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martedì 9 giugno 2009

SARABANDA: UN FRULLATO DI FORMAT MUSICALI DAL SAPORE GIOVANE ED ESTIVO. GIUDIZI E COMMENTI DELLA PRIMA PUNTATA

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Canale 5 ci riprova, questa volta con un carico di buone speranze non indifferente. La questione preserale, forse, è giunta ad una svolta. Questo perché finalmente la rete diretta da Massimo Donelli “sperimenta” ed investe in un qualcosa che, seppur già visto e già andato in onda, possa configurarsi come una valida alternativa a Chi vuol essere milionario? spalmato oramai in tutte le salse per coprire entrambe le garanzie annuali. Punta, così, su Sarabanda, quiz musicale d’annata condotto all’epoca da Enrico Papi, esiliato da Canale5 dopo i pessimi risultati di Jackpot, fate il vostro gioco. Pescare nel passato per dare un senso al futuro, ancora una volta. Chiamati alla conduzione Teo Mammucari e Belen Rodrgiuez, coppia oramai collaudata dopo l’edizione fortunatissima di Scherzi a parte andata in porto con ascolti eccellenti, assieme a Claudio Amendola. E così, alle 18,50 di ieri, così come per tutta l’estate, sintonizzandosi sull’ammiraglia Mediaset, è possibile giocare al vecchio e caro Sarabanda. Che di vecchio e di caro ha ben poco, visto un evidente ammodernamento del gioco. Sono quattro i concorrenti che si sfidano ogni puntata, con la possibilità di diventare campione in carica per un numero illimitato di gare. Ogni puntata consta di quattro differenti manches. La prima, inserita nell’anteprima Quasi Sarabanda, è intitolata ExtraCanto, molto simil-Quizzone, manche in cui un gruppo di turisti stranieri intonano una canzone il cui titolo dovrà essere indovinato dai quattro concorrenti in gioco. Chi ne indovina di meno, è fuori. I tre che superano il primo step sfidano il campione in carica a partire dalla seconda manche, intitolata KaraTeo, questa volta simil-Canta e Vinci!/Chi fermerà la musica?, dove i quattro concorrenti dovranno completare il testo di un brano italiano o straniero. Poi l’asta musicale, celebre per il tormentone “La indovino con una!” e il famoso 7x30 che ha sempre regalato grandissime emozioni, dubbi (possibile che menti così preparate non riescano a vincere per il solito brano non indovinato?) e grattacapi - vero, Antonio Ricci? -.

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Il quiz è stato incredibilmente “svecchiato”, forse in maniera troppo eccessiva. Le fasi del gioco si sono susseguite, per questa prima puntata, logicamente in modo macchinoso e le migliorie da attuare sono sicuramente tante. Note di merito sono il “contenimento” del conduttore Teo Mammucari il quale, differentemente dal solito, ha puntato molto sull’ironia e sul divertimento che non sul sadico e il volgare; uno studio che fa l’eco al Macao di Boncompagni/Parietti che favorisce alla creazione di un clima estivo – più volte si ha l’impressione di essere ad un villaggio vacanze o che il quiz sia trasmesso da una località di mare –; la band direttamente ripescata dall’ultima edizione andata in onda nel 2004; il brand, fortissimo di per sé. Succede, però, che il pubblico possa aver percepito una sorta di “tradimento”. Del vecchio Sarabanda, come già detto, è rimasto poco o niente, se non gli ultimi due giochini e le aspettative, se quelle di un gradito ritorno, sono fortemente ed enormemente deluse. Lo spirito goliardico creato da Mammucari è stato per questa prima diverso da quello di Papi, vero re in questo senso.

L’utilizzo di Belen è congeniale allo spirito giovane del quiz e alle dinamiche dello stesso – canta e balla discretamente, facendo dimenticare l’immagine di sé che le hanno fornito i giornali di gossip – , ma scade completamente a fine puntata, dove rivive il mito della sirenetta Adriana (Adriana Volpe in una vecchia edizione di Mezzogiorno in famiglia era la protagonista di un gioco che si svolgeva in una piscina piena d'acqua e venne così chiamata), quando si immerge in un pozzetto d’acqua vestita di solo bikini. Le prime due manche risultano essere abbastanza lente e prive di appeal. Il richiamo ad altre trasmissioni è lapalissiano. La possibilità di fare bene, tuttavia, esiste e gli ascolti dimostrano che un margine di miglioramento c’è. La prima puntata ha ottenuto 2.733.000 con il 18,92% di share (con un 7x30 al 21,11% di share con 3.538.000 telespettatori) ed un’anteprima a 1.822.000 ed il 17,99%. Riuscirà ad imporsi come nuovo gioco dell’estate 2009 vincendo la sfida con una Reazione a Catena pronta ad imperversare per la terza stagione consecutiva su Raiuno?
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domenica 17 maggio 2009

TORNA COME PRESERALE ESTIVO DI CANALE 5 SARABANDA. CONDUZIONE AFFIDATA A TEO MAMMUCARI E BELEN RODRIGUEZ: PIU' VARIETA' NELLA NUOVA FORMULA SENZA PAPI

Update: Sembra essere questione chiusa quella relativa alla conduzione del preserale estivo di Canale5. Il dubbio, in questi giorni, era venuto ai più, visto che anche Publitalia non aveva alcun tipo di voce a riguardo nei suoi innumerevoli files. E invece così come si ipotizzava, così poi è: sarà Teo Mammucari a prendere le redini del gioco condotto tra il 1997 e il 2004 da Enrico Papi, forse “cacciato” da Canale5 visti i risultati disastrosi del suo Jackpot, Fate il vostro gioco. A confermare la notizia è Voce D’Italia, che preannuncia qualche novità e anche il nome della partner dell’irriverente conduttore: Belen Rodriguez, che aveva già fatto coppia con Mammucari a Scherzi a parte.

