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mercoledì 22 luglio 2009

CULT TV: LE TRASH-RISSE DI ALESSANDRA MUSSOLINI A PORTA A PORTA

Alessandra Mussolini vs Katia Belillo

Alessandra Mussolini vs Antonio Di Pietro e Vladimir Luxuria

Alessandra Mussolini vs Pina Picierno

Alessandra Mussolini vs Giovanna Mezzogiorno e Filippo Timi

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martedì 30 giugno 2009

BRUNO VESPA: "PORTA A PORTA È UNA TRASMISSIONE MODERATA E DI SUCCESSO: INIZIATA E TERMINERÀ CON ME"

Raiuno in attesa dell’autunno 2009 manda in onda repliche su repliche, come suo solito, come solito della televisione italiana, come solito per il piacere del popolo italico, visto che – come notammo in passato – cova una sottile incoerenza, una lieve ma netta discrepanza tra quello che dice e quello che vede. Insomma, si cercano programmi in prima serata, in preserale, in access prime time sempre nuovi, sempre innovativi, in diretta o magari registrati, ma comunque inediti, e alla fine trionfa La signora in giallo per la serie “viva la coerenza”, per l’appunto. La replica è un classico, come classici d’altronde sono tutti gli appuntamenti di Raiuno anche durante le restanti tre stagioni dell’anno. Uno di questi è senza dubbio Porta a porta, in onda ininterrottamente dal lontano 1996 in seconda serata, quattro giorni a settimana, diventato il salotto più popolare di tutta quanta la televisione italiana. Versatile ed eclettico, il programma di Bruno Vespa ospita ogni giorno tematiche e protagonisti diversi, per la creazione di un ambiente amatissimo dal pubblico italiano. Un marchio famoso resosi protagonista anche di approfondimenti speciali in prima serata laddove la cronaca ne richiedesse la presenza, in occasione di elezioni, di morti, di eventi particolari come ad esempio l’11 settembre 2001 in cui il servizio fu praticamente eccellente. Sulla falsariga di quanto avvenuto al programma concorrente, Matrix che ha visto l’avvicendamento di conduttori, con un Alessio Vinci che è subentrato a tutti gli effetti ad Enrico Mentana, il conduttore di Porta a porta ha voluto dire la sua a proposito di una sostituzione futura con protagonista la sua trasmissione, chiudendo le porte ad ogni possibile successione ereditaria. Ecco la notizia, tratta da Voce d’Italia.

Roma – ‘Porta a Porta’ è ormai diventato sinonimo di Bruno Vespa. Lo scultore e la sua opera sono indivisibili, ma oggi è giunta la consacrazione di questo rapporto: “I programmi non sono ereditari. ‘Porta a Porta’ finirà con me. Quando smetterò io, arriverà certamente qualcuno bravo a fare un'altra cosa”. Per la trasmissione di RaiUno non ci sarà la stessa sorte di ‘Matrix’, con un cambio di conduttore in corsa. E a proposito di Enrico Mentana e Alessio Vinci, i due giornalisti che si sono succeduti al timone del programma di approfondimento di Canale 5, Vespa dice: “Da quando il 'Corriere della Sera' sopravvisse all'uscita di Montanelli, ho imparato che nessuno di noi - a cominciare da me - è indispensabile. Vinci è un bravo professionista e sarà un avversario tosto”. Riguardo ad 'Annozero' di Santoro, invece, il giornalista aquilano dichiara: "L'ho visto qualche volta. Purtroppo vedo poco la televisione. Peccato, perchè mi sarebbe molto utile per imparare anche dalle peggiori"

In un’intervista al settimanale free press ‘Pocket’ il conduttore, responsabile di quello che viene definito ‘terzo ramo del parlamento’, si difende dall’accusa di essere un adulatore e dice: “Nella mia trasmissione sono venuti ospiti direttori di giornale di tutti gli orientamenti. Ti risulta che abbiano fatto domande più complete e scomode delle mie? Sono amico personale di alcuni politici di ogni estrazione da molti anni. Mi capita di incontrarli a qualche cena ogni tanto”.

Sul rapporto tra politica e giornalismo, spesso origine di raccomandazioni, Vespa dice: “Un giornalista molto appoggiato può avere più opportunità di uno che non lo è. Ma, come disse Paolo Frajese a un raccomandato somaro, ‘Adesso il microfono chi te lo regge?’”.

Per Vespa, portabandiera dei giornalisti televisivi, quella a cui appartiene è una vera e propria casta: “Basta vedere – afferma – come hanno reagito alla legge sulle intercettazioni telefoniche che ci mette sullo stesso piano degli altri Paesi europei”.
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giovedì 18 giugno 2009

BRUNO VESPA ED ENRICO MENTANA LITIGANO SUGLI ASCOLTI. DALL'ALTO GIORNALISMO, AL COMPORTAMENTO DA ASILO...

