AVVISO IMPORTANTE PER TUTTI I LETTORI DI SCAVICCHIA LA NOTIZIA

Carissimi lettori di Scavicchia la Notizia. Ci siamo trasferiti ad un altro indirizzo. Volete venirci a trovare? Bene basta cliccare su questo nuovo indirizzo:
http://scavicchialanotizia.wordpress.com/
Visualizzazione post con etichetta Auditel. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Auditel. Mostra tutti i post

lunedì 1 giugno 2009

LA PROVA DEL CUOCO: ASCOLTI A CONFRONTO TRA LA GESTIONE CLERICI E LA GESTIONE ISOARDI (#3). VINCE SULLA SCONFITTA IN CRESCITA…

La prova del cuoco è finita. Ne saranno estremamente contenti i più, visto l’avvicendamento negli ultimi mesi di Elisa Isoardi, una finta sostituta palesatasi come la nuova padrona di casa. Amata, non amata, poco importa: l’affetto, la stima, sono considerazioni soggettive che possono far apparire la conduttrice piemontese anche come la più brava di tutto il mondo. Puoi essere bravissimo ma non amato, preparato ma non bucare lo schermo: in tv rasenteresti lo zero. Bene, quando ciò accade, l’unico metro di giudizio diventano i numeri e, per la terza ed ultima volta, Scavicchia la notizia si occupa dell’ultimo confronto d’ascolti a proposito del programma ex re del mezzogiorno della televisione italiana. L’ultimo paragone, quindi, tra La prova del cuoco versione Clerici e La prova del cuoco versione Isoardi. Della prima teniamo in considerazione la settimana 25/05 – 01/06; della seconda la 24-31/05. Voce ai numeri:


La prova del cuoco – Gestione Clerici
Settimana 26 Maggio - 1 Giugno 2008

La media settimanale de La prova del cuoco gestione Clerici nel periodo succitato è stata, nel corso delle sei puntate andate in onda, di 2.612.000 telespettatori per uno share del 22,22% di share.
  • L’ascolto TOP quello di Sabato 30 maggio: 3.027.000 telespettatori, share del 26,17%;
  • L’ascolto FLOP, invece, Martedì 27 maggio: 2.458.000 telsespettatori, share del 21,50%.

La prova del cuoco – Gestione Isoardi
Settimana 25 – 31 Maggio 2009

Per quanto riguarda gli ascolti del programma condotto da Elisa Isoardi, la media, nel corso delle sei puntate andate in onda nel periodo indicato, si aggira attorno ai 2.483.000 telespettatori con uno share del 21,61% di share.
  • L’ascolto TOP quello di Sabato 30 Maggio: 2.652.000 telespettatori, share del 23,01%;
  • L’ascolto FLOP registrato Giovedì 28 Maggio: 2.377.000 telespettatori, share del 20,94%.

Ed ecco le nostre ultime considerazioni. La media settimanale degli ascolti, rispetto al precedente confronto, sale nella gestione Clerici di 38.000 telespettatori e di 0,51 punti percentuali in share. Maggiore è la crescita nella Isoardi: 95.000 telespettatori in più per 1,10% punti acquistati. Si alzano i paletti degli ascolti FLOP: Elisa non è mai scesa sotto, questa settimana, il 20,94% di share, così come Antonella Clerici mai sotto il 20,91%. I valori assoluti sono di circa 150.000 italiani in media di più nella storica presentatrice che nella giovane, al cui sfavore di riflessione gioca anche uno slancio d’ascolti minimo del sabato. Rispetto alla puntata precedente, quella del 30 maggio 2009 guadagna 173.000 telespettatori per l’1,15% di share; quella del 31 maggio 2008, invece, ben 515.000 telespettatori con il 4,54% in più. Tantissimo, se tenuto in considerazione che entrambe le puntate sono state quelle di fine stagione. Il telespettatore accorreva nel salutare la Clerici, non fa con altrettanto entusiasmo per la Isoardi. Gli ascolti di quest’ultima, seppur non da buttare, registrato in tutto il periodo di maggio una flessione, fisiologica o meno, che nel suo piccolo non da parecchio a pensare ai piani alti. Sarà così anche a settembre?
Continua a leggere: LA PROVA DEL CUOCO: ASCOLTI A CONFRONTO TRA LA GESTIONE CLERICI E LA GESTIONE ISOARDI (#3). VINCE SULLA SCONFITTA IN CRESCITA…

domenica 24 maggio 2009

LA PROVA DEL CUOCO: ASCOLTI A CONFRONTO TRA LA GESTIONE CLERICI E LA GESTIONE ISOARDI (#2). ANCORA VINCITRICE E'...

La prova del cuoco, come abbiamo visto quest'oggi, è oramai divenuta di Elisa Isoardi. Non c'è più niente da fare, probabilmente, se non rassegnarsi all'idea che Del Noce, prima di andarsene da Raiuno, ha combinato i palinsesti della stagione autunnale 2009 sicuramente elargendo "piaceri" a quelle ragazze che tanto ha amato durante la sua direzione e tanto ci tiene a vedere crescere, magari scorgendo in loro le qualità di novelle Carrà, di novelle Cuccarini, o, giustappunto, di novelle Clerici. C'è una cosa, però, che i tantissimi fans di Antonella Clerici e gli amanti dei numeri e delle percentuali non riescono a spiegarsi: il perché sia stata confermata la Isoardi. Perfetto, ha rappresentato una ventata di novità, e gli ascolti in un primo momento erano stati eccellenti. Ma, vista la moria a livello di numeri evidente ancor più questa settimana, Scavicchia la notizia ha realizzato un altro piccolo, nella maniera più umile - come sempre - possibile, confronto tra gli ascolti de La prova del cuoco gestione Isoardi (presa in considerazione la settimana 18/05 - 24/05 del 2009) e quelli della gestione Clerici (settimana dal 19/05/08 al 24/05/08). Leggiamo i numeri e traiamo le conclusioni.


La prova del cuoco – Gestione Clerici
Settimana 19 – 25 Maggio 2008

La media settimanale de La prova del cuoco gestione Clerici nel periodo succitato è stata, nel corso delle sei puntate andate in onda, di 2.574.000 telespettatori per uno share del 21,69% di share.
  • L’ascolto TOP quello di Sabato 24 maggio: 2.852.000 telespettatori, share del 24,42%;
  • L’ascolto FLOP, invece, Venerdì 23 Maggio: 2.374.000 telsespettatori, share del 21%.

La prova del cuoco – Gestione Isoardi
Settimana 18 – 24 Maggio 2009

Per quanto riguarda gli ascolti del programma condotto da Elisa Isoardi, la media, nel corso delle sei puntate andate in onda nel periodo indicato, si aggira attorno ai 2.388.000 telespettatori con uno share del 20,51% di share.
  • L’ascolto TOP quello di Sabato 23 Maggio: 2.507.000 telespettatori, share del 21,52%;
  • L’ascolto FLOP registrato Giovedì 21 Maggio: 2.255.000 telespettatori, share del 19,50%.
Rispetto a quanto evidenziato la volta scorsa, la Clerici nel giro di sette giorni ha guadagnato 49.000 telespettatori e lo 0,35% di share. La Isoardi, invece, ha perso 21.000 telespettatori e ha guadagnato, dal canto suo, lo 0,10% di share. Aumenta la forbice tra Clerici e Isoardi a vantaggio della prima: 186.000 telespettatori e l'1,18% di share rispetto ai 116.000 telespettatori e lo 0,93% della scorsa analisi (+ 70.000, 0,25%). Elisa Isoardi scende due volte sotto il 20% di share, Antonella Clerici mai sotto il 20,77%. Un ultimo appunto relativo agli ascolti del sabato: rispetto alla puntata precedente, La prova del cuoco con Elisa Isoardi guadagna meno di 100.000 telespettatori per 0,60 punti percentuali di share circa. La Clerici, invece, quasi 500.000 in più con 3,42% punti sopra. I numeri, quindi, vogliono ancora vincitrice Antonella Clerici.