Milano - Dopo il successo di "Scherzi a Parte" torna una coppia che ha fatto "audience". Teo Mammuccari e Belen Rodriguez saranno ancora insieme sul palco di Sarabanda. Lo show, dopo il successo di alcuni anni fa, ritorna con qualche "ritocchino". Oltre al cambio di guardia in conduzione, ci saranno altre novità. Sarà riservato più spazio allo spettacolo ed al varietà. Pensare che, solo fino a pochi giorni fa si parlava di un licenziamento di Belen da Mediaset. La sua condotta, a quanto pare, non è stata sufficientemente immorale, per i dirigenti del gruppo. D'altra parte, si sa: prima di tutto gli affari. Visto il successo dell'ultima edizione di "Scherzi a Parte", perchè non riproporre la coppia Mammuccari-Belen? Il passato, del resto, è acqua passata.

Da queste parte lo si è sempre detto: la tv di un tempo, forse, era davvero migliore di quella che vediamo quotidianamente oggi. Era più affabile, più vicina al telespettatore, più calda, più familiare. Questa stagione televisiva è stata all’insegna dell’apprendimento di questa piccola regola di vita (televisiva), tanto è vero che i principali show sono stati tutti grandissimi amarcord, dal punto di vista musicale e dal punto di vista mediatico. Uno sguardo al passato, quindi, fa sempre bene per trarne forza e vigore da infondere nella programmazione futura. Canale5, questo, l’ha capito bene, altrimenti non si spiegherebbe ciò a cui darà vita per l’estate 2009. Partendo da un innegabile presupposto, ossia quello che per la stagione calda dell’anno l’ammiraglia Mediaset non chiuderà completamente i battenti, mandando in onda alcune fiction in prima per le prime serate, qualche risparmio lo si è conservato per il preserale, l’annosa questione che si propone ciclicamente nell’azienda del Biscione che è a corto di idee. Archiviato L’imbroglione di Papi, messo da parte quasi definitivamente 1 contro 100, sicuramente cancellati i nastri di Jackpot, fate il vostro gioco, a cosa ricorrerà la rete di Massimo Donelli, che possa funzionare anche da alternativa autunnale a Chi vuol essere milionario? che è dovuto ricorrere, quest’anno, anche ad una versione sprint pur di mostrare un minimo di alternativa?

Il progetto Tira e Molla, per adesso, sembra essere congelato, grazie a quanto pubblicato da Tvblog in assoluta anteprima in tutta la rete. Nessun acquisto di format straniero, nessuna nuova idea – sarebbe stata straniante una cosa del genere – per il preserale estivo, in beta testing, che si scontrerà con nessuna nuova edizione di Reazione a catena (le casse Rai languono…) e che ha tutte le possibilità di fare assolutamente bene. Ci si rituffa nel passato e il programma che sta per essere testato è addirittura Sarabanda, il quiz di Italia1 andato in onda tra il 1997 e il 2004. Ne auspicavamo il ritorno qualche mese fa, insieme all’affezionato lettore Tony, ed ecco che le volontà, nostre e della maggior parte del pubblico italiano, sono esaudite. Dilemma per la conduzione: fatto fuori Enrico Papi – forse per la paura di un nuovo flop, dopo quelli degli anni ’04 e ’08? – Mediaset starebbe facendo carte false per avere dalla propria Teo Mammuccari, sprovvisto di Cultura Moderna dato che in access ci sarebbe Paperissima Sprint, il quale però vorrebbe condurre altri quiz o riproporre Primo e ultimo, provato in prima serata durante quest’autunno sulla seconda rete Mediaset senza però entusiasmanti risultati.

Sarabanda, quindi, appare cosa sicura per l’estate 2009 di Canale5, la conduzione un po’ meno. E voi, chi ci vedreste bene per il quiz che ha lanciato, prima d’altri, i mostri trash come Uomo gatto o El Tigre?
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mercoledì 29 aprile 2009

ENRICO BRIGNANO E MICHELA COPPA PER IL NUOVO "TIRA E MOLLA". RIPESCARE NEL VECCHIO, NELL'INSICUREZZA DEL NUOVO..