E se Malika Ayane parla di "Come Foglie", dinanzi a questa vicenda non ci viene altro da dire che "Come bambini". Bruno Vespa ed Enrico Mentana infatti, rispettivamente presentatore ed ex-presentatore di Porta a Porta e Matrix, hanno trascorso l'intero scorso pomeriggio tra battibecchi e punzecchiature. Parliamo di giornalisti affermati quanto rispettivamente bravi nel loro mestiere, ma questo atteggiamento infantile, sicuro che giovi alla loro immagine?
''Ho battuto entrambe le gestioni, anche quella Vinci''Mentana aveva più esperienza, Vinci è appena arrivato - ha detto Vespa - ma mi pare che se la cavi bene nonostante l'eredità difficile.Capisco il nervosismo di Enrico Mentana e mi auguro che un bravo professionista come lui torni al più presto in video - ha detto il giornalista - Ma i numeri sono numeri. Probabilmente Enrico, leggendo i giornali che enfatizzavano le nostre sconfitte dimenticando le nostre vittorie, era convinto che le cose fossero andate diversamente. Se nei primi tre anni di confronto - spiega - la nostra differenza di ascolto è stata fortissima e se nella parte di stagione in cui le cose gli sono andate meglio ha perso 25 a 14 non è colpa mia. E visto che siamo ai bilanci complessivi, nei quattordici anni in cui 'Porta a Porta' ha dovuto confrontarsi prima con il Tg5 di Mentana e poi con 'Matrix', lui non ha mai vinto una sola prima serata in cui ci siamo confrontati". Nella seconda - conclude il conduttore di 'Porta a Porta' - toccando lo steso argomento, l'ha spuntata una sola volta in tre anni e mezzo. Ma non credo che ci sia niente di cui debba vergognarsi. Come è noto, il confronto tra programmi concorrenti si fa misurando la sovrapposizione, cioè lo stesso arco di tempo in cui si va in onda. Bene, 'Matrix' di Mentana ha perso 25 volte sulle 39 in cui si è misurato con 'Porta a Porta', totalizzando contro di noi il 17.01 per cento contro il nostro 18.60 per cento".
"E questo - aggiunge Vespa - nonostante 'Matrix' abbia beneficiato di un vantaggio di partenza di due punti percentuali. Il suo risultato complessivo conteggia evidentemente anche il venerdì in cui 'Porta a Porta' è assente".

''Falsifica i numeri per non scendere da quel piedistallo privilegiato sul quale si trova. Mi vergogno per lui''Visto che non sono più concorrente di Vespa, posso confermare, di fronte alle sue incredibili dichiarazioni, che è solo un uomo pieno di boria, capace di falsificare i dati per non scendere da quel piedistallo privilegiato sul quale si trova. Mi vergogno per Vespa, con tutto il cuore: vada a rileggersi i dati di ascolto e mediti, se ne è capace. Di fronte alle parole di Vespa posso sono ribadire che parlano i dati e che io non sono nervoso per niente. I dati non sono nervosi né calmi: ma la media della stagione di 'Matrix' 2008-2009 fino alla conduzione era del 18.03% di share con 1.440.000 telespettatori. Dei programmi parlano gli ascolti Mediaset. Il resto, come attaccarsi alle sovrapposizioni, sono pretesti per non vedere la realtà".
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martedì 5 maggio 2009

SILVIO BERLUSCONI STASERA A PORTA A PORTA DEL 05/05/09. IL CASO "VERONICA LARIO" AL CENTRO DELL'ATTENZIONE?


Appassionati di gossip e inciuci vari, e non solo, unitevi! Perchè? Perchè stasera a Porta a Porta di Bruno Vespa arriva Silvio Berlusconi. Una versione politica de C'eravamo tanto amati di Luca Barbareschi? Non è ancora noto. Un ospite prestigioso, certo. Avere in studio il presidente del Consiglio dei Ministri è sempre motivo di vanto e soprattutto di ascolti, ma questa sera, questo invito, assume un sapore particolare. Il motivo è semplice e palese. A quanto pare infatti, l'attenzione mediatica si è spostata dalla candidatura di "ciarpame" (cit.) alle elezioni europee, al tanto pubblicizzato divorzio che Veronica Lario, moglie del premier, ha posto in prima pagina di riviste e quotidiani. Insomma, l'affare scotta eccome, e Bruno Vespa di certo non si è fatto scappare questa occasione. Ecco la notizia:
BERLUSCONI STASERA A ‘PORTA A PORTA’
(AGI) - Roma, 5 mag. - Questa sera il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sara’ ospite di Bruno Vespa a ‘Porta a Porta’. E’ quanto si legge in una nota della trasmissione. (AGI)
Insomma, inutile negarlo. Stasera, a meno di indifferenza, saremmo tutti dinanzi al nostro piccolo schermo, per seguire questa querelle tra marito e moglie. Oltre a mettere il dito infatti, ci si è messo Bruno Vespa, e complice ospiti e persipacia, potrebbe venire fuori una puntata dai toni leggeri, ma decisamente interessanti. D'altronde, in tempi di crisi, anche gli argomenti dei talk sono "più poveri", no? E se poi si parlasse si sola politica?
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mercoledì 15 aprile 2009

ANNOZERO: BOTTA E RISPOSTA TRA BRUNO VESPA E MICHELE SANTORO. VESPA "LUI E' UN PRIVILEGIATO" E SANTORO "TORNI A FARE L'ESAME DA GIORNALISTA"