Appuntamento a domenica prossima con la nostra ultima analisi!
Continua a leggere: LA PROVA DEL CUOCO: ASCOLTI A CONFRONTO TRA LA GESTIONE CLERICI E LA GESTIONE ISOARDI (#2). ANCORA VINCITRICE E'...

martedì 19 maggio 2009

LA PROVA DEL CUOCO: ASCOLTI A CONFRONTO TRA LA GESTIONE CLERICI E LA GESTIONE ISOARDI. LA "VINCITRICE" È...

La prova del cuoco sta per giungere a termine. Sembrava lontano il tempo in cui, di palo in frasca, Elisa Isoardi subentrò ad Antonella Clerici, quel 15 dicembre 2008 in cui gli studi del Nomentano 3 in Roma accolsero la bella e prorompente conduttrice piemontese. Eppure sono passati più di sei mesi e di cose ne sono accadute, tra dichirazioni, “licenziamenti”, odor di Mediaset e così via. Il programma del mezzogiorno, pur sotto le cannonante di Forum di Rita Dalla Chiesa, ha dimostrato tuttavia di reggere perfettamente il colpo, anche se ha registrato una lieve flessione di ascolti negli ultimi due mesi di messa in onda. Una flessione, però, che sembra non conoscere fine o, quantomeno, limite. Dopo gli ascolti in rosso di aprile 2009 (rispetto al periodo gennaio – marzo, con un calo di circa due punti), Scavicchia la notizia ha deciso di paragonare, nella maniera più umile e meno pedestre possibile, gli ascolti de La prova del cuoco nella settimana 11 – 17 maggio 2009, gestione Isoardi, quindi, e quelli del programma nella settimana 12 – 18 maggio 2008, quando era con la Clerici conduttrice. Vediamo separatamente gli ascolti e poi trarremo le nostre conclusioni.


La prova del cuoco – Gestione Clerici
Settimana 12 – 18 Maggio 2008

La media settimanale de La prova del cuoco gestione Clerici nel periodo succitato è stata, nel corso delle cinque puntate (esclusa quella non andata in onda di giovedì 15 maggio, al posto di cui vi era uno Speciale Parlamento) andate in onda, di 2.525.000 telespettatori per uno share del 21,34% di share.
  • L’ascolto TOP quello di Sabato 17 maggio: 2.889.000 telespettatori, share del 22,92%;
  • L’ascolto FLOP, invece, Lunedì 12 maggio: 2.349.000 telsespettatori, share del 20%.

La prova del cuoco – Gestione Isoardi
Settimana 11 – 17 Maggio 2009

Per quanto riguarda gli ascolti del programma condotto da Elisa Isoardi, la media, nel corso delle sei puntate andate in onda nel periodo indicato, si aggira attorno ai 2.409.000 telespettatori con uno share del 20,41% di share.
  • L’ascolto TOP quello di Martedì 12 maggio: 2.529.000 telespettatori, share del 21.42%;
  • L’ascolto FLOP registrato il mercoledì dopo: 2.273.000 telespettatori, share del 19,47%.

Le considerazioni a margine sono poche. La Clerici stacca la Isoardi di circa 100.000 telespettatori, con circa un punto percentuale in più. Si potrebbe parlare di sostanziale equilibrio negli ascolti del programma al di là del cambio della conduzione, se non fosse per la concorrenza diversa (a vantaggio, apparentemente, della Clerici che in quel periodo dell’anno non andava contro il 28% di Forum ma contro il 15% di Vivere, così come il 14% di Piazza Grande e non il 6% di Insieme sul due, schierato contro la Isoardi, senza contare Rete4) e per gli ascolti che nella "settimana Clerici" non erano mai andati sotto il 20% e che nella gestione Isoardi sono andati, solo in questa settimana, due volte sotto quella soglia (a parte l’ascolto FLOP segnalato, da sottolineare anche la brutta performace di Giovedì 14, con 2.275.000 ed il 19.82% di share). Infine, gli ascolti del sabato, che tradizionalmente salgono per la quantità di bambini che non va a scuola e che, in minima parte, decreta il successo della trasmissione: con la Clerici sfiorato il 23%, con la Isoardi poco sopra il 20% (precisamente 20,22%, raggiunto ieri).

Insomma, questi i numeri: a voi i commenti.
Continua a leggere: LA PROVA DEL CUOCO: ASCOLTI A CONFRONTO TRA LA GESTIONE CLERICI E LA GESTIONE ISOARDI. LA "VINCITRICE" È...

martedì 21 aprile 2009

FINALE DEL GRANDE FRATELLO 9: LA SESTA PIU' VISTA DI TUTTA LA STORIA DEL REALITY PER UNA EDIZIONE DA RECORD

Ed è boom di ascolti per la finalissima del Grande Fratello 9 che ha laureato vincitore Ferdi Berisa, come abbiamo visto ieri sera qui sul nostro blog, il cuoco rom che si è contraddistinto all’interno della casa di Cinecittà per il suo carattere un po’ ambiguo che ha fatto breccia nel cuore degli italiani che hanno deciso di regalargli la vittoria, un po’ per la sua storia, un po’ per il suo percorso, un po’ per i suoi amori sotto le telecamere più sorvegliate di Italia. Si chiude un’edizione del Grande Fratello che ha messo in evidenza quanto ancora si possa sfruttare il format del papà di tutti i reality show per fare bene a livello di ascolti, ma al contempo ha messo in luce gli evidenti problemi che hanno ostacolato un fiorire da un punto di vista puramente narrativo. Anche se presto perché tutti estasiati dalle ottime performances registrate nell’arco di sedici puntate, si spera in futuro che si possa porre fine o quantomeno limite ai differenti problemi sorti. Tra i maggiori il ricorso ad un estremamente grande numero di concorrenti che sono serviti a dare linfa al programma nei suoi momenti di defiances, un’evidente trasformazione del reality in uno show più appetibile al grande pubblico (rivedendo la finale della prima edizione del programma su Youtube si assiste ad un programma totalmente diverso) e una conduttrice che più volte non ha saputo cavalcare l’onda della polemica “utilizzando” l’opinionista Alfonso Signorini per mettere pepe e sale nelle ferite scoperte. Ebbene, ciononostante, è stato – ribadiamo – boom di ascolti, sia paragonato alle serate finali delle altre otto edizioni, sia paragonato all’andamento di tutta quanta la nona, di edizione, che ha avuto una media di circa 6,7 milioni con il 30% di share. Ecco due grafici riassuntivi relativi agli ascolti.

Gli ascolti del Grande Fratello 9


Gli ascolti delle finali del Grande Fratello




E qui la fine del post. Continua a leggere: FINALE DEL GRANDE FRATELLO 9: LA SESTA PIU' VISTA DI TUTTA LA STORIA DEL REALITY PER UNA EDIZIONE DA RECORD

giovedì 26 marzo 2009

CHE TEMPO CHE FA SPECIALE ROBERTO SAVIANO VINCE LA SERATA DI IERI SERA. LA VITTORIA DELLA QUALITA' E DELLA RAI COME SERVIZIO PUBBLICO

I palinsesti della televisione generalista sempre più spesso paiono fossilizzati. Ossia, nonostante un’oggettiva varietà di trasmissioni, di programmi, di produzioni mandate in onda, la novità sembra quasi non arrivare mai. La domenica sera c’è un reality, il lunedì anche, il martedì un talent. Fiction e film. E questa è la nostra televisione. Non che la ritualità sia un qualcosa da sconsacrare, anzi: se ne reclama a voce alta un ritorno effettivo. Come gli gnocchi il giovedì o il ragù alla napoletana la domenica, sapere che il lunedì andava in onda un bel film, che il sabato era il tempio del tradizionale varietà, creava fiducia dell’uomo nel mezzo e in chi lo manovrava. Detto, fatto: oggi è tutto incredibilmente alla rinfusa, si gioca d’astuzia, si sposta tutto lo spostabile, e quelle piccole mosse in palinsesto sono grandi (?) segni di non rispetto per il telespettatore. Ogni tanto, però, quando meno te l’aspetti, esce fuori quella ‘perla data ai porci’ che assume il giusto valore che gli spetterebbe normalmente. Ieri è andata in onda una di queste.