Insomma, sembra deciso. Il noto quiz di Canale5, ideato e curato da Corrado Mantoni durante la vecchia edizione, dovrebbe tornare in onda, proprio sulla rete ammiraglia di Cologno Monzese. Di cosa sto parlando? Di Tira e Molla, il quiz che Paolo Bonolis portò al successo, contrapponendosi in maniera palese al Luna Park a cui lui stesso, grazie a Pippo Baudo, aveva portato pregio e popolarità nella serata del venerdì. La sigla, i giochetti in coppie, insomma, elementi che, per una intera generazione sembrano essere immarcescibili e che potrebbero tornare in video, proprio nella prossima estate.
Ebbene sì, perchè Canale5 sembra voler concedere un pò di pausa a Gerry Scotti, evitando esperimenti fallimentari compiuti nella scorsa stagione, sotto il nome di 50e5o. Unica differenza con il passato? Beh, il presentatore non dovrebbe essere Paolo Bonolis, ancora in bilico ed in cerca della ricetta migliore; ricostruirsi un personaggio indipendente degno di successo sulla Rai, o collaborare a stretto contatto con Maria De Filippi, donna immagine di Cologno Monzese? Dovrebbe essere Enrico Brignano il suo sostituto, reduce dal potente flop di Pyramid su RaiDue, giusto due stagioni fa, nella difficile fascia dei telegiornali della sera. Ancora nessuno sembra essere noto per interpretare "il ruolo" del Maestro Laurenti di turno, mentre Ela Weber di certo non tornerebbe a fare la "sellerona". Al suo posto infatti, dovrebbe è stata chiamata Michela Coppa, già nota al pubblico di Canale5, per la sua partecipazione a La Corrida, oltre per alcune "simpaticissime" dichiarazioni in questa o quell'altra intervista, ove l'umiltà sembrava essere l'ultimo elemento di un carattere ben definito e deciso. Ecco la notizia, tratta da DivaeDonna:

Michela Coppa sarà la nuova sellerona (al posto di Ela Weber) della nuova edizione riveduta e corretta, di Tira e Molla, con Enrico Brignano. Se il numero zero convincerà Mediaset, il quiz, realizzato dalla Corima, diventerà il nuovo preserale di Canale5.

Un nuova fallimentare avventura, come quella compiuta da Giampiero Ingrassia e Luisa Corna, o una nuova primavera per il quiz di Canale5?..
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martedì 16 dicembre 2008

CHI VUOL ESSERE MILIONARIO? EDIZIONE (NON COME RESA) STRAORDINARIA: GIUDIZI E COMMENTI

Giornata di debutti, quella di ieri. Dopo l’esordio di Elisa Isoardi a La prova del cuoco che abbiamo avuto modo di commentare insieme, un nuovo preserale su Canale5 si affaccia sulle scene. Come ci ha ottimamente ricordato il nostro Expedit, è in Chi vuol essere milionario? - Edizione straordinaria che si concentrano gli sforzi, le energie ma soprattutto le speranze di un ritorno della fascia preserale dell’ammiraglia Mediaset ai gloriosi vecchi fasti a livello d’ascolti, dopo che questa non è riuscita più a risalire la china nonostante un accettabile 20% di share di media ottenuto nelle ultime puntate del Milionario con quella che è la versione conosciuta ed oltremodo usurata. La rivisitazione in chiave giovanile del gioco di Gerry Scotti aveva promesso soprattutto novità per la fascia della rete, e quindi uno speranzoso successo, ipotizzato con una maggior velocità del quiz data l’introduzione di un tempo limite nel rispondere alle varie domande.

L’edizione straordinaria inizia con la consueta (ed inutile) anteprima intitolata – che novità! – Verso il milione, Edizione straordinaria – ma va là? –. L’aria di novità effettivamente si respira nello studio di Cologno Monzese, che ha accompagnato i telespettatori soliti sintonizzarsi su Canale5 nell’orario pre-Tg5, già nel modo di riprenderlo, lo studio, che si discosta dall’immobilità e dai conosciuti movimenti delle telecamere della versione tradizionale essendo più sciolto il muoversi di queste e maggiormente nuovo. Abolito ogni qual tipo di dito più veloce, l’Edizione straordinaria si avvicina moltissimo all’idea di quiz tradizionale, che apre e chiude parentesi nel giro di una puntata, senza la cattiva abitudine di quelli di ultima generazione, ossia di far durare l’avventura di un concorrente anche due, o magari tre puntate. Sei sono i concorrenti e tutti sono i partecipanti. Da decidere è semplicemente l’ordine. E questo viene fatto quando Gerry Scotti si posiziona nel bel mezzo dello studio, quasi a rompere l’armonia e l’equilibrio insindacabile di questi nove anni, a fare una domanda. Chi si avvicina di più alla risposta, armandosi di fantasia in quanto nelle quattro caselle, colorate eccezionalmente di rosso natalizio, ci sono solo indicazioni di cui tre fuorvianti, decide il suo posto. Con un po’ di furbizia e di fortuna, chi indovina perciò può decidere le sorti della partita. La scalata per ogni puntata è una e una sola. Il tempo a disposizione è di 15 secondi per le prime cinque domande, 30 per le seconde, e 45 per le ultime. Nessun aiuto a disposizione, ma solo una possibilità di dire passo e di passare la mano della partita al giocatore che viene dopo. Completato un giro (il passo è uno per ogni “scalatore di milione”), e usati perciò tutti i passo, ad errore compiuto si esce e si elimina un gradino della scala. Fuori il milione, poi i 300.000€ e così via. Unico traguardo/paracadute quello dei 3.000€.

