ma quanto si è divertita a fare la parodia di Daniela Santanché dalla Dandini? «Io e Serena ci siamo divertite da pazzi e pure la Santanché vera si è divertita».

Di divertimento puro parla anche Michele Mozzati (della coppia Gino Miche-le): ora firma «Zelig» (dai grandi ascolti), ma per anni ha masticato satira politica realizzando una delle più belle trasmissioni di quel genere: «Su la testa» con Paolo Rossi (Raitre) nel 1992. Lui e Gino, scientemente, hanno scelto di dedicarsi alla comicità pura «senza affatto vergognarci per questo», e di abbandonare, per ora, la satira politica perché «quando non c'è la situazione oggettiva favorevole, meglio non farla».
Ne è convinto Michele: «La satira non muore, va a periodi e questo non è molto favorevole. A volte i comici diventano politici che fanno i sermoni, ma attenzione: la satira deve far ridere se no è un' altra cosa». Ma perché non è favorevole alla satira politica questo periodo? «La satira si rivolge a un certo tipo di pubblico: con quel pubblico il comico ammicca e parla male del "nemico". Ma essendo la situazione italiana molto piatta dal punto di vista culturale e politico, il pubblico che segue la satira è molto diminuito. Così pure la proposta diventa debole. E comunque, a parte qualche esempio, grande satira politica in tv non se ne è mai fatta».

La pensa così anche Antonio Ricci che in vent'anni di «Striscia» non ha risparmiato politici di destra e di sinistra (pur mantenendosi distante dalla satira vera). Sottolinea: «La satira non ha mai tirato in tv, è un affare di nicchia. Funziona all'interno di un contenitore. È così da sempre: Chiambretti cosa faceva? Quegli ascolti lì. La Dandini pure. La Cortellesi funzionerebbe all'interno di Santoro. Poi se mi dici che Sabina Guzzanti non fa più ridere, è un altro discorso...».

E chi ha diminuito un po' le prese in giro dei politici è il programma «Le Iene ». Spiega l'ideatore dello show, Davide Parenti: «Due anni fa, facemmo il test anti droga per valutare quanti politici avevano fatto uso, nelle ultime 24 ore, di sostanze stupefacenti: da allora il clima è molto cambiato attorno a noi. Contemporaneamente ci fu il pezzo di Sabrina Nobile che mostrava l'ignoranza dei politici (la Gardini non sapeva cos'è la Consob, ndr). Da lì ci siamo tagliati i rapporti col mondo politico, nessuno si fida più di noi. Del resto i politici sono molto permalosi e cercano sempre accordi, per esempio di avere prima le domande. Ma noi non facciamo accordi, mai». È il caso di dirlo: mai abbassare la guardia coi politici. Lunga vita alla satira.

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mercoledì 26 novembre 2008

I VICERE': UNA FICTION DEL PASSATO PER UN FUTURO FIN TROPPO "PRESENTE".