Assuefatto dalle logiche perverse del voyeur, scocciato dalla chiacchiericcio fatto sull’aria fritta, il pubblico italiano s’è tutto d’un tratto ‘risvegliato’, incredibilmente. L’appuntamento ve l’avevamo anche annunciato e anche consigliato: un altro appuntamento speciale del Che tempo che fa con ospite speciale Roberto Saviano. Quando si dice un nome che è tutto un programma. Per chi non lo sapesse, Roberto Saviano è stato il coraggioso scrittore di Gomorra, Viaggio nell'impero economico e nel sogno di dominio della camorra, libro cult dell’annata 2006, tradotto in 43 differenti lingue. Un best seller da cui è stato tratto anche un film, vicino alla partecipazione alla scorsa edizione degli Oscar americani (che, ad onor del vero, svia leggermente rispetto alla grandezza del libro: grandezza da ritrovare nel coraggio dell’aver fatto nomi, tracciato delineamenti, analizzato percorsi e portato tutto alla luce del sole). Costretto a vivere in maniera costantemente sorvegliata perché minacciato di morte, avere Saviano ospite significa avere ospite uno che non ha avuto paura di esporsi, e che nella volontà di farlo, adesso, è fermamente bloccato. Insomma, un appuntamento assolutamente da non perdere.

Non si entra, in questo caso, nel merito di quello che è stato l’appuntamento in quanto tale, anche perché non vi sarebbero le basi, almeno personalmente, non avendolo potuto vedere, ma sulla fiducia si può dire che sia stato un appuntamento che abbia portato in televisione la qualità, una parolina tanto ‘sfruttata’ quando mai tenuta in considerazione. I dati d’ascolto, sotto questo punto di vista, hanno parlato chiaro. Dopo 4 milioni per Fattorie, 6 e mezzo per Grande Fratello ed Amici, un numerone alto lo si è avuto anche per Fazio. Direttamente da Tvblog.it:
Eccellente riscontro per lo speciale di Che Tempo che Fa dedicato a Roberto Saviano su Raitre: in share prevale su tutte le reti ottenendo il 19% e 4.561.000 telespettatori, ad un passo da quanto totalizzato dal film di Raiuno, The Sentinel e superando Commediasexi trasmesso da Canale 5. Lo speciale condotto da Fabio Fazio con il giovane autore di Gomorra, con la presenza in studio di due grandi autori come Paul Auster e David Grossman, e con Suketu Metta in collegamento da New York, ha ottenuto un picco del 27,28% alle 23:34 e di 5.762.000 telespettatori alle 21:48. Che Tempo Che Fa vince anche in sovrapposizione. Dalle 21:16 alle 23:03, infatti, il talk-show di Rai Tre ottiene il 18,89% di share e 4.920.000 telespettatori, mentre il film su Rai Uno il 17,54% con 4.568.000 e quello su Canale 5 il 16,37% di share e 4.265.000 telespettatori.
Vince la serata Roberto Saviano. Vince la serata Fabio Fazio. Vince la serata la qualità. Il popolo italiano deve essere educato alla qualità? Il popolo italiano conosce ancora il significato della qualità? Chissà, vista così pare proprio di sì. A parte questo, un plauso alla tanto bistrattata – almeno da un punto di vista strettamente personale – Rai, che ogni tanto ricorda cosa significhi servizio pubblico, cosa significhi informare il telespettatore, cosa significhi educarlo. Perché la televisione non è solo Isola, non è solo Talpa, per fortuna. E queste pagine scritte in un modo così impeccabile del lungo romanzo televisivo è normale che facciano breccia del cuore di chi inneggia ad una televisione più conforme al decoro. Nella speranza che non sia un caso isolato.
Continua a leggere: CHE TEMPO CHE FA SPECIALE ROBERTO SAVIANO VINCE LA SERATA DI IERI SERA. LA VITTORIA DELLA QUALITA' E DELLA RAI COME SERVIZIO PUBBLICO

domenica 22 febbraio 2009

ASCOLTI FINALE SANREMO 2009: RISULTATO STREPITOSO PER IL PAOLO II ASSIEME ALLA DE FILIPPI. 13 MILIONI NELLA PRIMA PARTE ED OLTRE 11 NELLA SECONDA.

Tutte le cose belle prima o poi giungono a termine ed anche questo meraviglioso Festival di Sanremo finisce qui. Finisce con la vittoria più meritata, più emozionante, la più atipica, forse, sì, la più televisiva, ma quella su cui hanno fine tutte le occhiatine storte o le brutte voci. Per la gioia di chi ci ha creduto, per la sfortuna dei detrattori, Marco Carta ha trionfato nella 59sima edizione di Sanremo: ma ce ne occuperemo più tardi con un post tutto lui dedicato. Il Teatro Ariston in questa settimana si è dimostrato incredibilmente attivo, sveglio, pimpante: non da meno il pubblico da casa che per quella che è stata la quinta ed ultima serata della kermesse canora ha consentito di fare realmente il botto come raramente accade. Una media ponderata – si ringrazia vivamente Tvblog per questi dati in esclusiva – di 12.309.000 telespettatori ed il 54,25% di share distribuitisi in 13.008.000 con il 49,75% di share nella prima parte (iniziata alle 20.45 e fortemente penalizzata fino alle 21.15 dalla concomitanza dell’access di Canale5) e, ottenendo un risultato monstre, in 11.269.000 con l’incredibile share del 64,15%, finendo prima dell’una di notte, relativamente presto quindi, nella seconda. I picchi si sono avuti alle ore 22:55 con la fine dell’intervista a Vincent Cassel, quando erano sintonizzati su Raiuno oltre 15 milioni di telespettatori (15.171.000 per la precisione), e alle 00:39, quando Marco stava per essere incoronato, con il 75.53% di share.

Festival morto? Certo che no, e a fortificare questa idea è anche un sano paragone con le ultime annate festivaliere. Nel 2008 Baudo si fermò a 9.641.000 con il 39.47% nella prima parte, mentre nel 2007 a 12.408.000 ed il 48.78% nella prima e 9.143.000 nella seconda. I tragici Panariello e Ventura consolidarono, nell’ultima serata, rispettivamente 10.875.000 ed il 42,28% e 12.261.000 per il 43,92%. Meglio negli ultimi anni sono Bonolis I con 13.745.000 con il 48,82% nella prima parte, 14.300.000 con il 58,92% nella seconda e 12.896.000 con il 73% nella terza, durata dalle 00.45 alle 01.15, praticamente quando lo spettacolo ieri sera era già finito. Per un confronto maggiormente d’impatto, ecco la nostra ultima tabella riassuntiva delle ultime serate più viste del Festival dal 1987 ad oggi:
E da Mcs la curva relativa ai valori assoluti, in attesa di quelle più dettagliate pubblicate da Tvblog, con la visione dei picchi di cui sopra.

Continua a leggere: ASCOLTI FINALE SANREMO 2009: RISULTATO STREPITOSO PER IL PAOLO II ASSIEME ALLA DE FILIPPI. 13 MILIONI NELLA PRIMA PARTE ED OLTRE 11 NELLA SECONDA.

sabato 21 febbraio 2009

ASCOLTI QUARTA SERATA SANREMO 2009: ANCORA BOOM. 12 MILIONI E MEZZO NELLA PRIMA PARTE, OLTRE 8 NELLA SECONDA. SHARE DEL 47%

Il nostro Expedit vi ha ottimamente raccontato la quarta serata di questa cinquantanovesima edizione del Festival di Sanremo, tra esclusioni improbabili, quelle di Dolcenera e dei Gemelli Diversi, vittorie annunciate e più che meritate, quella di Arisa come Nuova Proposta 2009, momenti da dimenticare, la donnina nuda sull'Ariston - ma una sicurezza degna di tale nome esiste? -, ed altri da incidere nelle nostre menti e nei nostri cuori, come può essere stata la parentesi tutta dedita al parlare delle difficoltà del mondo dei bambini. E il pubblico come ha reagito per la quarta serata consecutiva in diretta dal Teatro Ariston? Ancora una volta la risposta è stata davvero eccellente, sia in quanto tale, sia letta paragonandola allo scorso anno. Nei dettagli, una media ponderata di 10.218.000 telespettatori collegati a RaiUno sino all'1:10, per uno share del 47,47%. La prima parte ha avuto 12.502.000 telespettatori con il 43,23% di share, mentre la seconda 8.118.000 per uno stratosferico share del 55,13%. Un successo veramente incredibile, se diamo adito a paragoni: praticamente il doppio, in valori assoluti, di quanto registrato da Pippo Baudo e Piero Chiambretti nel 2008, quando furono solo 6.998.000 i telespettatori sintonizzati sulla prima rete con il 25.83%. E' la seconda quarta serata più vista del millennio, seconda solamente all'edizione 2005 ancora una volta targata Bonolis, quando ci fu circa un milione e mezzo di italiani in più. Come al solito, ecco una nostra tabella riassuntiva degli ascolti delle quarte serate da quanto esiste l'Auditel (1987).