Il tifone scatenato dall'Annozero di Michele Santoro sembra davvero non trovare fine. Quella puntata dello scorso giovedì andata in onda, di cui abbiamo già parlato in altre occasioni, sembra portare ancora tanti strascichi che si sovrapporranno, inevitabilmente, alla tanto attesa puntata in onda domani sera, ovviamente su RaiDue. Basta una rete di differenza, nonostante il logo sia sempre quello Rai, per porre in netto contrasto due notissimi giornalisti del nostro piccolo schermo. Bruno Vespa e Michele Santoro infatti, proprio oggi, "se le stanno dando di santa ragione", verbalmente parlando. Il tutto è cominciato con una dichiarazione rilasciata da Vespa in mattinata:
RAI: VESPA, SANTORO IN AZIENDA E' UN PRIVILEGIATO
Roma, 15 apr. (Adnkronos) - ''Le condizioni di Santoro in Rai sono di assoluto privilegio". Lo scrive Bruno vespa, conduttore di "Porta a Porta", a "Ultime da Babele", programma radiofonico di Radiouno condotto da Giorgio Dell'Arti. "Debbo chiarire innanzitutto -scrive Vespa nella lettera, letta da Dell'Arti in trasmissione- che 'Porta a Porta' e' prodotto dalla Rai e non da me e che il mio contratto risale al 2001, tanto e' vero che vengo pagato con il controvalore in euro delle lire di allora, quando si stabili' che comunque avrei guadagnato di meno di colleghi in condizioni analoghe".
Ovviamente non si è fatta attendere la risposta di Michele Santoro. E Santoro, come suo solito, ci va giù pesante, mettendo in evidenza il contrastante sfondo politico che sembra appoggiare le due diverse trasmissioni. Ecco le sue dichiarazioni:
RAI: SANTORO A VESPA, DOVREBBE RIFARE L'ESAME DA GIORNALISTA
Roma, 15 apr. (Adnkronos) - "Dopo Fini, Berlusconi, Gasparri, Cicchitto, Carra e Merlo non poteva mancare Bruno Vespa". Questa la risposta di Michele Santoro, sul sito di "Annozero", nella rubrica 'Vaf' (valutazioni a freddo), agli attacchi di Bruno Vespa. "Comprendiamo -prosegue Santoro- le ragioni per le quali al conduttore di 'Porta a Porta' converrebbe che 'Annozero' non esistesse. Ma noi siamo per il libero mercato".
Bruno Vespa allora, proprio pochi minuti fa, ha deciso però di evitare che la polemica possa ulteriormente infiammarsi, nonostante sia lui stesso l'origine di tutto questo baillame. Ecco le sue ultimissime dichiarazioni:
TV: VESPA A SANTORO, MIO NON ERA UN ATTACCO MA SEMPLICE VERITA'
Roma, 15 apr. - (Adnkronos) - "Mi spiace che Michele Santoro abbia preso per un attacco quella che era la semplice precisazione ad una inesattezza emersa in una trasmissione radiofonica della Rai. Santoro ricordera' che io sono stato sempre contrario al suo allontanamento dalla Rai e lo sono tuttora". Cosi' Bruno Vespa controreplica alle affermazioni di Michele Santoro rilasciate sul sito di "Anno Zero".
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venerdì 13 marzo 2009

BRUNO VESPA CONTRO IL TG1: "IL TRAINO CHE MI DANNO E' CAUSA DI EMORRAGIA D'ASCOLTI". LA RISPOSTA: "IL TRAINO SPESSO E' L'ANTEPRIMA DELLA TRASMISSIONE"

Tutto si può dire tranne che questa edizione di Porta a Porta stia andando un granché. Perché? Beh, da una parte c’è Matrix, una concorrenza che sempre più tende ad affilare le unghie (basti pensare a Chiambretti, come abbiamo già detto in occasione dell’intervista che ha rilasciato il conduttore torinese relativamente al programma che conduce in seconda serata su Italia1), e anche quella interna, a dire la verità, non scherza. La conseguenza, naturalmente, è in un vistoso calo di ascolti della storica seconda serata targata Raiuno. Vespa, come dimostrato da una lettera inviata a Il giornale, a parte per la costruzione dei famosi plastici, si è reso noto anche per una non indifferente attaccatura agli ascolti (e verrebbe da chiedersi chi, tra i conduttori, poi, "ascolti-dipendente" non lo sia). Sapete quale motivazione ha utilizzato per giustificare il calo di audience? Il Tg1 di mezzasera, reo di concedere al suo Porta a porta un traino non sufficiente. La risposta del telegiornale della prima rete della Tv di Stato non si è fatta per nulla attendere. Eccola, da Digital News.
‘Apprendiamo con sgomento e preoccupazione che la trasmissione Porta a Porta nella contrapposizione serale con la concorrenza si trova costretta a sopportare la messa in onda del tg1 di mezzasera’. Lo afferma una nota del comitato di reazione del Tg1 con riferimento a quanto asserito da Bruno Vespa in una lettera al ‘Giornale. “Scrive infatti Vespa - continua la nota del Cdr del Tg1 - in una lettera al quotidiano ‘Il Giornale’ per giustificare la precoccupazione per cali di ascolto della sua trasmissione che “Porta a Porta, grazie all’interruzione del Tg1 di mezzasera e della pubblicita’, non beneficia affatto degli ascolti di prima serata di Raiuno”. “Sorprende constatare - prosegue la nota - che una edizione del principale telegiornale del servizio pubblico sia considerata un intralcio fastidioso e non la realizzazione del dovere di assicurare agli utenti il diritto di essere informati. Sorprende ancora di piu’ che questa affermazione sia fatta da chi e’ stato direttore del Tg1. Anche perche’ il traino di Porta a Porta e’ diventato recentemente nientemeno che …la stessa trasmissione Porta a Porta. Da qualche tempo, infatti, senza che la direzione del Tg1 sia stata informata - rileva il Cdr del tg1 - Porta a Porta va in onda con una anteprima di almeno venti minuti, facendo slittare ad orari improbabili la trasmissione del Tg1 di mezzasera e di quello della notte. Secondo il ragionamento di Vespa l’anteprima-traino e’ un intralcio per la media degli ascolti della trasmissione”. “Sappiano Bruno Vespa e i vertici dell’azienda - conclude la nota - che il Tg1 difendera’ l’edizione della mezzasera e il rispetto degli orari di messa in onda in tutte le sedi e in tutti i modi”.
Difesa del tg di mezzasera (che da queste parti abbiamo sempre criticato come tutte quante le pillole informative che eccedono in quantità) e rispetto degli orari, quindi, le motivazioni che hanno spinto il Tg1 a diffondere questa nota che, tra le altre cose, ha suscitato altre reazioni da parte di Bruno Vespa. Quando si dice sta per scoppiare una guerra civile (non nei modi, probabilmente). Ecco le dichiarazioni:
“Sono a mia volta sorpreso della sorpresa degli amici del Tg 1″. Cosi’ Bruno Vespa replica al Cdr del tg1, che ieri si era detto “sorpreso” dalle affermazioni del conduttore di ‘Porta a Porta’ secondo cui il Tg1 di mezzasera penalizza gli ascolti della seconda serata. “Proprio perche’ sono stato direttore di quella testata - replica Vespa - rivendico a mio merito di aver chiesto quasi vent’annni fa il traino per l’edizione delle 20 che era preceduta dalla pubblicita’ e dalle previsioni del tempo. Fu necessario lo spostamento di una storia e gloriosa trasmissione come ‘Almanacco del giorno dopo’. Ci dispiacque molto, ma fu una scelta necessaria. Che accadrebbe oggi se il Tg 1 delle 20 non fosse preceduto dall’ ‘Eredita’, ma dal segnale orario o da ‘Almanacco’? Allo stesso modo che senso ha offendersi se si constata che nessun telegiornale di mezza sera puo’ essere forte quanto la coda della prima serata della principale rete concorrente? Nessuno ha mai chiesto di sopprimere quel notiziario e le politiche di rete possono essere tenute liberamente in nessun conto. Ma quello che ho esposto e’ un fatto tecnico inoppugnabile”.
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giovedì 11 dicembre 2008

