
La questione è tornata ad essere
quella di un tempo, accesa e dibattuta, infiammata e riservante colpi di scena quotidianamente.
Antonella Clerici, signori cari, non si arrende mica dinanzi alle ingiustizie, affatto. Quella
Prova del Cuoco, che almeno fino a gennaio 2010 – quando sarà
Mauro Mazza a decidere per il destino della prima rete Rai – o al massimo fino al prossimo giugno – non si può cacciare all’improvviso una stipendiata, questo è certo – sembra essere ancora
molto lontana da riconquistare, è la pedina che sta muovendo scelte, dichiarazioni, intenti e volontà della bionda conduttrice. Per ora il
panorama di conduzioni per Antonellina sembra essere delineato, e nel suo essere scintillante per qualsiasi artista, è
oggettivamente meno blasonato di quello che aveva potuto ammirare la stessa
Clerici negli scorsi anni. Due programmi in prima serata, ognuno dei quali in onda in una delle due garanzie, e nient’altro, appare agli occhi dei più come un qualcosa di molto riduttivo: basti pensare a
Caterina Balivo che lo scorso anno ha condotto alcuni speciali in prime serata, più due programmi da sei puntate l’uno, più
Festa Italiana da settembre a maggio. Ed è forse proprio
l’appuntamento in daytime ciò di cui si lamenta, giustamente, la conduttrice milanese, visto che è il tipo di televisione che crea affezione, che crea continuità, che crea un
rapporto diretto con il pubblico, altresì reso freddo da una più distaccata prima serata. Alla luce di tutto ciò, si dibatte in Rai in questi giorni di un
“contentino” per Antonella, che qualora divenisse realtà potrebbe ‘colmare’ il dilemma Prova del cuoco.
Certi del fatto che una
versione flash o fotocopiata del programma di cucina risulti essere
un'utopia – tutto merito della collocazione da assegnare, in bilico tra gli ultimi minuti delle 19 sulla cresta del
30% con la Ghigliottina, e quelli “a panino” tra il Tg1 e i Pacchi, che pure brillano in ascolti –, si dice si stia cercando di prendere
due piccioni con una fava: accontentare
Antonella Clerici e assegnare la conduzione del
60^ Sanremo. Ed et voilà: la conduzione del
Festival della Canzone Italiana vale 200 puntate de
La prova del cuoco? Sono paragonabili le due esperienze?
L’emozione e l’ansia di un evento di siffatta importanza sono migliori o peggiori della rilassatezza e della
familiarità delle cucine del Nomentano Tre in Roma? Ovviamente condurre Sanremo è un
onore ma soprattutto onere, difficile da gestire, assolutamente. Perché bisognerebbe
lavorarci sopra per mesi, cercando di non ottenere un risultato
raffazzonato e
sbrigativo come è potuto essere quello di
Simona Ventura per
Sanremo 2004.
Nascono e si moltiplicano le idee: in coppia
con la Hunziker, o
con la Ventura in segno di riscossa, con accompagnatori o comici, sembra essere spianata la strada per la
Clerici verso
Sanremo 2010. Se non fosse per la Rai che proprio ieri alla possibilità
ha alzato fumata grigia. Un bel
braccio di ferro è pronto per essere combattuto, tra la riccioluta che ha firmato con la Rai, la
Sipra che si batte per la
Ventura, il Comune –
anche le pulci tossiscono! – che invece propende per un
Festival non fatto di elefanti (?) e con conduttore
Francesco Facchinetti, e le ombre di
Carlo Conti, di
Raffaella Carrà e di
Pippo Baudo che si affacciano sull’Ariston.
Cosa succederà?
Intanto ben il 34% ha votato Clerici per Sanremo 2010, a discapito di un pur buono 23% per la Ventura. Chiude il podio Raffaella Carrà con il 15% delle preferenze.