Alla tanto discussa Isola dei Famosi di Simona Ventura, e la proclamazione di vittoria di Vladimir Luxuria, RaiUno proponeva come contraltare la seconda parte de I Vicerè, una fiction, che vi abbiamo anche presentato, e che, dopo il grande successo della prima serata, ha visto ridurre il suo bacino auditel, proprio a causa dei vari isolani e comici presenti sulle altre reti. In ogni caso, un prodotto di ottima fattura, che di certo non può mancare nel "bagaglio televisivo" di tutti coloro che amano il genere fiction, e fonte e sorgente di non poche riflessioni ed osservazioni.
Una fiction "oppressiva", nel senso buono del termine; un ritmo, soprattutto nella seconda parte, piena di colpi di scena, di tragedie, di malattie e di emozioni. Il telespettatore si immerge totalmente nelle vecchie abitudini, nelle vecchie regole, nelle antiquate consuetudini. Quelle che, storicamente parlando, appaiono appartenenti al vecchio mondo, quello dei Vicerè, appunto, quando l'Italia appariva ancora come un puzzle, un insieme di terre destinate ad unirsi, ma scisse a causa di eventi storici pregnanti della nostra identità nazionale. Le abitudini delle caste, la difficile condivisione di sentimenti che, ipocrisie a parte, stenta a decollare persino ai giorni nostri, nel caso di "diverse classi sociali"; quelle classi sociali che non corrispondono più a nessun titolo scritto da ereditare, ma che sono incosciamente insite in ognuno di noi, consapevoli dell'ingiustizia della loro esistenza, ma spesso pronti ad applicarle in ragionamenti e realtà.
Tuttora sono presenti persone profondamente legate ai sensi della superstizione, a tutto ciò che non è conosciuto, ma che ci si diletta a delineare nei profili, pur di credere ed affidarci a qualcosa, in una realtà fortemente instabile. Vi sembra cambiato qualcosa, in confronto a quanto narrato nel prodotto di RaiUno, tratto dal romanzo scritto da Federico De Roberto alla fine dell’Ottocento?
Un filo conduttore, un fil rouge che lega tutta la nostra storia, come una scia luminosa pronta sempre ad incrementare la propria forza e la propria brillantezza. La possibilità di accapararsi il favore del popolo "ignorante", la possibilità di sbandierare ideali di qualsiasi colore, senza credere alla minima congiunzione di quanto si afferma. Giocare sulle necessità, sulle emergenze, del popolo. Che si tratti di un parlamento, o di un casato. Che si parli di politici, o di monarchi e nobiltà. I Vicerè sono il passato storico, hanno finito la loro trasposizione televisiva quando ancora Simona Ventura sbraitava i numeri del televoto, ma, ahimè, nella nostra realtà, sembrano destinati a permanere...
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MASSIMO GILETTI: "AVERE CONTRO MARIA DE FILIPPI E' PER ME ORGOGLIO. SIMONA RISENTITA PER LE MIE CRITICHE ALL'ISOLA? NON PENSO..."

L'Arena e Massimo Giletti sono spesso fonte di nostre personali osservazioni e, ahilui, critiche. Questa volta invece siamo intenti a riportarvi uno stralcio di una intervista che, lo stesso Massimo Giletti, ha rilasciato a DivaeDonna, la rivista diretta da Silvana Giacobini. Insomma, un autoincensamento al riguardo del suo posizionamento domenicale, considerando la sua forte concorrenza, quegli Amici di Maria De Filippi fonte di grande successo e gradimento da parte del pubblico italiano. E' pur vero, è innegabile, che il suo spazio, l'Arena, riesce in ogni caso a "tenere a bada" una trasmissione che appare, almeno nella sua versione di primo pomeriggio imbattibile. Un ascolto paragonabile, tendente spesso a quello della scuola di Canale5, dopo averla persino superato in corrispondenza della prima puntata. Proprio per questo, riportiamo quanto detto dallo stesso presentatore torinese.
Soddisfatto della sua L'Arena, del suo spazio a Domenica In? "Il bilancio appare positivo, visto che, con il nostro 20% di share, siamo gli unici in grado di reggere la concorrenza con Maria De Filippi, ce la giochiamo minuto per minuto. Interpreto l'avere contro Maria come un grande riconoscimento nei miei confronti da parte di Mediaset: per me hanno fatto scendere in campo la più forte."
Funziona L'Arena, funziona Pippo Baudo, il resto, dati alla mano, tende a scendere. E' così? "La matematica non è una opinione. La stagione, del resto risulta dura: mi auguro che si troverà presto il modo di recuperare."
E' vero che Simona Ventura si è arrabbiata perchè in L'Arena ci sono stati attacchi all'Isola dei Famosi? "Simona è una donna intelligente che stimo enormemente e con cui ho stabilito un rapporto profondo, tanto che ci sentiamo spesso. Aggiungo -ed è la prima volta che lo dico - che Simona mi è stata molto vicina in alcuni momenti delicati del mio lavoro e de L'Arena. L'Isola dei Famosi è un programma di straordinario successo, di cui è giusto che si parli. Qualche critica, è ovvio, ci può stare, e comunque tutto poi si traduce in pubblicità. Ma da Simona non ho ricevuto
alcuna telefonata, non penso, quindi, sia risentita. E poi, ricordiamoci, che alla fine stiamo solo facendo televisione."
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martedì 25 novembre 2008