QUANDO I CASI E I PERSONAGGI DELLA CRONACA SONO ALL'ORDINE DEL GIORNO IN TV: UNA VERGOGNA?

Cronaca e televisione vanno di pari passo, innegabilmente. La televisione, a volte, fa da altoparlante e ingigantisce alcuni suoi fatti, soprattutto quelli relativi alla cronaca nera, toccando sempre più spesso il fondo, cadendo in un oblio senza fine, magari anche volutamente. È possibile rimembrare, per esempio, la docufiction sulla strage di Erba fatta da Matrix di Enrico Mentana sulla scia del chiacchiericcio che sull’episodio fu fatto, mandato in onda addirittura in prima serata. Leggendo qua e là nella stampa di quest’oggi, ci si è imbattuti sicuramente in una notizia dagli oscuri orizzonti. Citiamo interamente da Il corriere della sera:

Film in carcere, l’attrice è Amanda
Protagonista con altre undici recluse. Dieci ore di girato, versione finale da 55 minuti. Si chiamerà “L’ultima città”


C'è una scena nella quale lei guarda fissa in macchina e rimane in silenzio, l'inquadratura stretta sui suoi occhi chiari, senza trucco, un poco tristi: quando l'immagine si apre, svaniscono i dubbi. L'attrice è Amanda Marie Knox. Dice a chi le è accanto ogni giorno che «girare questo film è stata un'esperienza bella, la storia è piena di poesia, toccante, emozionante». C'è anche l'Amleto, il monologo più noto, prima scena del terzo atto: «Essere o non essere», che lei recita un po' in italiano e un po' in inglese. In tutto tre mesi di lavoro, dieci ore di girato, versione finale da cinquantacinque minuti: lo stanno finendo di montare in questi giorni, ma il mediometraggio «L'ultima città» è già diventato un caso.

Doveva essere proiettato domenica in un cinema del centro storico, durante un festival, ma la presentazione è stata rimandata a fine gennaio. Quei giorni, per lei, non saranno semplici: in aula, al processo, Amanda Marie Knox sarà accusata — insieme con Raffaele Sollecito — di aver violentato e ucciso Meredith Kercher, la ragazza inglese assassinata un anno fa. Sul grande schermo, invece, interpreterà una detenuta con un unico sogno. La fuga. Interamente girato nel carcere di Capanne, con un budget «tra i dieci e i quindicimila euro », nel «debutto cinematografico » di Amanda Knox ci sono testi di Pessoa, Calderón de la Barca - «Amanda lo recita in italiano» - Rimbaud, Shakespeare. Americana di Seattle, ventun'anni, il processo per omicidio che sta per cominciare: come attrice sembra se la sia cavata bene, o almeno così sostiene il regista, Claudio Carini: «Si è offerta lei, a settembre, e abbiamo subito cominciato a girare. Amanda è stata diligente, disciplinata, brava. Si è impegnata molto, come le altre del resto».

Tredici mesi di carcere: la detenuta Amanda Marie Knox - che per il critico Aldo Grasso è «il personaggio televisivo dell'anno» - adesso prova anche a recitare. Il «caso », però, è scoppiato a pochi giorni dalla proiezione: la Regione, che ha finanziato l'opera, ha accolto la richiesta degli avvocati di spostare l'evento a fine gennaio. «Per motivi di opportunità visto che a breve ci sarà il processo, e noi abbiamo accettato - racconta l'assessore ai Servizi sociali dell'Umbria, Damiano Stufara, Rc - perché per noi fare cinema nel carcere ha una funzione rieducativa, di reinserimento. Non volevamo creare un caso con Amanda, per noi le detenute sono tutte uguali, e certo non vogliamo che questo film porti a Perugia quel genere di pubblicità che è arrivata con l'omicidio Kercher...».