Queste le curve da Tvblog relative ai valori assoluti e allo share della serata di ieri:


Continua a leggere: ASCOLTI QUARTA SERATA SANREMO 2009: ANCORA BOOM. 12 MILIONI E MEZZO NELLA PRIMA PARTE, OLTRE 8 NELLA SECONDA. SHARE DEL 47%

giovedì 19 febbraio 2009

ASCOLTI SANREMO 2009, BUONA LA... SECONDA: QUASI 10 MILIONI DI TELESPETTATORI ED IL 42% DI SHARE

Un Sanremo come non l’avevamo mai visto prima. Ha visto giusto il nostro Expedit: se non è Baudo, il Festival è Bonolis. Solo musica, quasi quattro ore di pura musica. Nessun ospite, un po’ di Senso della vita, qualche risata, un Ariston in delirio e vivo come da qualche anno a questa parte mai. Insomma, dal punto di vista qualitativo la seconda serata della cinquantanovesima edizione è stata a dir poco ineccepibile. E gli italiani come hanno risposto a questo ritorno al principio? In maniera davvero ottima, leggendo gli ascolti della serata di ieri. Un netto di 9.856.000 telespettatori per il 42,62% di share, con un calo di circa 1.700.000 telespettatori nella prima parte (assestatasi a 12.399.000 per il 41.60%), ed un aumento flebile nella seconda con 7.033.000 ed il 44.78%. La seconda serata del Festival 2009 è la terza più seguita del nuovo millennio, venendo battuta dall’edizione 2005, e quindi un Bonolis battuto dallo stesso Bonolis, che aveva ottenuto oltre 15 milioni di telespettatori, e dall’edizione del 2002, con Baudo conduttore, che aveva ottenuto un milione in più. Questa la classifica delle seconde serate più viste da quando esiste l’Auditel (1987), esclusa naturalmente la serata di ieri.

Per una maggior completezza d’informazione, allegate le curve della puntata per quanto riguarda rispettivamente ciò che accaduto rispetto ai valori assoluti ed allo share, direttamente tratte dall’autorevole Tvblog.it che vi consigliamo di visitare per ulteriori e dettagliate informazioni.





Continua a leggere: ASCOLTI SANREMO 2009, BUONA LA... SECONDA: QUASI 10 MILIONI DI TELESPETTATORI ED IL 42% DI SHARE

lunedì 16 febbraio 2009

GRANDE FRATELLO: IL TELESPETTATORE TIPO E' DONNA, GIOVANE, DEL SUD E CON LICENZA MEDIA

Il Grande Fratello è tornato un grande evento mediatico dopo alcune edizioni sottotono, gli ascolti salgono di puntata in puntata e molti personaggi sono protagonisti non solo delle riviste di gossip ma anche di blasonati quotidiani, da Atomic Titten alla pasionaria dell'Alitalia passando per Federica.
Grazie all'ultimo numero di Sorrisi che pubblica un'analisi fornita dall'ufficio marketing di Mediaset, vediamo in dettaglio gli ascolti delle prime 5 puntate del GF9.
Su un campione di 100 persone, ecco la ripartizione per sesso, età, istruzione e geografia (dati in %):
Sesso
Donne: 62
Uomini: 38
Età
15-24 14,56
25-34 19,51
35-44 19,46
45-54 14,75
55-64 12,38
over 65 19,34
Istruzione
Licenza Media inferiore 31,2
Elementare 26,9
Media 24,1
Laureati 18,3
Geografia
Nord ovest 25,3
Nord est 21,3
Centro 26,5
Sud e Isole 32,9
Una presenza schiacciante del pubblico femminile su quello maschile mentre come età il pubblico nel totale è ben distribuito nelle diverse fasce. Da notare l'alto dato degli over 65, probabilmente legato alla fiction Il Bene e il Male di Raiuno che si è rivelata una grande delusione d'ascolti (e di gradimento). Inoltre le dinamiche di quest'anno, centrate su triangoli, anzi su quadrati amorosi, hanno interessato e non poco gli affezionati telespettatori solitamente sintonizzati sugli sceneggiati dell'ammiraglia Rai.
Meglio una soap in diretta che una registrata?
Continua a leggere: GRANDE FRATELLO: IL TELESPETTATORE TIPO E' DONNA, GIOVANE, DEL SUD E CON LICENZA MEDIA

domenica 15 febbraio 2009

SANREMO: IL SUCCESSO DI UN FESTIVAL DALLA PREMIERE? GLI ASCOLTI DELLE PRIME PUNTATE DAL 1987 AL 2008

Dopo il Pippo XIII, sta per calcare le scene del Teatro Ariston il Paolo II. Ebbene sì, mancano meno di 72 ore all’avvio della 59^ edizione del Festival della Canzone Italiana, meglio conosciuto come il Festival di Sanremo, tempio della musica e dell’evento televisivo per eccellenza. Veste la parte del gran cerimoniere, come arcinoto, quel Paolo Bonolis chiamato a ridare lustro e smalto alla manifestazione canora, sull’orlo di un oscuro de profundis durante l’edizione 2008, che, come già detto, vide protagonista assoluto per la tredicesima volta il conduttore per eccellenza del Festival, Pippo Baudo, fattosi aiutare dal Pierino più famoso della tv, il simpatico Chiambretti. Come si misura il successo di un Festival? Sicuramente dall’impianto musicale, senza il quale la kermesse fallisce nella sua prima missione. Poi dalla giusta interazione tra conduttore e musica, ponte logico istituito in virtù dell’altro fattore chiave nel successo di Sanremo: la giusta resa televisiva delle serate, tale da risultare queste appetibili, un mix tra varietà musicale, show, ospitate. E’ l’evoluzione di Sanremo accettata passivamente: tutto è buono, basta che ci sono gli ascolti. Sanremo e gli ascolti poi aprono un link vastissimo. Di solito, comunque, ascolti e resa televisiva, seppur appartenenti a due mondi diversi, quello dei numeri e quello dello spettacolo, per quanto riguarda Sanremo, vivono e “lottano” insieme. Puoi allestire lo show più bello che ci sia per il tuo, di Festival, e magari verrai lodato per quello che avrai creato, ma tutti questi bei giudizi sono vulnerabili dal numero e dalla percentuale, in un rapporto di diretta proporzionalità. Alto ascolto, bel festival, compiacimento; ascolto basso, festival noioso, tentativo di difesa plurime. Più volte i commenti assumono pieghe differenti a seconda dei risultati Auditel. Vogliamo quest’oggi fare una breve parentesi discorsiva sugli ascolti raggranellati da ogni prima serata del Festival dall’edizione del ’97 a questa parte, per capire, solo su questo mero piano, quali siano i parametri entro cui il Bonolis II sarà un successo (mentre a fondo post potrete trovare una tabella di tutti gli ascolti delle premiere dal 1987 ad oggi - Si ringrazia FestivaldiSanremo.com).