Il gioco è veloce, rapido e anche accattivante nella sua idea se non per due fattori che ammazzano la novità: le chiacchiere e la pubblicità. Le prime solo nelle ipotesi sono totalmente cancellate poiché i ragionamenti, per assurdo, si fanno questa volta dopo aver risposto e lo sprint è perciò vanificato. I ripetuti spot, poi, decelerano la già spenta velocità del quiz facendo in modo, incredibilmente, che la prima parte di questa nuova versione risulti anche più macchinosa e lenta di quella della tradizionale. Gli elementi nuovi, pertanto, divengono mal integrati nella struttura di uno dei quiz più affascinanti della televisione italiana e quelli che regalavano pathos, emozione, come poteva essere la lettura della domanda di un milione, molto probabilmente non ci saranno più. Per questo esordio, è da rimpianto la visione dell’usurata e bollita normal version. Certo, tanti aggiustamenti si potranno fare e la resa migliorerebbe in vista di questi. Per adesso pare quasi che Chi vuol essere milionario? Edizione straordinaria soffra, per assurdo, la sua collocazione in preserale, risultando adatto ad un access veloce e senza chiacchiere. Basti pensare che la versione americana ricopre uno slot di soli 30 minuti; il preserale di Canale5 ne dura 70, di cui 20 di pubblicità. Questa la motivazione di un così scarso primario appeal?

Come apprendiamo da Tvblog.it, enorme successo per la prima puntata di questa nuova versione vista, per quanto riguarda l'anteprima, da 3.488.000 con il 20.88% e, nella parte principale di gioco, da 5.316.000 con 25.42% di share, raggiungendo nei minuti finali una media del 28%.
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domenica 30 novembre 2008

DON LUCA C’È, MEDICI MIEI E CAMERA CAFÈ: IL NUOVO PRESERALE DI ITALIA1 IN ONDA DAL 1°/12

La talpa è finita. Trionfo assoluto, ascolti pazzeschi, di quelli che Italia1 realmente non vedeva da tempo. Quest’ultimo non è stato solo limitato alle otto prime serate alle quali va ad aggiungersi una nona trasmessa giovedì prossimo che è la classica reunion, ma si estende anche al daytime che, ogni giorno dal lunedì al venerdì, dalle 19.30 sino all’inizio de La ruota della fortuna, ha fatto letteralmente faville. Share costante attorno al 10%, con vali assoluti che andavano oltre i due milioni di telespettatori. Anche in questo caso il successo è stato innegabile ma soprattutto inaspettato. Con la fine del reality show, o per dirla alla Perego reality game (la cui differenza è praticamente inesistente ai più, ammesso e non concesso che esista), la rete diretta da Luca Tiraboschi, che è alla sua guida da tanti anni quanto quelli di Del Noce a Raiuno, mescola le carte e propone nell’ostica fascia del preserale un trittico di sit-com a cui è stata data una nuova chance, nonostante per alcune di essere siano ancora valide le diatribe tra protagonisti e direttore e nonostante con quelle italiane il feeling non sia mai stato ricco di scintille.

Alle ore 19.05 scende in campo Luca Laurenti con Don Luca c’è, rivisitazione in chiave puramente giovanile di quella che è andata in onda qualche anno fa, con grande successo, il sabato pomeriggio e che faceva da anteprima all’appuntamento del sabato di Amici su Canale5. Già testata in prima serata in piena estate, gli ascolti disastrosi ne decretarono, nonostante si trattasse di un periodo di non garanzia, la chiusura anticipata. La versione di Italia1 è semplicemente ed oggettivamente brutta, nella fotografia e nelle trame, oltre che nei protagonisti. Non c’è un attore che sia degno di tale incarico, non c’è scena che strappi sorriso alcuno. Evitabilissimo il ritorno, forse da leggersi nell’ottica di risparmio atto a contenere i costi durante le strenne.



Da leggere ancora peggio il ritorno del banalissimo e fintamente americano, nell’operazione di ironia sul must Dr. House, Medici Miei. Il discorso, per quanto riguarda questa sit-com che invece sarà trasmessa a partire dalle 19.35, è più lungo ed articolato. Presentata come l’esperimento innovativo di stagione, tanto è vero che si è preferita per questa una partenza anticipatissima utile alla fidelizzazione del pubblico al prodotto fuori dalla norma (o almeno così come venne detto di questa), la sit-com con protagonisti Enzo Iacchetti e Giobbe Covatta, ha deluso le aspettative, non solo in termine di ascolti. Fallimentari i risultati ottenuti, scoraggianti anche per una eventuale, poi diventata reale, riproposizione. A fare da cornice al tutto è anche la discussione animata sulle pagine dei giornali tra il direttore Tiraboschi e il presentatore di Striscia la notizia. Segno di come le idee cambino nel giro di un niente, le nuove (?) puntate in onda da domani. Da bruciarne i nastri.

A correggere il tiro di questa ora da urlo di Munch, alle 20.00, il bel Camera Cafè, in onda già dal 2003 con protagonisti le iene Luca e Paolo. Divertente, realmente innovativa, sempre simpatica, questa sit-com, forte sicuramente degli ascolti sempre incoraggianti ottenuti nel corso degli anni, è il diversivo per eccellenza ai telegiornali in onda contro di esso, al di là del fatto che è l’unico prodotto che salva un trittico altrimenti orribile. L'Auditel e le sue espressioni sapranno dettare vincitori e vinti; per adesso il panorama è il seguente.