Il mediometraggio doveva essere presentato al «Batik festival», una rassegna di cinema sperimentale giunta alla dodicesima edizione: il programma di domenica era già stato stampato. Eccolo: alle dodici e trenta conferenza con, tra gli altri, Toni Servillo, Licia Maglietta, Valeria Bruni Tedeschi, Enrico Ghezzi; alle quindici e trenta proiezione de «L'ultima città», di Claudio Carini. Con Amanda Knox. Il regista è un attore di prosa e produttore di audiolibri, da una vita lavora col Teatro stabile di Perugia: «È la prima volta che facciamo un film in carcere, finora avevamo fatto solo spettacoli». Né costumi né scenografie: ogni scena è stata girata nella sala teatro della prigione, che poi è la stessa dove le detenute possono assistere alle proiezioni dei film. Pareti gialle, pavimento chiaro: le luci, la macchina da presa, un ciak. Le interpreti - dodici in tutto - ovviamente hanno firmato la liberatoria: Amanda, visto che è in attesa di giudizio, ha avuto anche bisogno del permesso del giudice. Ha recitato in jeans e maglietta, sguardo dritto in camera, buon italiano.

Le mostravano ogni volta il girato della settimana precedente: lei rideva, un poco perplessa e un poco soddisfatta. «La sinossi è semplice: un viaggio fantastico. Spinte dal desiderio di fuga racconta il regista - dodici detenute si trovano ad esplorare sette diverse città metaforiche: la città del cinema, del lavoro, della musica, della solitudine, della follia, dei sogni. Il percorso si conclude con la settima città, il carcere». Al cinema, dunque, la storia si conclude così, in prigione: non c'è lieto fine, Amanda Knox.

Adesso, la notizia in sé e per sé apparentemente non dovrebbe fare grande clamore, almeno in ambito puramente mediatico. Eppure io scommetto che adesso diverrà il tema d’approfondimento di tantissime trasmissioni, telegiornali, speciali e via così. E questo è sicuramente un qualcosa di negativo. La televisione si infarcisce di notizie, le analizza, morbosamente cerca di trovarne i particolari. Si crea il plastico di Cogne e lo si mette a soqquadro per capire dove sia la traccia di sangue incriminata, si mandano in onda i confessionale di Rosa Bazzi con tanto di In esclusiva in basso a destra, e lo si fa passare per il grande approfondimento giornalistico. Sinceramente tutto ciò è osceno nel vero senso della parola, e se una più che probabile assassina sarà protagonista di un film (e riecheggia nella mia mente anche l’episodio dell’inserimento nel mondo dello spettacolo di Azouz Marzouk) sotto sotto la colpa, in minima parte, è anche di chi li fa divenire quotidianamente delle piccole star. O sono il solo che quando vede Annamaria Franzoni in tv mi vergogno incredibilmente? Che si separi il sacro dal profano, il serio dal disimpegnato.
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venerdì 28 novembre 2008

VESPA VS MENTANA, PORTA A PORTA VS MATRIX; LA SFIDA DELL'AUDITEL. MENTANA "SUCCESSO INCONTROVERTIBILE". VESPA "ALTERATE I DATI D'ASCOLTO"