Partiamo dall’edizione del 1997, come già detto, condotta da Mike Bongiorno. La prima puntata, del 18 febbraio, venne vista da 13.100.000 telespettatori con uno share pari al 58.74%. La premiere dell’edizione dell’anno successivo, che vide come conduttore Raimondo Vianello, subì un incremento di un milione e mezzo di telespettatori, con una platea di 14.930.000 per uno share del 55.96%. Il giovane Fabio Fazio, nel Sanremo del 1999, fece ancora meglio, confermando un trend tutto in salita: 16.230.000 con il 56.75%, ma è da ammettere che è la prima volta che un Festival viene diviso in due parti, e quest’ultima è la rilevazione della prima. Confermato il conduttore anche per l’ultimo anno del millennio, nel 2000 Fazio segnò il record (imbattuto) per un Festival di Sanremo alla prima puntata: ben 17.551.000 con il 56.45% di share, praticamente immutato rispetto all’anno precedente. Il “disastro” Carrà del 2001 portò la prima ad ottenere 15.647.000 con il 51.47% giudicati all’epoca come vero e proprio flop, se paragonati al resto dei Festival e all'andamento totale di quell'edizione. Il ritorno di Baudo sull’Ariston, assente dal 1996, nel 2002 venne accolto da 15.897.000 con il 54.12%, mentre fu incredibilmente “rifiutata” la sua conferma per il 2003, con 12.960.000 ed il 43.34%, circa tre milioni di telespettatori e nove punti di share in meno. Altro disastro, a partire dal quale inizia la tradizione per cui ogni anno dispari è fortunato per Sanremo mentre quello pari è funesto: il boicottato Festival di Simona Ventura nel 2004 riuscì a totalizzare “soli” 12.364.000 per il 40.37% di share. Fu proprio Bonolis a totalizzare l’imbattuto record per una prima serata del nuovo millennio, nel 2005, con l’incredibile ascolto di 16.599.000 con il 54.69% di share: quattordici punti più della Ventura, e ben nove più del contiguo Panariello che nel 2006 ottenne 13.061.000 ed il 45.01%. Baudo – Hunziker nel 2007, pur registrando un successo considerevole nell’arco delle cinque serate, iniziarono a soli 12.452.000 con il 43.80% mentre, proprio lo scorso anno il tracollo più assoluto: 9.518.000 telespettatori per un magrissimo 35,00% di share.

E’ evidente come alla luce dei risultati ultimi raggiunti, il Festival di Bonolis sia cruciale: ne va del futuro della manifestazione. Da una parte l’erosione della totalità della “torta” televisiva, dall’altra un’innegabile crisi. Come si comporterà questa 59^ edizione del Festival di Sanremo? Nel frattempo, di seguito una “classifica” schematica delle prime puntate della kermesse da quando esiste l’Auditel (1987).
Continua a leggere: SANREMO: IL SUCCESSO DI UN FESTIVAL DALLA PREMIERE? GLI ASCOLTI DELLE PRIME PUNTATE DAL 1987 AL 2008

martedì 9 dicembre 2008

FICTION RAI E MEDIASET: LUCI E OMBRE DELL'AUTUNNO 2008

Si è da poco concluso il periodo di garanzia dell'autunno 2008 ed è dunque ora di analizzare l'andamento di un genere televisivo, le fiction, da anni molto presente nei palinsesti italiani ed amato dai telespettatori.

L'interessante e dettagliato report che vi presento qui sotto è stato realizzato da Andrea, un fedele lettore di Scavicchia e grande appassionato degli sceneggiati tv: buona lettura ed un sentito grazie ad Andrea per questo articolo!

RAIUNO

RaiUno ha puntato molto, come al solito negli ultimi anni, sulla fiction italiana nella sua programmazione di prima serata. Tre o quattro serate a settimana sono state dedicate al genere.

Innanzitutto, partiamo da un appuntamento ormai classico: la miniserie della domenica-lunedì sull’ammiraglia Rai.

La stagione per RaiUno è partita bene con le buone prestazione per il giallo famigliare Fidati di me (media: 24,5%) e per la leggera favola moderna Stella della porta accanto (23,3%).

Le note meno positive sono arrivate a partire dall’inizio di ottobre e il ritorno di Zelig, oltre alla forte concorrenza intra-aziendale dell’Isola dei famosi, nella serata di lunedì.

Il dramma di Una madre con Violante Placido si deve accontentare del 20%, la biografia del grande scienziato Einstein, realizzata da Liliana Cavani, totalizza una media del 20,9% nelle due puntate, la trasposizione televisiva dell’opera letteraria I Vicerè registra una media del 21,4% (particolarmente penalizzato di lunedì dalla finale del reality di Rai2). Unico vero exploit è il biopic sulla stilista Coco Chanel che supera i 6 milioni totalizzando una media nelle due sere del 25,1%.

A risollevare la situazione viene chiamato un pezzo da 90 della fiction italiana: Il Commissario Montalbano. E, come sempre, Salvo non delude. I 4 film tv totalizzano una media del 31,17% e di oltre 8 milioni di telespettatori.

RaiUno mette in onda anche 3 tv movies, format non molto diffuso nel panorama della televisione italiana: Ovunque tu sia viene schiacciato dalla dura competizione del lunedì (16,12%), Le Ali si ferma al 19,76%, mentre In nome del figlio registra un onorevole 21,96%.

Si segnala, inoltre, in coda alla garanzia, la messa in onda di Paolo VI, che totalizza solo il 20,5%, sotto le attese per una fiction a tematica religiosa, sempre ben apprezzate dalla platea televisiva.

Passando alla media e lunga serialità, si registra il discreto risultato della terza serie di Provaci ancora Prof (media: 22,01%), mentre l’atteso Capitolo II di Raccontami delude le aspettative registrando una media del 19,2%.

RAIDUE

RaiDue ha tentato in questa prima parte della stagione 2008/2009 di lanciare una nuova lunga serialità ambientata nelle corsie ospedaliere. Il risultato è disastroso e Terapia d’urgenza (media 7,4%) viene sospesa dopo la messa in onda di solo 8 puntate (su 18).

RAITRE

RaiTre ha proposto, come ogni anno, una nuova serie de La Squadra. Risultati mediocri (media del 7,1% per il primo episodio della serata e dell’8,2% per il secondo), comunque in linea coi risultati registrati la scorsa stagione.

CANALE 5

Distretto di Polizia, giunto all’ottava stagione, ha confermato la stanchezza registrata lo scorso autunno (18,79% e 21,29% di media per i due episodi proposti ogni sera).

La nuova serie Taodue, Crimini Bianchi, è autrice di una performance disastrosa (meno del 15%) che costringe al suo passaggio su Italia1, dove continua a produrre prestazioni auditel troppo deboli che la portano ad una ulteriore sospensione della messa in onda.

La miniserie in costume Il sangue e la rosa registra una media del 20,1%, ma con le due ultime puntate sotto il 20% si denota uno scarso attaccamento alla storia da parte del pubblico. Si comporta meglio la nuova fiction di Sabrina Ferilli Anna e i cinque che cresce nel corso delle settimane chiudendo al 23,47% (media: 20,1%). A parità di media finale, la tendenza mostrata col passare delle settimane segna la differenza di giudizio sull’appeal di queste due produzioni.

L’altra serie “al femminile” proposta a fine garanzia, Amiche mie, parte invece in sordina, faticando a raggiungere il 20% e non mostrando la stessa tendenza alla crescita che ha caratterizzato invece Anna e i cinque.

I tv movies con Gerry Scotti tratti dalla sit com Finalmente a casa deludono rispetto all’ottima performance dello scorso Natale e totalizzano il 18,83% il 17,98%.

Il tv movie VIP diretto da Vanzina non trova il riscontro del pubblico (16,1%). Ad inizio garanzia, la miniserie O Professore realizza invece un discreto riscontro in termini di share (media: 23,2%).

Continua a leggere: FICTION RAI E MEDIASET: LUCI E OMBRE DELL'AUTUNNO 2008

domenica 14 settembre 2008

MISS ITALIA E QUEL 35% DI SHARE, CHE FA RIFLETTERE...