L’appuntamento è per domani, dalle 19.05, su Italia1
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sabato 22 novembre 2008

IL MILIONARIO SPRINT: IL NUOVO (?) PRESERALE DI CANALE 5 IN ONDA DALL'8/12 (IN ATTESA DI PASSAPAROLA?)

È l’autorevole e informatissimo Tvblog.it a fare un po’ di luce su quello che sarà il nuovo preserale di Canale5, ancora celato sotto il nome di “produzione”, almeno leggendo i palinsesti diffusi da Publitalia per quanto riguarda il periodo delle Strenne. Chi sperava in una vera e propria rivoluzione è rimasto sicuramente deluso, almeno stando alla lettura del titolo del programma che calcherà l’ostica fascia a partire dall’8 dicembre: Il Milionario Sprint. Ebbene sì, sarà uno spin-off del ben più conosciuto e famoso Chi vuol essere milionario? a prendere il posto del format originario, così come accaduto ad aprile quando fu sostituito dal fallimentare 50-50. La delusione, però, è solamente apparente nel momento in cui ha inizio la comprensione delle prime regole del gioco, che riuniscono in sé tutte le speranze degli spettatori dello storico quiz della rete.

La versione “sprint”, infatti, sarà tale in quanto farà di velocità e snellezza le sue armi principali. La vera novità riguarda l’introduzione di un tempo limitato per le risposte, che assume lunghezze diverse a seconda della difficoltà della stessa, come apprendiamo leggendo un’interessante post tratto da Tvblog circa l’edizione trasmessa negli U.S.A.:
- 15 secondi per le prime cinque;
- 30 secondi per le seconde cinque;
- 45 secondi per quelle dall’undicesima alla quattordicesima;
- 45 secondi più il tempo risparmiato nelle altre domande per la quindicesima.

Diminuzione del numero di concorrenti, da 10 a 6, la selezione dei quali non avverrà più tramite il consueto dito più veloce. La scelta dei sei avviene in seguito ad una scrematura di concorrenti mediante sottoposizione di 100 domande a colori i quali vogliono partecipare, nei casting. Uno sviluppo del gioco più rapido è portatore, però, di una maggiore difficoltà nell’accaparramento del montepremi finale: per ogni errore commesso, infatti, il massimo vincibile scenderà di un gradino alla volta. E quindi dal milione, ai 300.000, ai 150.000 e così via. Ammesso e non concesso, naturalmente, che la scala rimanga la medesima e non subisca, seguendo l’esempio di questa rivoluzione, cambiamenti.

A mio avviso, con Il milionario sprint si è avuta la possibilità di prendere più piccioni con una sola fava. Il rischio di compromettere a lungo termine il preserale era alto e la proposizione di un quiz o di un game totalmente nuovo avrebbe potuto avere molti più effetti negativi di quanto non si potesse immaginare (un qualcosa avvenuto, per esempio, con Jackpot). L’unico marchio che riesce ancora a tenere incollati pur sempre 4 milioni di telespettatori è Chi vuol essere milionario? e, dato l’innegabile suo sfruttamento, si è preferito ricorrere sempre ad esso ma in una versione più veloce e accattivante, il che potrebbe fare bene solamente al marchio stesso, contata anche la forte concorrenza che, quando dall’altra parte c’è sperimentazione pura, ingrana alla grande. Gerry Scotti, poi, è il condimento finale che rende appetibile una minestra vista altrimenti oltremodo riscaldata. L’unico vero dubbio, al limite, riguarderà il “trattamento” di questa rapidità intramezzato ai ripetuti spot pubblicitari che potrebbe danneggiare le sue potenzialità.

Per vederlo in onda, dovremo aspettare, come già detto, lunedì 8 dicembre, ore 18.50. Il quiz, comunque, non dovrebbe durare per tutta la garanzia invernale/primaverile, in quanto, stando a quanto riferito dallo stesso Gerry Scotti a Il giornale, dovrebbe ritornare, come poi anticipatoci dal nostro Expedit, il vecchio e caro Passaparola per circa due mesi in occasione del decennale.
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sabato 1 novembre 2008

C'E' QUALCUNO CHE HA ANCORA VOGLIA DI ESSERE MILIONARIO?

Canale5 è sempre alla disperata ricerca di un qualcosa che possa colmare un vuoto che si presenta ciclicamente ogni stagione. Un tassello che possa completare un puzzle altresì perfetto e che, se rinvenuto, è accompagnato dalla perdita di un altro similare. Una sorta di domino che come effetto principale ha, seppur in piccole dimensioni, la perdita di smalto per quanto riguarda l'ammiraglia. Questa stagione autunnale, sulla falsariga di quanto avvenuto due anni fa, sta dimostrando quanto sia stata soprattutto tirata la corda in prima serata, dove solamente i baluardi e i pilastri della rete hanno resistito e stanno tutt'ora agendo sotto tale ottica. Oltre al prime-time, però, fa acqua anche il preserale, sicuramente nervo scoperto di un tessuto, il day-time, che si è rimesso altamente in sesto proprio nel periodo che va dal 2006 al giugno del 2008, con la costituzione di MattinoCinque, con il passaggio di Forum arrivato da Rete4, con il rafforzamento del pomeriggio tutto soap, De Filippi ed Amici, e la nascita di un ancora piccolo PomeriggioCinque. La fascia è, come oramai accade da quando un oramai antiquato Passaparola fece la propria comparsa sugli schermi del canale per sopperire al flop di Fiorello Superboll, nelle salde mani di Gerry Scotti, ritenute sicure fino a poco tempo fa. Analizziamo i fatti, facendo un piccolo salto indietro nel tempo.