Gli ascolti contano, eccome. Proprio quei numerini che ogni mattina decretano vincitori e vinti del piccolo schermo, soprattutto in questo periodo di bilanci, sembrano essere discriminante di polemiche e condanne. Dopo che tutti gli addetti ai lavori si sono presi le proprie responsabilità riguardante la pessima stagione di garanzia realizzata da Canale5, e Mediaset nel totale, sugli allori della Rai viene fuori a guastare la festa Enrico Mentana, giornalista e storico ex-direttore del Tg5 che, da tre anni a questa parte, ha deciso di porre una concorrenza diretta all'incontrastato Bruno Vespa ed il suo Porta a Porta, protagonista del successo della sua multiforme trasmissione di intrattenimento di seconda serata di RaiUno. Eppure, almeno per Enrico Mentana, le cose stanno cambiando. Sembra che la trasmissione analoga di Canale5 (cambia la sola posizione del presentatore oramai, triste epilogo dei rivoluzionari proclami iniziali di Enrico Mentana) , abbia questa stagione, vinto la sfida diretta con Bruno Vespa, almeno stando a questa notizia che riportiamo direttamente da TgCom.
Matrix leader della seconda serata
Mentana: "Successo incontrovertibile"
Matrix festeggia i tre anni e tre mesi di messa in onda e la chiusura della stagione auditel vincendo il duello tv con Porta a Porta. Lo share della stagione autunnale del programma di Enrico Mentana è stato del 18,2% contro il 17,3% del talk show di Bruno Vespa. Soddisfatti Mauro Crippa, direttore news di Mediaset, Massimo Donelli, direttore di Canale 5, e lo stesso Mentana che commenta: "Per Matrix il successo è fuori discussione" In termini di individui il programma di Mentana ha avuto un ascolto medio di 1.397.450, contro 1.352.082 di quello condotto da Bruno Vespa. "Una differenziazione importante",tiene a precisare lo stesso Mentana, "è la fascia d’età di entrambi i programmi". Dai 15 ai 64 anni, infatti, per Matrix lo share è del 19,2%, con l’ascolto medio di 1.100.825 telespettatori, mentre per Porta aporta lo share è del 13,6% con 803.181 telespettatori. "A conti fatti", aggiunge giornalista, "si è creata una polarizzazione forte tra un pubblico più giovane uno più
anziano”. Così, a tre anni e tre mesi dalla sua nascita (settembre 2005) Matrix non solo conferma il trend positivo, ma pensa anche ad essere un po' più presente, magari con qualche speciale da prima serata. Si comincerà la prossima primavera con tre eventi in date ancora da stabilire, che faranno da apripista ad un progetto più articolato che dovrebbe partire nell’autunno 2009 Mauro Crippa spiega inoltre che "non è da escludersi che il programma possa anche andare su un’altra rete Mediaset, Italia Uno". Nessuno stravolgimento, quindi, piuttosto qualche approfondimento in più: o meglio, una specie d’inserto televisivo che si aggiungerà al programma. "Quella di Mantana", conclude il direttore dell'informazione Mediaset, "è un’informazione d’interpretazione, non è una 'all news', ma è l’antidoto alla satellizzazione dell’informazione".
"E' difficile fare un programma di parola in prima serata", spiega Donelli, "perché deve essere spezzato dai break pubblicitari. E noi non possiamo eliminarli poiché ci permettono di esistere". Prima serata possibile quindi, ma con moderazione. Del resto Matrix è leader della seconda serata, con il 18,2% di share nel totale, e del 19,2% riferito al target commerciale. "Siamo stati zitti per due mesi", commenta Mentana, "quando già emergeva nettamente il nostro primato e ora riteniamo di essere nel diritto di dirlo apertamente, a stagione di fatto conclusa”.
In verità, la prima lettura di questa notizia mi aveva posto qualche dubbio. Matrix e Porta a Porta infatti, vedono un diretto confronto non in tutte le puntate. Basta considerare infatti il venerdì sera dove, ad un Bruno Vespa sempre gradito nelle case degli italiani, si sostituisce un noioso Tv7, stravolto rispetto alla edizione storica e maggiormente ritmica. Non è un caso infatti che, la stessa redazione del programma di Bruno Vespa, si sia fatta sentire, ed ecco la notizia:
Tv: 'Porta a Porta', Mediaset Altera i Dati d'Ascolto
Roma, 27 nov. - (Adnkronos) - "La redazione di 'Porta a porta' e' sorpresa che Mediaset alteri i dati di ascolto senza tener conto della realta'". Non tarda ad arrivare la replica della redazione del programma di Bruno Vespa alle dichiarazione di Enrico Mentana sugli ascolti di 'Matrix' nel periodo di garanzia autunnale. "E' vero -ammettono a 'Porta a Porta' che il confronto assoluto vede per ora 'Matrix' in vantaggio con il 18.2 % e Porta a porta con il 17.3 %, ma il vero ascolto della trasmissione di Mentana -sottolineano- matura il venerdi' quando 'Porta a porta' non va in onda". Tanto e' vero che "nella sovrapposizione di lunedi' e mercoledi' 'Porta a porta' registra uno share del 17.82 % contro il 17.51% di 'Matrix'". "La trasmissione di Vespa -proseguono da 'Porta a Porta'- ha inoltre vinto 12 serate contro 10; tutto questo nonostante un palinsesto che penalizza fortemente Porta a porta. Il dato generale e' influenzato dal prolungarsi fino a tarda notte del giovedi' della trasmissione di prima serata di Italia1 'La talpa' che ha indotto perfino Maurizio Costanzo a spostarsi nella seconda serata della domenica". "La forza di 'Porta a porta'- concludono dal programma di Vespa- rispetto al concorrente e' dimostrata in ogni caso dal nostro successo ogni volta che trattiamo lo stesso argomento: siano le elezioni USA o la strage di Erba".
E proprio sulla dichiarazione di Bruno Vespa, riguardante il dilagante prolungarsi dei reality show, all'interno della seconda serata, Enrico Mentana realizza la controreplica, ironizzando con una battuta:
«Apprendiamo finalmente qual è il vero motivo della sconfitta di Porta a Porta: la Talpa. Ma qui ci ritraiamo: nella disputa fra Talpa e Vespa non sappiamo per chi prendere le parti».
Insomma, una polemica che non sembra avere una fine vicina. Bruno Vespa ed Enrico Mentana, probabilmente continueranno in questo stillicidio di dichiarazioni. La vittoria auditel conta e, molto spesso, gli stessi protagonisti di questo duello, sono disposti a tutto. Ricordate per caso un Enrico Mentana che, all'inizio della sua avventura aveva promesso di non parlare mai di Cogne,?...
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mercoledì 5 novembre 2008

LE ELEZIONI PRESIDENZIALI U.S.A. E LA VITTORIA DI BARACK OBAMA VISTE DALL'ITALIA: CHE NOIA MATRIX E PORTA A PORTA!

