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sabato 4 luglio 2009

LA TV E LA CRONACA: SPECULARE AI FINI DELL'AUDIENCE, AMMUTOLIRSI SE È PERIODO DI VACANZA (E DEGLI ASCOLTI NON C'È BISOGNO?)

O tutto o niente. È questo ciò a cui ci ha fortemente abituati la nostra televisione, bella, cara, ma anche antipatica e aspra oltremodo. Ripetitiva, perché no. A volte anche alquanto intromettente e irrispettosa. Basti pensare ai telegiornali quando la cronaca dà luce ad uno squarcio profondo del suo buio: sciacallaggio puro. Una vera speculazione del dolore ai fini dell’Audience, un qualcosa di becero e di basso profilo, tipico di quelli senza frontiere, di quegli approfondimenti di seconda serata senza limite e senza rispetto. Tutti noi, chi più e chi meno, abbiamo condannato questo carattere della nostra tv, che si manifesta partendo dai plastici di abitazioni costruiti ad hoc per capire meglio quale il movente di un assassinio, passando per le docu-fiction con cui chi non ha voglia di leggere e di informarsi “sorbisce” il fatto in una maniera “simpatica”, finendo per gli speciali in tutte le salse laddove non necessari, quando la notizia è battuta e da discutere è solamente il dolore di una famiglia. Un carattere, una peculiarità, un difetto modificabile ma perpetuamente esistente.

A Napoli esiste un detto, poco famoso a dire la verità, che dice “o fai uno o fai novanta”, che reso in italiano è, più o meno, “o fai nero o fai bianco”, dimenticando che tra i due colori limite c’è una vasta gamma di altre opzioni tra cui scegliere. Opzioni di comportamento adottabili nei vari casi che risulterebbero essere più opportune, più consone, più morbide. Ecco, la televisione italiana è il chiaro esempio di come si possa passare da bianco a nero senza scegliere per il grigio, per un modello d’azione più neutro, più super partes. Perché? Brevemente: morte di Eluana Englaro. Caso dibattuto, tantissimo, in televisione e sulla stampa, in rete e nei bar. Bruno Vespa “ci delizia” con uno speciale in prima serata di Porta a porta della durata di due, tre, quattro ore, che cade successivamente alla notizia della morte della donna. Uno speciale che oggettivamente non ha ragion d’essere, visto che tutto ciò che segue una morte è comunemente dolore.

Qualche giorno fa, tutti lo sapranno, il disastro di Viareggio. A mio avviso un caso in cui uno speciale, in prima serata, in seconda serata, in accordo con il Tg di una rete, nel primo pomeriggio, serve, un qualcosa di cui si sente il bisogno e la necessità pura, per aggiornamenti, informazioni, accenni di speranza appesi ai fili della trasmissione. Invece niente, tutto passa nel più funereo silenzio. Il silenzio in cui affogano le vite spezzate di persone sfortunate, il silenzio che la televisione ha preferito mantenere rotto solamente dal dovere di cronaca dei telegiornali. Mi domando e chiedo: viene fatto silenzio perché non si sentiva la necessità di essere in prima linea come sempre o perché, più maliziosamente e forse più semplicemente, è estate?

Ovvio, è estate. I conduttori hanno bisogno di riposo, il servizio pubblico può andare a farsi benedire. Ma stiamo sicuri, cari telespettatori italiani, che fosse accaduta una cosa del genere al di fuori dei mesi estivi, ci saremmo trovati tutte le reti di questo mondo a speculare. Sì, speculare. L’unica cosa che il tubo catodico sa fare…

11 commenti:

Expedit ha detto...

E' estate, Bartolì...è estate. Ed è tristissimo questo fatto. Indipendentemente dalla cinicità o meno di Vespa e compagnia, nel trattare tematiche ed argomenti, il solo fatto che si tratti di estate è indice di quanto sia ipocrita la nostra televisione.

Sono straconvinto che, Giletti, D'Urso, Sposini, Vespa, Vinci e compagnia avrebbero imbrattato ore ed ore di programmazione con interviste, esclusive, filmati squallidamente inediti....ora invece niente..al più, i Tg

Bellissimo questo post. Bello quanto vero.
Ciao Bartoluccio!..:D

tony ha detto...

Verissimo condivido in pieno questo post ed expedit.Ora la tv è in vacanza e non ha bisogno di fare grandi ascolti,ma se fosse successo in pieno autunno sono sicuro (anch'io) che la tv ne approfiterebbe per sfruttare al massimo una notizia da cronaca nera solo per fare audience e non per il piacere e l'obbligo di informare il telespettatore!!

giorgia ha detto...

concordo pienamente con expedit
e ne approfitto per farti tanti complimenti per scavicchia che leggo sempre

Anonimo ha detto...

è davvero uno schifo. la televisione è falsa e schifosa.
dovremmo essere noi a selezionare meglio i programmi da far sopravvivere.

Anonimo ha detto...

anche io voglio farvi i complimenti come giorgia per questo sito. lo leggo sempre volentieri e sapete trattare davvero tutti gli argomenti.

Anonimo ha detto...

Bisogna morire in "garanzia" per avere la giusta attenzione in tv?

Mamma mia... che orrore questa tv!

Expedit ha detto...

Giorgia
grazie mille per i complimenti.:D
Sono sempre estremamente graditi..:D

Continua a leggerci, e speriamo di non deluderti mai!..:D
Ciao!

Expedit ha detto...

grazie anche a te, Anonimo, per i complimenti!..:D
Continua a leggerci anche tu!..:D

Expedit ha detto...

Bisogna morire in "garanzia" per avere la giusta attenzione in tv?

Mamma mia... che orrore questa tv!


Anonimo, ahimè, tristemente, si. Purtroppo il meccanismo televisivo è così cinico. Io già mi vedo dinanzi agli occhi i collegamenti della VitainDiretta, l'ansia in diretta della D'Urso, ed ore ed ore di Porta a Porta dedicate interamente a Viareggio.....

è triste, ma è così. Ed è stato bravissimo il nostro ElBarto a cogliere questo interessantissimo aspetto. Noi, da blog, di televisione, non possiamo far altro che porre in evidenza queste questioni.....

Ciao!

Expedit ha detto...

Tony, ciao!
grazie sempre per l'affetto con cui ci segui..:D

Cmq, concordo ovviamente con te...:D

Cricca ha detto...

Concordo in pieno, io abito in Versilia e sono rimasta male del fatto che neanche Vespa nella sua trasmissione Porta a Porta non abbia trattato l'argomento con uno speciale su Viareggio, è scandaloso che si parli di altre cose frivole, oltre ai 22 morti ci sono altrettante persone gravissime che con atroci sofferenze stanno cercando di tornare alla vita e hanno poche speranze.