Ogni mattina, la ghigliottina degli ascolti miete vittime e proclama vincitori. E' inutile negarlo, quei numeretti spesso influenzano anche il giudizio di chi, in maniera sicuramente più altisonante di Scavicchia la Notizia, si appresta a commentare e giudicare programmi televisivi e personaggi, su quotidiani e riviste. Stamane, era sotto osservazione il risultato di MissItalia, il concorso di bellezza, in diretta da Salsomaggiore, che proprio ieri sera ha coronato la bella siciliana Miriam Leone, che eredità il "trono" dalla veneta Silvia Battisti. E, per i pessimisti, il colpo è stato duro. In effetti, il concorso di Miss Italia, ha mostrato ancora di avere vita, eccome. Una finale lunga ed estenuante, per terminare alle 00:25, nel sabato sera protagonista oramai di un sempre maggiore rosicchiamento di pubblico televisivo, che raggiunge ben il 35% di share. Ecco infatti la notizia proprio di stamane al riguardo:
Miss Italia: quasi il 35% di share
Cala il numero degli spettatori ma aumenta la percentuale
(ANSA) - ROMA, 14 SET - Cala il numero degli spettatori ma aumenta lo share, cioe' la porzione di pubblico sul totale degli spettatori, per la finale di Miss Italia. La serata finale che ha incoronato Miriam Leone e' stata ingatti seguita da 5.683.000 spettatori col 34,71% di share. Lo scorso anno gli spettatori erano stati 6.222.000 con il 32,56% di share. In prima serata Canale 5 aveva contrapposto a Miss Italia il film Alexander che ha ottenuto soltanto 2.476.000 spettatori con il 15,15% di share
Coa dobbiamo pensare? Che realmente il concorso ha bisogno di una ed una sola serata. Massimo due prime time per una carrellata di belle ragazze che, in verità, non rappresenta alcun evento che possa essere paragonato al Festival di Sanremo. L'interesse c'è ancora, non sarebbe stato possibile, in ogni caso, catalizzare d'improvviso tale pubblico sul programma. Ma il ragionamento è ovvio e semplice. Perchè tediarsi per ben quattro serate, se basta guardarne l'ultima per "andare al concreto"? Un copione uguale lungo quasi 540 minuti, che gli italiani hanno mostrato davvero di non gradire? La testardaggine di imporre una intera settimana, credo abbia trovato un muro estremamente rigido. Non credo, sinceramente che la partita della Nazionale Italiana, come riferito da Patrizia Mirigliani, abbia potuto incidere su un andamento che, innegabilmente, è stato costantemente basso. Questo 35% di share nella finale, dovrebbe davvero far riflettere...
Continua a leggere: MISS ITALIA E QUEL 35% DI SHARE, CHE FA RIFLETTERE...

lunedì 8 settembre 2008

SCAVICCHIAPECHINO2008: GLI ASCOLTI DEI GIOCHI ESTIVI DI PECHINO 2008

I giochi olimpici, con la loro sontuosa cerimonia di chiusura, si sono chiusi il neanche tanto lontano 24 agosto, dopo sedici giorni di dispute, gare, che hanno assegnato medaglie ai più meritevoli, attribuito delusioni ai grandi favoriti, e fatto assaporare amarezza a chi ne è uscito sconfitto. Pechino 2008, innegabilmente, ha segnato un periodo. Ha segnato perché parlavamo pur sempre di un mondo, politicamente parlando, sin ad oggi sconosciuto, che si è affacciato ad una realtà più generale. Ha fatto sì che una parte di Cina venisse scoperta da chi ne ignorava, nonostante la grandezza geografica, l’esistenza. In pieno periodo di Paralimpiadi, la cui cerimonia d’apertura è stata svolta sabato pomeriggio, ora italiana, facciamo il punto della situazione. Il medagliere, ovviamente, è stato reso noto ed è ampiamente conosciuto. La nostra lente vuole focalizzare l’attenzione, però, sulla passione che hanno riservato gli italiani nel vivere l’evento, con l’evidente riflesso registrato negli ascolti. Ed è proprio a partire da questi che vogliamo tirare le somme, come già fatto, notando una strana inclinazione nei confronti degli sport più "strani", quelli meno diffusi e, per questo, ipoteticamente meno visti. Vediamo se questa tendenza, nella XXIX edizione delle Olimpiadi estive, è stata progressivamente mantenuta, o se è stata solo frutto del caso.

I giochi Olimpici di Pechino 2008 si sono tenuti a partire dall’8 agosto 2008 per poi concludersi, come già detto, il 24 dello stesso mese. Rete olimpica, come noto, RaiDue, che ha conosciuto un incremento, a livello d’ascolti, rispetto a quanto aveva ottenuto RaiTre, rete olimpica durante i giochi di Sydney 2000 (mediamente un +26%: come ascolto medio, 1.166.000 per Sydney ma 1.471.000 per Pechino). Edizioni accomunate, evidentemente, dal medesimo fuso orario. In generale, le trasmissioni dedicate alle gare hanno ottenuto un ascolto medio, come già detto, di 1.471.000 telespettatori per il 23.9% di share, dedicandole 313 ore tra gare e rubriche, ottenendo una copertura del 68.5%: più di 39 milioni di italiani hanno perciò seguito per almeno 5 minuti l’evento. Un altro dei meriti della manifestazione sportiva è stato l’incremento del bacino televisivo estivo, notoriamente ridotto, segnando un +6% rispetto al 2007. La cerimonia d’apertura, in onda l’8 agosto dalle 13.52 alle 18.08 ha totalizzato 5.468.000 per il 49.4%, mentre quella di chiusura, penalizzata dalla concorrenza sportiva, in onda il 24 agosto, dalle 13.55 alle 16, ha registrato 3.519.000 per un tondo 25% di share.

Detto questo, passiamo all’analisi delle differenti discipline sportive.
ATLETICA LEGGERA - 30 ore di trasmissioni tv, con un ascolto medio di 1.987.000 telespettatori ed uno share del 28.2%;
CALCIO - 7 ore di programmi tv, con un ascolto medio di 2.535.000 individui per il 33.8%, tra cui spicca la partita Italia Belgio, del 16 agosto con 4.933.000 ed il 40.5% di share (e punte del 50% nel target maschile);
CANOA, KAYAK E CANOTTAGGIO - Ascolto medio di 1.652.000 ed il 31.5%;
CICLISMO - 10 ore di trasmissioni tv per un ascolto medio di 1.198.000 di individui ed uno share del 33.2%;
GINNASTICA - 17 ore di programmi tv, ascolto medio di 1.668.000 ed il 28.1% di share;
LOTTA, JUDO E TAEKWONDO - 1.464.000 d’ascolto medio ed il 29.4%;
NUOTO - 35 ore per 1.288.000 ed il 28.5% di share;
PALLANUOTO - 12 ore di trasmissioni per 1.052.000 ed il 29.4% di share;
PALLAVOLO - 18 ore di programmi televisivi per 1.334.000 individui ed il 31.9%;
PUGILATO - 2.106.000 telespettatori per uno share del 29.7%;
SCHERMA - 10 ore per il 29.3% di share e 2.175.000 telespettatori;
TIRO - 1.590.000 ed uno share del 37.8%;
VELA - 21.1% di share.

Per quanto riguarda gli eventi singoli, il più seguito è stata la finale di attrezzi maschile, per quanto riguarda la ginnastica artistica, disputata il 19 agosto alle 13.35 con 5.059.000 ed il 33.7%, seguita dalla partita valevole per le semifinali del torneo di calcio Italia-Belgio del 16 agosto a mezzogiorno di cui sopra, dalla finale dei pesi vari di pugilato del 23 agosto alle 15.20 con 4.795.000 telespettatori ed il 44.5% di share, dalla finale 4x100 sia maschile che femminile, nell’ambito dell’Atletica leggera, con 4.397.000 ed il 32.7% di share e, per concludere la top five, la finale di spada maschile, per quanto concerne la scherma, del 10 agosto con 4.083.000 ed il 38.0% di share. Raidue, nel periodo dei giochi, è stata la rete più seguita nelle 24 ore, con il 21% di share, seguita da RaiUno al 18.3% e da Canale5, ferma al 15.1%.