X FACTOR 2: DA QUEST'OGGI LA MUSICA TORNA A BATTERE SUL 2!

E mentre L’Isola dei Famosi chiude con il botto la sua sesta edizione, striscia di daytime annessa, RaiDue cerca di battere il ferro quando ancora è caldo. Ed è così che proprio oggi inizierà la seconda edizione del talent show X Factor condotto da Francesco Facchinetti, che ieri è stato ospite alla finale del reality show a cui aveva presenziato nelle vesti di inviato lo scorso anno proprio per annunciarne il ritorno. Il tutto avrà inizio dal daytime, trasmesso da quest’oggi alle 19, così come era stato lo scorso anno nel momento in cui timidamente faceva capolino il programma proveniente dal Regno Unito. The X Factor, come è chiamato in terra originaria, è l’unico caso di un programma confermato pur non avendo avuto grandissimi consensi, anzi. Le ragioni di questa conferma, stando almeno alle dichiarazioni rilasciate dal direttore di rete Antonio Marano conseguentemente alla chiusura della prima serie, sono molteplici ma trovano sbocco nella volontà della costituzione di un marchio della rete puramente giovanile a partire da alcune trasmissioni del tutto nuove. X Factor, quindi, congiuntamente ad altri programmi, come grimaldello per smaltire l’invecchiamento a cui è stato soggetto il secondo canale di Stato. A capo, oltre il sempre più lanciato ex Dj, delle tre categorie, confermati Mara Maionchi, Simona Ventura e Morgan.

Saranno trasmessi, da quest’oggi, i provini che hanno visto una prima scrematura tra i tantissimi dilettanti cantanti, in numero circa 15.000 presentatisi ai casting, che si stanno tenendo da un bel po’ di tempo, da ogni parti parte d’Italia. Mentre si definisce il novero dei 12 (e quindi tre in meno rispetto all’avvio della scorsa edizione) cantanti che parteciperanno alla gara, già si pensa al prossimo prime-time, che avrà anticipo considerevole. Non più dopo la settimana Festivaliera, tra l’altro anch’essa fortemente anticipata se confrontata agli scorsi anni, bensì in pieno periodo di non garanzia: 14 gennaio. Con il solo problema relativo alla controprogrammazione: è noto il fatto che quello stesso giorno avrà inizio anche il serale di Amici di Maria De Filippi, giunto alla sua ottava edizione. Non a caso si sta ragionando, sotto questo punto di vista, ad eventuali spostamenti anche alla luce dei cattivi risultati ottenuti dal programma la scorsa edizione quando programmato contemporaneamente ad altri prodotti dello stesse genere.

Annunciate le prime novità, comunque: tra le più importanti, per X Factor 2 ci sarà uno studio più grande e totalmente nuovo, notevole vantaggio anche a livello televisivo data la dimensione claustrofobica del primo, una componente reality insita nella nuova struttura del programma grazie alla possibilità di conoscere meglio il passato e la storia di ognuno dei concorrenti ma soprattutto un ospite musicale per ogni puntata, sulla falsariga di quanto accaduto con la guest star Giorgia la prima edizione. Insomma, pare tutto pronto affinché la musica possa battere sul 2!

L’appuntamento è per quest’oggi, alle 19, su Raidue.
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31,50% DI SHARE ED OLTRE 7 MILIONI. PICCHI SUPERIORI AL 60%. COSA BISOGNA ASPETTARE PER AVERE L'ISOLA DEI FAMOSI SU RAIUNO?