Nella stagione del 2006 Amadeus torna in Mediaset e propone un nuovo quiz che desse possibilità a Scotti di poter fare altro per l'azienda, così come da lui ampiamente desiderato. La sua Formula segreta, però, si rivelerà un grandissimo flop che toccherà anche i soli 14 punti percentuali. Scacciate via le voci che volevano un adattamento alla fascia preserale del gioiellino dell'estate Cultura Moderna, non si chiude definitivamente un altro flop, questa volta appartenente alla fascia serale, ma lo si rimodella. Ed è così che Fattore C diventa il nuovo preserale di Canale5. Bonolis e Laurenti alla guida di un simil Affari Tuoi che solo nelle ultime giornate di trasmissione riusciva a toccare, per quanto riguarda gli ultimi sette, otto, nove minuti i cinque milioni di telespettatori. Una sostituzione, quindi, era quanto di più prevedibile possibile. A dicembre inoltrato, annunciato in pompa magna, ritorna Chi vuol essere milionario?, a tutti gli effetti il cavallo di battaglia del salvatore della fascia. Il successo è istantaneo: una media che supera il 28% di share ed è testa a testa serrato con L'eredità di Carlo Conti. Un seguito tale che un solo momentaneo ritorno (si parlava, infatti, di circa un mese di programmazione) si protraesse sino a maggio, quando Amadeus propone 1 contro 100, il quiz dalla tenuta criticata ma effettiva, con la sua media del 20% di share che oggi sarebbe una manna dal cielo. A settembre 2007, però, Mediaset decide di lasciar perdere e di ridare il preserale alla creatura in onda oramai dal 2000, quando ancora rappresentava un evento con i suoi appuntamenti serali domenicali. Viene introdotto un nuovo aiuto, il cosiddetto switch che si accompagna ai tre cardini noti al pubblico. La media si abbassa in maniera non del tutto sensibile, pur essendo in piena media di rete. Al di là della sovraesposizione ventilata dai produttori del gioco, Chi vuol essere milionario? torna nel 2008, anche se solo fino ad aprile. E gli ascolti calano ancora. Durante la sua assenza estiva, in cui sono stati testati i dimenticabili 50-50 e Jackpot, fate il vostro gioco! il pubblico si disaffeziona alla fascia di Canale5 e le conseguenze, unite all'inflazione vigente sul game, hanno portato a conseguenze disastrose per l'attuale stagione.

Il Milionario torna, ma il suo ritorno è più che mai snobbato. La colpa si sarebbe potuta dare a quella che, precedentemente, abbiamo visto essere la disaffezione del pubblico al preserale dell'ammiraglia Mediaset, in maniera anche accettabile. Gli ascolti precipitano e capitombolano al 17% di share. Dopo due mesi, si stabilizza al 19%, ben quattro punti in meno rispetto alla media di rete. Più che mai si è sentita l'esigenza del puntare su di ben altro, tanto è vero che a dicembre ci sarà, come abbiamo avuto modo di vedere nei palinsesti delle strenne 2008-2009 Mediaset, una nuova oscura produzione.

Le conseguenze della sovraesposizione del gioco, pur affascinante nelle sue oramai tedianti ed arcinote dinamiche, si sono avute non solo sulla fascia preserale, che quest'anno è in netto calo a livello d'ascolti, ma anche, e più sfortunatamente, sul gioco in sé e per sé, evidentemente inflazionato. Nato come quiz d'ultima generazione, per la caratteristica originariamente di rilievo della multiple choice, oggi appare come oltremodo noioso. E non bastano modifiche alla scalata verso il milione o al carnet degli aiuti a sovvertire il declino di cui è soggetto. Solo un riposo, quanto mai necessario, potrebbe ridonare smalto ad uno dei game che ha fatto innegabilmente la storia della rete e del genere quiz. Il problema, però, affonda le radici in un più ampio problema che abbiamo già affrontato: quando le idee scarseggiano o quando esse ci sono, ma sono portatrici di numerosi déjà-vu, non sempre il riaffidarsi al noto è garante di sicurezza. Prima o poi tutto, se non rinnovato ed oliato nei meccanismi, arriva a saturazione e a rigetto da parte del pubblico. Il gioco di Scotti, quindi, come esempio vittima della ripetitività e della scarsità autoriale della tv nostrana odierna. Chi vuol essere milionario? Nessuno, davvero.
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venerdì 25 luglio 2008

QUANDO L'ESTATE È PROPEDEUTICA ALLA... "SPERIMENTAZIONE"?!