L’appuntamento, con i giochi, è per Vancouver 2010, per quelli invernali, e per Londra 2012 per quelli estivi.

I dati sono di fonte Sipra
Continua a leggere: SCAVICCHIAPECHINO2008: GLI ASCOLTI DEI GIOCHI ESTIVI DI PECHINO 2008

giovedì 14 agosto 2008

OLIMPIADI: QUANDO GLI SPORT MENO DIFFUSI SBANCANO L'AUDITEL

"Citius, altius, fortius!". All’urlo - metaforicamente parlando - dei tre comparativi di matrice latina, adottati dal Comitato Olimpico Internazionale dal lontano 1894, due anni prima dell’avvio della I Olimpiade moderna, come motto olimpico il quale, reso in italiano, significa “Più veloce, più (in) alto, più forte!”, hanno inizio, ogni quattro anni, le gare e le dispute che costituiscono i cosiddetti giochi olimpici. Quando Pierre De Coubertin decise di ridare lustro e meraviglia ai gloriosi giochi che spopolavano ad Atene secoli prima e che “fermavano le guerre” - oggi, invece, potremmo dire il contrario, ovvero che la guerra ostacola questi ultimi -, dando vita, così, la I Olimpiade moderna che si tenne, simbolicamente, ad Atene nel 1896, le competizioni erano solo 43, appartenenti, queste, a nove discipline sportive, che sono poi i capisaldi effettivi di ogni edizione delle gare, con la partecipazione di 14 nazioni. Escludendo l’edizione relativa alla II Olimpiade, tenutasi nel 1900 a Parigi, e quella della III Olimpiade, nel 1904 a St. Luois, che vennero preparate nello stesso momento in cui fremeva l’attesa per l'Esposizione Universale che avrebbe e che ha rubato l'opportunità di visione, e, di conseguenza, importanza all’evento primariamente descritto, i giochi, le dispute vere e proprie, terreno fertile per la conquista delle medaglie, hanno vissuto, nel corso del tempo, un’evoluzione, una crescita esponenziale, tale che, per creare un semplice paragone e per entrare nella dimensione del fatto, a Pechino 2008 siano stati previsti 28 sport, per 38 discipline sportive, ed un totale di 302 eventi. Ovvero, una somma tale che il numero delle competizioni di 114 anni prima della capitale greca, si possa, fantomaticamente, ridurre ad un sesto di quelle che, effettivamente, si stanno disputando quest’ultimo anno in quella cinese.
E ci stiamo limitando, in questo caso, a ciò che accade nel panorama che si profila nel momento in cui prendiamo in considerazione solamente le edizioni estive, di cadenza quadriennale. Lo stesso discorso, però, può essere esteso ai sempre seguiti, ma aventi minore eco e richiamo, giochi invernali. Nel 1926 a Chamonix, nell’Alta Savoria, a contendersi i ricchi premi, per 16 eventi appartenenti a 6 discipline sportive, ci furono poco più di 200 atleti rappresentanti 16 nazioni. Numeri totalmente sovvertiti nell’ultima Olimpiade invernale, la ventesima, tenutasi a Torino due anni fa, con 84 eventi e 15 discipline sportive diverse, per un totale di 2600 alteti. Adesso, la nostra riflessione non vuole essere particolareggiante nei numeri legati a doppio filo al lavoro e alla realizzazione dei giochi o a quelli puramente sportivi, ma vuole, dal suo canto, fare un breve excursus alla luce di ciò che, televisivamente parlando, accade quando le gare sono tante, numerose e così diverse fra loro.

Quando una piattaforma acquista i diritti per la trasmissione delle dispute, sia essa satellitare o relativa alla Tv di Stato, è tenuta a mandare in onda - nel modo che spesso è motivo di critica - tutte queste. Le Olimpiadi sono, caso più unico che raro, appartenenti a quel minuto novero di eventi sportivi (prima di essere televisivi, ovviamente, sono tali) in cui i dati Auditel pare non ricoprano interesse alcuno. I numeri, le cifre, le percentauli, infatti, sono talmente alte che creare paragoni tra un’edizione e l’altra o interpretarli relativamente alla controprogrammazione (nulla in quanto estiva, maggiore se nelle invernali) appare come superfluo, inutile. Ciò che vogliamo notare è che, però, durante il periodo in cui i giochi sono all’ordine del giorno e il loro appeal è alle stelle, l’interesse che è manifestato verso alcuni sport, verso alcune discipline, verso alcune gare è particolare, sottolineando come, negli altri periodi dell’anno, gli stessi sono praticamente snobbati, vinti dalle questioni relative a quello maggiormente diffuso, ovvero il calcio, è semplicemente incredibile. In questa nostra volontà, ci aiuteremo, come giusto che sia, con i risultati che i nostri oggetti di esamina hanno ottenuto nell’ultima edizione invernale, quella di Torino 2006, per l’appunto, e la penultima estiva, quella di ritorno nella capitale greca Atene, nell’anno 2004.

Sotto lo slogan “Passion live here”, il 10 febbraio 2006 ha avuto inizio la ventesima edizione dei giochi invernali. Come abbiamo già avuto modo di dire, sono stati disputate 84 gare per 15 discipline, in cui l’Italia ha ottenuto 5 ori e 6 bronzi, risultando nona nel medagliere finale. La sontuosa cerimonia d’apertura ottenne 10.719.000 di telespettatori per il 37.2% di share, con un picco che sfiorò i 13 milioni e mezzo. Una delle discipline affrontate è stato il pattinaggio di figura che, con 18 ore di trasmissione tv ebbe un ascolto medio di 5.096.000 ed il 19.2%, con il culmine durante la gara di danza su ghiaccio di B. Fusar Poli e M. Margaglio con quasi 7 milioni ed oltre il 25% di share. Lo sci nordico registrò 2.245.000 telespettatori e il 24.4% di share, nelle sue 19 ore di messa in onda, tra cui, il miglior ascolto, è quello della 30km maschile seguita da 5 milioni ed uno share del 25.6%. Sempre sci, in questo caso l’alpino, con altrettante 19 ore di trasmissioni ed un ascolto medio di 2.667.000 ed un tondo 20% con il picco registrato nella discesa libera con oltre 5 milioni ed il 34%. Tra le dispute con il maggior seguito, è doveroso segnalare lo slittino con 5.553.000 milioni di persone ed il 24%, la finale a squadre di salto con oltre 6 milioni ed il 21%, e, ovviamente, l’evento di quella edizione, il curling. Chi non si è appassionato dinanzi alle gare che tanto rimembrano le bocce, ma con l’unica differenza, quale quella d’avere un percorso interamente ghiacciato? Una vera e propria mania, esempio lampante della nostra riflessione. Ebbene, per Italia-Finlandia del 19 febbraio, ci furono cifre da capogiro, se rapportate alla diffusione dello sport nello stivale: 4.758.000 per gli oltre 32 punti percentuali. La cerimonia di chiusura ottenne quasi 8 milioni di telespettatori per un netto 29% relativo allo share.