E' inutile negarlo. Argomento centrale di oggi è, innegabilmente, la vittoria di Vladimir Luxuria nella sesta edizione dell'Isola dei Famosi, il reality di RaiDue che quest'anno, ha dimostrato di essere in possesso di un estremo potenziale di gradimento. Il reality può non piacere, lo si può criticare, lo si può odiare con tutte le proprie forze ma, inutile essere ipocriti, un occhio lo si butta sempre. La vittoria di Vladimir Luxuria, analizzata dal nostro ElBarto con uno sguardo ancor più ampio di quello strettamente televisivo, ha aperto un dibattito. Gli ascolti, credo, debbano aprirne un altro. RaiUno, nella persona del suo direttore Fabrizio Del Noce, dopo il fallimento di Ritorno al Presente con Carlo Conti, e il mezzo successo con il Ristorante di Antonella Clerici, sembra essere sempre lontana dal mondo delle nominations e delle esclusioni. Ed è proprio su tale tema che tende a soffermarsi la nostra osservazione. In primis, per dare fondamento alle nostre riflessioni, è utile leggere questi che sono gli ascolti ottenuti ieri sera:

Tv: Ascolti, Stravince La Finale Dell'Isola e Batte 'Zelig'
Roma, 25 nov. .- (Adnkronos) - Finale dell'Isola senza rivali alla guerra dell'Auditel. Ha chiuso infatti con grande successo di ascolti ''L'Isola dei famosi 6'': l'ultima puntata del reality show condotto da Simona Ventura, e' stata seguita in media da 7 milioni 214mila telespettatori e ha registrato il 31.49 di share. In particolare, durante il programma si e' registrata una punta d'ascolto di 9 milioni 18mila alle 23.02 e numerosi picchi di share superiori al 60 per cento, mentre alla proclamazione della vincitrice Vladimir Luxuria lo share ha toccato il 64.57 con quasi sette milioni ancora sintonizzati su Raidue. Niente da fare al confronto nemmeno per la corazzata comica di 'Zelig' su Canale 5, che ha ottenuto comunque il suo record stagionale tenendo incollati al video 6.926.000 telespettatori con una share del 22.96% (27.33% sul target commerciale). Il teatro comico di Bisio-Incontrada ha ottenuto inoltre picchi di oltre 8 milioni di telespettatori (8.224.000). L'effetto 'Isola' si e' riverberato anche sulla puntata di ''Scorie'' andata in onda a seguire il reality di Raidue e che, nonostante l'ora, ha registrato il 34.08 di share con un ascolto di 1 milione 418mila telespettatori. La seconda rete Rai si e' confermata cosi' leader della seconda serata con uno share del 39.35, pari a 5 milioni 246mila telespettatori.
Ebbene, la decisione della prima rete nazionale può, nei limiti, essere condivisibile. Seppur il reality di RaiDue non possa essere tacciato, specialmente in questa edizione, a meno di servizi ad-hoc, di volgarità gratuite, la trasmissione sembra non avere speranze di "promozione" sulla rete ammiraglia, come solito accadere ai programmi di grande successo. Il problema, a mio parere, non sta tanto nella scelta della televisione di stato, ma nella ipocrisia, in ogni caso, adottata dagli addetti ai lavori. L'Isola dei Famosi, in questi mesi, è inutile negarlo , è stata l'anima anche della prima rete nazionale. Massimo Giletti con i suoi dibattitti, la VitainDiretta di Lamberto Sposini che quotidianamente ci narra le vicende nei naufraghi con "accurati" servizi, oltre al collegamento settimanale con la scoppiettante Simona Ventura. La volontà di nascondersi dietro un dito, credo sia facilmente smascherabile. "Mangiare alla grande mensa dell'Isola dei Famosi", (Ventura docet) distaccandosene quando necessario.....
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