Era inizio luglio quando, in un tiepido pomeriggio, ci dedicammo alla riflessione relativa al cosa ci avrebbe proposto la nuova bella stagione, tanto calda quanto vuota, da un punto di vista, ovviamente, strettamente televisivo. Chi si aspettava tutte le tipologie di premi, non è stato deluso. Chi è patito delle repliche – oddio, se ne trovi qualcuno: io stento - può dichiararsi soddisfatto. I telefilm hanno riservato qualche delusione, nonostante li avessimo immaginati come tesori sicuri da tenersi stretti e da non dilapidare nel giro di un attimo, tra spostamenti in seconda ed in terza serata e barbare scelte, quali quelle del mandare tre episodi consecutivi per cercare di fare apparire la cifra due nella lettura dello share. Giro di boa dell’estate 2008. Siamo a fine luglio, e dato che ad agosto la Tv va realmente in ferie (anche alcuni programmi prettamente estivi vanno in soffitta venendo sostituiti da - guarda caso – repliche di qualsiasi tipo) dobbiamo ricrederci, almeno parzialmente. Qualcosa, un minimo, un pizzico di novità, in questi tre mesi, ci è stato proposto. Ora, facendo da parte ogni qualsiasi tipo di snobismo e di pregiudizio aprioristico nutrito per personaggi di dubbia qualità e direttori di rete evidentemente avvezzi al rischio, dobbiamo dire le cose come veramente stanno. Non siamo stati lasciati solamente in balia dei gialli della Fletcher o dei casi del tribunale di Forum che conoscevamo da un bel po’ di tempo, diciamocelo. Sembra che da un paio di anni a questa parte queste afose giornate abbiano preso una piega diversa, sotto un certo punto di vista, legandoci solamente a ciò che accade nel panorama delle ammiraglie.

Una volta essere stati deliziati con tutte le assurdità più assolute riproposte, la televisione, d’impatto, verso le 19 sembra accetti la possibilità di essere accesa. Da una parte il giochino nella mani di un Pupo, che smantella un giocattolino semplicemente perfetto con le urla da pescivendolo al mercato generale, dall’altra un sempre più affarituoieggiante croupier Papi - che di comune al primo ha solamente la doppia p nel nome, per militanza sugli schermi e per bravura - alla guida di giri di palla tanto snobbati dal pubblico della rete quanto commentati in maniera effervescente. L’intento di questi programmi, Reazione a catena da una parte, Jackpot dall’altra, è chiaro. Si sono presi due piccioni con una sola fava: sperimentare - parolina chiave di questa stagione e della passata – affinché venga trovato qualcosa da sostituire o da alternare alle macchine rodate e continuamente oliate di anno in anno relative ai due preserali, continuamente riproposti, invernali ed autunnali da una parte, intrattenere chi non va in vacanza dall’altra. Spazio al telegiornale, giusto mezz’ora, e il televisione può, incredibilmente, essere lasciato ancora accesso così come prima: è tempo degli access, no? In questo caso scendono in campo due fuoriclasse del mezzo televisivo: Frizzi, re dell’estate scorsa con le sue identità da svelare, e Greggio, forte dei 9 mesi alla guida di Striscia che, manco a dirlo, esce sempre vittoriosa da ogni confronto. La botola, esperimento mal riuscito, negli intenti così come nella resa, frutto del mescolamento delle parti migliori - o quantomeno ritenute tali - di due o tre format già conosciuti da una parte, aspiranti Veline, per una sorta di continuità con il resto dell’anno, che ballano e danzano dall’altra. Nonostante il lungo protrarsi dei due programmi, quasi un testa a testa a chi finisce dopo, per racimolare qualche decimale di share in più e proclamarsi programma più visto della giornata, il nostro strumento vive un dubbio: spegnersi in tutti i sensi e lasciare uscire chi lo fissa da già due ore o proporre qualcosa di “nuovo”?

Molto spesso è prediletta la prima scelta, e ci mancherebbe altro: è estate, e dopo gli sprechi, premiati o meno dal pubblico e in vista dei quali, anche per la nuova stagione, nulla di particolare rilievo è proponibile, tutto ci appare come normale - non da telespettatori, certamente. A volte, l’altra via non viene del tutto ostruita con forza. Un minimo di luce c’è, traspare e ciò è sinonimo che un modo per batterla esiste: quello relativo al sabato sera. Ancora una volta, la sperimentazione è la nostra chiave d’accesso. Quattro esperimenti che vi stiamo raccontando sabato per sabato, quattro show diversi - tra di loro, perché, guardandoli, tutta questa novità non è visibile, e si soffre di un deja vu multiplo – e quattro starlette, le rinominate (?) Del Noce’s Angels, che hanno la possibilità di sbarcare alla serata più importante della settimana - ammesso e non concesso che già siano approdate in prime time... -, nonostante ci sia qualcuno che ha il coraggio di dire come stanno le cose, armandosi di coraggio e di estrema razionalità. Adesso, proviamo a fare il punto della situazione. Le repliche, i premi, i telefilm ci sono. Perché non dire anche che ci sono questi differenti esperimenti, al preserale, all’access e anche in prima serata? Perché non sono effettivamente tali o perché si vuole ricorrere nella scontatezza del giudizio della massa? Noi, per dovere e per passione, vogliamo comunque essere sinceri.
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martedì 15 luglio 2008

JACKPOT, FATE IL VOSTRO... FLOP!