Ok, lo ammetto: anche io mi sono buttato nella mischia. Un po’ per adeguarmi alla massa e al sentire comune, un po’ per passione personale nei confronti del Paese che detta legge sull’intero planisfero muovendone le dinamiche come se fossero pedine, un po’ perché un reale interesse di fondo c’era, a dire il vero, anche io ho seguito la lunga maratona circa le votazioni per l’elezione del nuovo presidente degli U.S.A., il quarantaquattresimo per la precisione. La corsa è stata lunga, innegabilmente, ma alla fine il duello finale tra il democratico Barack Obama e il repubblicano John McCain ha avuto un vincitore, che è sotto gli occhi di tutti: Obama ha trionfato, un plebiscito per lui, forse anche maggiore di quanto lui stesso si aspettasse e più vasto di quanto era possibile prevedere. I titoli vanno e vengono, il web impazzisce: riflettori, adesso più che mai, accesi sulla storia contemporanea degli Stati Uniti. Il primo presidente nero della storia, la peggior campagna elettorale mai condotta prima, riferendosi a quella del repubblicano, forse quella più divertente, con il lancio di veri e propri personaggi (Joe l’idraulico insegna, come si suol dire). E non è solo la televisione americana ad impazzire per i suoi protagonisti, ma anche quella mondiale. Poteva mai non mancare la tv italiana a fare da contorno ed a (tentare di) unirsi alle altre? Certo che no. Ed ecco che, come annunciato, la prima grande lotta di classe vede schierare da parte di RaiUno la maratona firmata Porta a porta con a capo Bruno Vespa e dall’altra quella targata Matrix, guidata da Enrico Mentana.
Il parterre degli ospiti era ricco e oltremodo blasonato. Il primo contava su di Gianni Riotta, che poi stamane, non si sa come, era anche al talk show di Uno mattina vertente sulla medesima tematica ed oggi pomeriggio uno speciale del Tg1, Giovanna Melandri, ministro ombra che sotto questa è preferibile che stesse, e vari direttori di quotidiani. Il secondo, dal canto suo, aveva tra i tanti, Walter Veltroni, sulla presenza di cui avremmo potuto scommettere tutto quanto voi avreste voluto, Carlo Rossella, rintanato nella tana dell’ex nemico alla guida del Tg5, e Barbara Palombelli, una delle giornaliste più versatili della televisione italiana, che da lettrice di posta del telegiornale di rete interviene sugli ultimi casi di cronaca passando per le elezioni americane con una incredibile, a dirsi e a spiegarsi, facilità. Ma solo presunta. Lo scenario è quello da mani nei capelli: tutti con ai piedi delle loro poltroncine ipotetiche caffettiere per tirare fino all'alba. La notte calerà solamente alle sei e mezzo di mattina. Lo spettacolo annunciato è a dir poco deprimente e l’emblema di ciò è l’intollerabile bastone che Vespa batteva su del grande ledwall pur di fare conti e conti sugli stati vinti dall’uno o dall’altro. Vuoi per ospiti, vuoi per mezzi, la televisione italiana non è al passo con i tempi. Certo, per quanto di richiamo, un’elezione riguardante uno stato che non sia il nostro è leggermente soporifero per chi ha voglia di raccontarla e per chi ha deciso di fare le levatacce pur di rispondere a quell’esigenza intrinseca di cui prima. Rivivevo, nel frattempo che io vedessi gli stati colorarsi di blu, di rosso, di celeste o di rosa chiaro, se non di bianco, la spartizione delle venti regioni italiane durante le regionali. Solo che se il vecchio giornalista del Tg1 ad una Lombardia colorata di blu esprimeva, diciamocelo, un po’ di gioia e per una Campania di rosso tinta, un po’ di delusione, adesso per un Ohio che va a McCain ed una Virginia ad Obama, nulla traspare. Per non parlare dall’altra parte, con una disposizione circolare degli ospiti a mo’ di gioco della bottiglia.

La domanda è lecita: che sono state fatte a fare queste lunghissime ed estenuanti maratone se la voglia sembrava non ci fosse? Il tutto dà l’idea del solito squallido salotto tutto italiano che disquisisce, parla, ma non dice praticamente nulla. Ed anche in questo caso è servito il conto: la televisione americane è lontana, lontanissima. E ciò lo si deduce anche da come si parla delle elezioni presidenziali. Un bene, un male? Chissà. Intanto continuo, pur avendo delle irrecuperabili borse sotto gli occhi, a chiedermi che senso abbiano tutti questi speciali. Obama è il nuovo presidente, è assodato. Ma sì, uniamoci alla massa. O no?

Ah, per Frattini, ospite prima di Mentana e poi di Vespa, per chi non l'avesse visto, I rapporti tra Italia ed America resteranno ottimi. Va bene, dai, lasciamo perdere.
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giovedì 26 giugno 2008

PORTA A PORTA E MATRIX NON VANNO IN VACANZA; NEMMENO IN ESTATE

La televisione estiva spesso ci abbandona, relegando i telespettatori ad una visione di prodotti già passati nel piccolo schermo, fiction di cui si conoscono già tutti i particolari, e film le cui pellicole sembrano avere sette vite, come quelle dei gatti. Tutto, a meno dei programmi di approfondimento giornalistico. L'anno scorso Enrico Mentana, e da quest'anno anche Bruno Vespa, accompagneranno, seppur con maggiore "tranquillità di palinsesto" i telespettatori nelle calde serate estive. Ecco un interessante articolo de Il Giornale al riguardo:

Mentana: Matrix aperto d’estate. E anche Vespa rimane in onda
Roma - «Sembra un destino. È mai possibile che, ogni volta che si parla di me, si debba parlare anche di Bruno Vespa?». Ma è quantomeno difficile, per Enrico Mentana, sfuggire al proprio destino. Soprattutto oggi che, per la seconda stagione consecutiva, annuncia l'«apertura per ferie» del suo Matrix. Esattamente quanto sta per fare anche l'eterno, inevitabile rivale (che con la serie di speciali sui Grandi amori proseguirà Porta a Porta fino al 19 agosto). «Non credo che fra i compiti per i quali io e Vespa siamo ripagati da pingui compensi, vi sia anche quello di parlare eternamente l'uno dell'altro - morde il freno il giornalista -. Per cui mi limiterò a dire che lui fa la sua strada, ed io la mia. Anche se, su quest'idea di proseguire il programma anche in estate, il battistrada sono stato io».
Un solo appuntamento settimanale, al mercoledì, ma fino a settembre, quando si riprenderà cogli abituali tre. E Matrix, «forte di un consenso che lo fa sembrare presente da sempre nella tv italiana - nota il direttore di Canale 5, Donelli - mentre conta solo tre stagioni di vita», proseguirà nonostante solleone e canicola «in un compito che troverei insensato interrompere solo perché fa caldo - considera Mentana -. Come se l'informazione dovesse comportarsi come la scuola elementare: apertura a ottobre, chiusura a giugno. E andare in vacanza proprio nel momento in cui ciò che si fa più caldo è proprio la politica». La decisione, già presa l'anno scorso, «non fu mantenuta fino in fondo - ammette il giornalista - perché ad agosto sbracammo un po'. Ma stavolta terremo duro fino a settembre». I temi saranno sempre quelli dell'attualità più stretta - cronaca o politica - e sempre realizzati a caldo. Come nella puntata di ieri, in cui s'è trattato delle presunte rivelazioni sul rapimento Orlandi. Non è previsto, per ora, il ritorno della docu-fiction, che nell'unica realizzazione sulla strage di Erba «suscitò un vespaio di critiche, giuste e ingiuste, ma delle quali vogliamo comunque tenere conto. Non ne faremo altre, insomma, finché non troveremo un avvenimento che realmente le giustifichi». Bilancio positivo, infine, per la stagione appena conclusa. «La puntata più seguita? Quella del duello Berlusconi-Veltroni. L'ospite più ospitato? Di Pietro. È venuto 25 volte in tre anni. Mentre Berlusconi solo cinque».
Assieme a Matrix, ben 404 saranno i prodotti inediti che Canale 5 trasmetterà per tutta l'estate. Nella prima serata due nuove serie, I Tudors e Dirty sexy money; 10 nuovi episodi di Carabinieri, 13 film, 42 tv movie e 90 ore di telefilm in prima visione; nell'access prime time 90 ore di Veline, 42 di Jackpot, 60 di Beautiful, 60 della nuova soap My life, 10 del contenitore Supershow che, sul modello del Supervarietà della Rai, raduna pezzi di repertorio del miglior intrattenimento Mediaset. Conclusione: «L'unico vero servizio pubblico siamo noi - chiosa Donelli - perché l'unico totalmente gratuito». E nel momento stesso in cui esprime la suddetta affermazione, nel ristorante che lo ospita assieme ai giornalisti fa la sua comparsa il presidente della Rai in persona, Petruccioli. Segno del destino
?
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domenica 1 giugno 2008

LA SECONDA SERATA DI RAIUNO E’ SEMPRE E SOLO “PORTA A PORTA”

Dal chiacchiericcio sempre più rumoroso negli ultimi giorni, riguardo il futuro della programmazione Rai, una delle poche conferme che è emersa è Bruno Vespa. Il giornalista abruzzese infatti, si è visto confermare in pieno le quattro seconde serate di RaiUno, con il suo Porta a Porta, con le intenzioni di toccare argomenti non solo politici, ma anche di costume o di cronaca.
Il discorso da realizzare, a mio parere, ha una duplice sfaccettatura.
Quando si è in possesso di un marchio forte, dotato di una grande affidabilità da parte del pubblico, si cerca di sfruttarlo maggiormente possibile. Basta guardare Canale5 con Amici di Maria De Filippi che sembra oramai assente e non previsto, almeno per ora, solo nelle previsioni meteo del colonnello Giuliacci. Analogo discorso lo si realizza con Bruno Vespa. Il suo coriaceo Porta a Porta ha dimostrato di resistere alla concorrenza spietata attuata da Enrico Mentana ed il suo Matrix che, con il passare del tempo, diviene sempre più simile alla “terza camera del parlamento italiano”, soprattutto per quanto concerne gli argomenti.
Dopo aver sbottato nella scorsa stagione, per essere stata annullata una sua serata a favore di Roberto Benigni ed il suo TuttoDante, Bruno Vespa a quanto pare può star tranquillo, stando soprattutto alle parole che Leone, direttore dei palinsesti Rai, ha esternato sabato mattina scorso nella puntata di TvTalk.
Da un altro punti di vista, però, RaiUno dimostra di non avere alcuna intenzione, né coraggio di sperimentare una seconda serata maggiormente dedita all’intrattenimento ed allo svago. Ci sono fior fior di professionisti all’altezza, che avrebbero tutte le carte in regola per realizzare un interessante prodotto destinato alla seconda serata e di fidelizzare una buona fascia di pubblico. Persone come Renzo Arbore, Piero Chiambretti, tuttora “disoccupati” non credo disdegnerebbero un progetto così ambizioso e così importante. E seppure Vespa non volesse venire intaccato nelle sue “ore di trasmissione”, ci sono trasmissioni come Tv7 che, seppure recentemente “ammodernate”, hanno perso il mordente e la singolarità che le contraddistingueva in passato, divenendo banali e soprattutto noiosi talk.
E’ un sogno pensare ad una seconda serata di intrattenimento marchiata RaiUno? E’ chiedere troppo evitare che vengano coinvolti politici, anche se si parla di ricette o di diete, come spesso fa lo stesso Bruno Vespa. Il servizio pubblico, non credo sia un concetto dipendente dalle ore di trasmissione, ma dalla qualità delle stesse, seppure in numero inferiore.
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