Facciamo un passo indietro, tanto lungo da arrivare precisamente al 13 agosto 2004, quando ebbe inizio la XXVIII edizione dei giochi olimpici estivi, in cui l'Italia, nel medagliere, fu ottava, con 10 ori, 11 argenti e 11 bronzi, preannunciati dalla doverosa e stupenda - se rapportata alla semplicità di quella di Pechino 2008, per cui c’è il rischio di fregatura a livello mondiale per immagini artefatte - cerimonia d’apertura, seguita da 5.148.000 di telespettatori con uno share di 33.3 punti percentuali ed un picco di 7.5 milioni, mentre quella di chiusura, trasmessa il 29 agosto dello stesso anno, crebbe in valori assoluti ed in share, avendo 6.181.000 telespettatori ed un incredibile 34% di share ed un picco di quasi 8 milioni. Iniziamo il nostro excursus con la disciplina più antica che, nelle sue trasmissioni per eventi che vanno al di là delle Olimpiadi, ottiene spesso infimi risultati, ovvero l’atletica leggera. Ventisei ore di trasmissioni per uno share del 28.1% e 2.894.000 spettatori, con picchi durante la maratona vinta dalla medaglia d’oro Stefano Baldini con 4.343.000 ed il 43%. La ginnastica, invece, sbancò letteralmente gli ascolti, ciò che, invece, ancora una volta, non trova riflesso nell’ipotetico dilagare della disciplina: “solamente” 13 ore di messa in onda, ed un ascolto medio di 3.273.000 per il 30% di share. Picchi il 22 agosto con la vittoria della medaglia di bronzo da parte di Jury Chechi negli anelli con 6.793.000 ed il 38.8%, che, tra l’altro, è l’evento più seguito in Italia di questa edizione delle Olimpiadi; il giorno successivo con Igor Cassina, nella sbarra, con 5.841.000 ed il 32.3% ed un’importantissima medaglia d’oro; il 28 agosto, con l’argento nella finale di ginnastica ritmica a squadre con 3.542.000 di italiani ed un mostruoso 41.3%. La passione per la scherma si conferma ad Atene 2004, con 3.558.000 ed il 39.8% con il picco il 21 agosto con la squadra maschile di fioretto, medaglia d’oro, con 5.869.000 ed il 48.4%. Non da meno il tiro, con 2.819.000 e il 31.7%. Impressionante l’ascolto medio della vela e del windsurf (3.032.000 - 24.5% di share) e della lotta e del judo (2.023.000 – 28.8%).

Cosa entra in gioco nel momento in cui determinati sport, la cui ristrettezza d’affermazione è sotto gli occhi di tutti, alle Olimpiadi, ottengono risultati semplicemente paurosi? L’unica ragione ritrovabile è quella all’essere travolti dallo spirito dei giochi, tanto forte quanto pulito, dato il quale la passione per la nazionale italiana ed il tifo per chi la rappresenta in quel determinato momento e in quella determinata gara, vince la barriere legate alla non conoscenza di uno sport. Proprio per questo, non possiamo esimerci dal dire, ancora una volta... "Forza Italia!".
Continua a leggere: OLIMPIADI: QUANDO GLI SPORT MENO DIFFUSI SBANCANO L'AUDITEL

lunedì 4 agosto 2008

LA QUALITÀ DI UN PRODOTTO TELEVISIVO È DETTATA E DEFINITA A PARTIRE DAGLI ASCOLTI?

I numerosi prodotti che il tubo catodico quotidianamente ci offre sono soggetti, imperterritamente, ad un insindacabile giudizio, che può palesarsi sottoforma di corona d’allora da porre sul capo di chi ha condotto un determinato programma oppure in una pericolosa spada di Damocle che pende pericolosamente sul capo dello stesso che ha il compito di graziarsi il pubblico cambiando le carte in tavola della trasmissione in questione - ammesso e non concesso che ciò non sia già avvenuto, e quindi la spada è già sulla via della caduta -. Il giudizio che prende forma ogni mattina, verso le 10 circa, reso noto solo dieci minuti dopo al grande pubblico, nel momento in cui ogni critica forma e dettagliata sfaccettatura dei suoi grafici e dei suoi numeri è stata già resa nota a chi di dovere, quello dell’Auditel, ricopre, nel nostro ed attuale mezzo televisivo, un’incredibile importanza, dipinta in maniera più appariscente e particolare, rispetto al suo reale valore che minima - d’importanza - dovrebbe averne, da chi ne è appassionato e da chi, in base ad esso, giudica il proprio operato.

La corsa al raggiungimento della percentuale adatta alla rete con l’immissione, nel corso del tempo, di ospiti, nuove conduzioni, nuovi dinamiche forzatamente insite nella primaria struttura di una trasmissione, i mille e furbi accorgimenti per far risultare almeno una parte del programma, irrimediabilmente spezzato in un indecifrato ed incapibile numero di parti, vincente sulla diretta concorrente e tanto altro ancora, sono, oggi più che mai, sentite e vissute anche da chi normalmente la Tv la guarda per il suo primario compito, quale quello relativo all’intrattenimento.

Molto spesso, però, è commesso un errore al quale pochi preferiscono porre fine o, quantomeno, limiti, anche perché proprio a partire da quest’ultimo si viene raffigurati vittoriosi in più piani e in più ambiti. In questo caso l’errore è nel creare una semplicissima equazione, quale quella ascolti uguale qualità. Ciò che è determinato successivamente è un noto e conosciuto viavai di opinioni e pareri da parte di chi ama la Tv e ne parla per passione e di chi, trattando di essa, porta a casa lo stipendio, i quali, parallelamente a ciò che dai dati auditel emerge, muovono le proprie critiche, rispetto all’innovazione, alla dirompenza, alla qualità stessa di una trasmissione.

L’esempio più caratteristico è relativo al Festival di Sanremo. Contrariamente all’enorme battage, non solo pubblicitario, a cui è dato origine prima che l’evento abbia inizio, per quanto concerne le sue molteplici sfaccettature, dalla musica, ai partecipanti, passando per conduttori e vallette, alla fine della prima delle cinque puntate sempre cala il sipario non solo sul teatro, ma anche sull’angolo della critica televisiva, che apre bocca solo posteriormente. Una decina di ore, quella tra mezzanotte della notte e le dieci della mattina conseguente, in cui regna sovrano il silenzio. Al leggere delle prime percentuali, dei primi decimali, delle prime cifre tutto, come in un enorme industria che inizia una nuova giornata di fatica, freneticamente ha inizio e c’è chi butta giù e stende le prime righe. Cosa accade, precisamente? Qualora gli ascolti siano stati alti, del Festival è declamata l’innovazione, l’indubbia qualità, la bellezza della musica presentata, l’incredibile originalità e quant’altro possa rappresentarlo con toni entusiastici e felici. In caso contrario, alla luce di una debacle totale, come accaduto nell’ultima edizione, le ire funeste e la drammaticità più assurda prendono il sopravvento e dipingono la settimana festivaliera nel peggiore dei modi. Da praticamente nessuno è scisso ciò che è, implicitamente ed in maniera errata, unito: il sinolo qualità-ascolti. Anche quando la qualità è visibile ad occhio nudo, quando gli ascolti sono bassi, essa è scambiata per noiosità del programma offerto. Quando è risicata, rinvenibile a sprazzi, invece, è semplicemente centrare l’obiettivo. Ovviamente l’esempio di Sanremo è solo una goccia in mezzo al mare di esempi che possono essere fatti.

Quello che risulta lampante è una sorta di sudditanza da Re Auditel che miete numerose vittime non solo nei volti che, per dovere, sono obbligati a lavorare nelle direzioni che detta, ma anche in chi critica la televisione e i suoi prodotti. Si è incapaci di fare una distinzione tra qualità e ascolti oppure, per non ammessa inabilità nel giudizio, è in base ai secondi che viene giudicata la prima? In quest’ultimo caso, non c’è nulla di più errato. Ci sono trasmissioni che, nel loro piccolo e nel loro minuto seguito, sono vere e proprie perle dimenticate da chi dovrebbe, invece, raccoglierle e farle ammirare. Perché? Perché ottengono pochi ascolti. Una misura che, sempre più, sembra una giustificazione per tenersene lontani. Ci si arrende, quindi, al panorama che si defila - qualora non si sia già delineato, ovviamente -. Quello che non si ha più interesse nel cosa ci viene propinato, quanto piuttosto nello scorgere quanto gli stessi possano rendere. Sembra che la qualità di un prodotto, che dovrebbe avere forma prima che un programma abbia inizio, nasca, nelle sue - per assurdo - differenti forme, successivamente al raggiungimento di una determinata altezza della colonnina dell'Auditel. E questa è l’antitesi del compito televisivo, segno di una Tv che proprio non va.
Continua a leggere: LA QUALITÀ DI UN PRODOTTO TELEVISIVO È DETTATA E DEFINITA A PARTIRE DAGLI ASCOLTI?