Ho atteso due settimane per dare un mio personale giudizio sui due nuovi preserali che RaiUno e Canale5 ci propongono in sostituzione dei ben collaudati L’Eredità e Chi Vuol Essere Milionario. Cominciamo ad “analizzare” il primo, giungendo poi fino al secondo.




L’Alta Tensione di Carlo Conti, come i più informati o dotati di maggior memoria sapranno, è un quiz che è stato già proposto nella calda estate 2006 e, dopo aver già esposto mie personali perplessità, RaiUno, con l’arrivo della bella stagione, bella ma comunque di “garanzia”, ha preferito sostituire una sicurezza dell’Eredità, con una palese incertezza. Le mie perplessità provenivano dai dati di ascolto che hanno segnato l’esordio di questo quiz in tv, ben al di sotto di quelli iridati dell’Eredità. Speravo allora in, come ancora di salvataggio,una piccola rivoluzione di idee del quiz stesso, rendendolo maggiormente appetibile per il pubblico da casa. Ed invece no. La voglia di trovare un sostituto, di cui ancora nessuno sentiva il bisogno, dell’Eredità, ha prevalso su qualsiasi altro ragionamento. Alta Tensione è un quiz, personalmente, strano. Mi spiego meglio. A tratti la trasmissione è gradevole e scorrevole, e soprattutto ritmata, a tratti invece appare lenta e priva di alcuna suspence. E, paradossalmente, quello che era divenuto il momento più gradevole dell’Eredità, con la quotidiana proposta di una “ghigliottina” da risolvere, è divenuto un gioco senza senso, privo di alcun appeal, semplicemente banale. Il cosiddetto “codice per vincere” rappresenta l’unica idea degna di originalità. Ovvero, il numero di risposte fornite nei primi tre giochi, che rappresenta il montepremi in palio nel penultimo gioco. Ma la forte staticità della trasmissione la fa da padrona. Sarà che si è pur abituati a veder Carlo Conti girovagare con il suo tavolino roteante, ma, a prima vista, il gioco appare stanco, debole.




Per quanto riguarda Fifty-Fifty e Gerry Scotti, credo che si tratti semplicemente di un brutto format. Sciapo, insignificante, ripetitivo. Probabilmente solo la presenza del notissimo presentatore fa in modo che gli ascolti, seppur bassi e non sufficienti a vincere la concorrenza, rimangano a galla. Il gioco realizzato per la costituzione del montepremi, quello del “Mi fido” appare stantio, già visto. Lo stesso meccanismo infatti, veniva utilizzato nel format Il Malloppo, access prime time di RaiUno, condotto prima da Pupo e poi da Alda D’Eusanio. Era stato poi tanto pubblicizzato il cosiddetto “gioco finale“, ovvero quello in cui la suspence dovrebbe prevalere così come accade nella ghigliottina o nella nota ruota di Passaparola, a beneficio dei successivi telegiornali. Ebbene, sinteticamente mi esprimo: non mi piace. Un gioco lungo quasi trenta minuti, che fa il verso del “Lei o l’altra” dell’Eredità, si conclude semplicemente con cinque risposte di cui bisogna verificare l’esattezza in complicità alla cosiddetta “previsione” del concorrente “parlante” della coppia. Probabilmente sono troppo drastico, ma sinceramente credo che il format 1vs100, seppur con i suoi difetti, fosse di gran lunga superiore a questo Fifty-Fifty dal resoconto personale deludente.
Che dire? La fascia preserale delle due reti ammiraglie si sono indebolite in qualità, ma soprattutto in ascolti, Entrambe le trasmissioni infatti stentano a giungere ai risultati che, con gli stessi presentatori, RaiUno e Canale5, toccavano con i quiz collaudati, Alta Tensione è ancora più lontano dall’Eredità, di quanto Fifty Fifty sia lontano da un Chi Vuol Essere Milionario che quest’anno ha dimostrato qualche segno di stanchezza. Le idee nuove fanno bene alla televisione, ma forse, oltre che nuove, c’è bisogno di un po’ di originalità...
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