Il preserale di Canale5 è Scotti-dipendente, è un dato di fatto. Anzi, per correggere il tiro, dovremmo dire è Milionario-dipendente. La scalata sino alla 15ma domanda, i tre aiuti più familiari della nostra televisione, la scelta del dito più veloce sono abitudini alle quali gli italiani non intendono rinunciare. Non è, ad onor del vero, sufficiente il faccione del bonario conduttore pavese a tenere in obiettivo tutta la fascia del presera, seppur garantisca una buona percentuale d’ascolto, quanto piuttosto un coniugare perfettamente questo all'elemento Chi vuol essere Milionario?. Per condizioni imposte dalla casa di produzione del quiz, domande intervallate a ragionamenti e tempi dilungati non possono coprire tutti e due periodi di garanzia e per questo motivo sempre più spesso si ricorre allo sperimentare nuovi game e nuovi giochi. Scartata l’ipotesi Amadeus, intento a ritornare in Rai, s’è pescato fra il parco conduttori il nome del successore (estivo) di Gerry Scotti.

La scelta è caduta su Enrico Papi, che aveva alle sue spalle già un’esperienza del genere, con l’investigativo L’imbroglione, datato 2004 ma, soprattutto, forte di una primavera aurea con la conduzione della rediviva Ruota della fortuna. Tratto dal format francese Mister Chance Jackpot, il gioco che è chiamato a condurre si intitola Jackpot, fate il vostro (manco a dirlo) gioco. Una grande roulette formata da 25 caselle numerate la vera e propria protagonista del quiz attorno a cui si snodano i 70 minuti del game. La prima versione del gioco prevedeva due concorrenti per ogni partita, che nella prima fase avevano il compito di accumulare quanto più altisonante montepremi possibile, lanciando una fantomatica palla, con il sottofondo musicale del caratteristico (e successivamente soppresso) jingle della trasmissione, sulla ruota. Non solo numeri su di essa, corrispondenti alla somma che i concorrenti potevano accumulare rispondendo ad una semplice domanda le cui opzioni di risposta erano un semplice sì o no, ma anche caselle jackpot, una volta caduta la palla sulle quali al totale messo da parte si sarebbe potuto aggiungere una cospicua somma mediante la risoluzione della cosiddetta raffica di domande (5 risposte esatte da dare in soli 30 secondi), e out, a partire dalle quali ci sarebbe potuto essere uno scambio di concorrenti all’interno della partita stessa, solo rispondendo male ad una determinata domanda denominata ugualmente out. La parte finale (ed è questa la peculiarietà del gioco per essere un preserale dell’ammiraglia Mediaset, in quanto spesso si è fatto ricorso a giochi dalla durata non specificata, come lo stesso Milionario o 1 contro 100) prevedeva 7 domande, una volta risposta risolte le quali si potevano scegliere tanti numeri sulla ruota quante le risposte esatte date. L’ultimo tiro di palla, preannunciato dall’entrata della valletta Karina Michelin, la “donna del destino”, era il culmine della gara: se la palla si fosse fermata sui numeri scelti precedentemente dalla coppia in gioco, il montepremi sarebbe stato vinto. Cosa accaduta, a memoria, solo un paio di volte. Il gioco, che debutta lunedì 26 maggio 2008, ottiene alla prima puntata il 18.79% di share, un punto abbondante in meno rispetto al predecessore 50-50, stabilizzandosi, nelle settimane successive, al 16%. Davvero troppo poco per una fascia che, nonostante sia fuori garanzia, è ritenuta estremamente importante.

Cambiamenti in vista, anzi. In realtà viene messa in atto una reale riformulazione delle regole del gioco, ovviamente non preannunciate ma scopribili solo a puntata iniziata. Stravolto sin dalle sue radici, l’unico elemento in comune con la versione precedente è la stessa roulette. Il quiz, da questa volta in poi, si suddivide in giochi. Nel nuovo modello, nell’anteprima viene messa da parte una somma in modo tale che faccia da base monetaria a tutta la partita che viene disputata successivamente, alla quale partecipano solo due concorrenti, senza la possibilità che vengano cambiati per un errore di risposta alla casella out -che, come diremo tra poco, non esiste più-. Un gioco di semplici attinenze tra un termine e altri dieci, di cui cinque prevedono una connessione effettiva mentre altrettanti cinque sono inseriti per distogliere l’attenzione. Per ogni attinenza individuata, 5.000 euro. Le caselle, sempre numerate, non vedono l’aggiunta di jackpot od out, bensì dei colori verdi e rosso. Le prime, mediante l’indovinare un parola di cui lunghezza ed iniziale note, consente il raddoppio del montepremi, mentre le seconde lo dimezzano. Alla fase finale, come bonus, si accede con già alcune caselle accese (tutte quelle verdi inutilizzate durante la partita) alle quali si possono aggiungere altre, tante quante le risposte esatte date ad un questionario fatto da 10 domande rispondibili mediante il sì o il no - è l’unica parte del quiz ancora in questo modo, dato il mutamento in uno squallido game multiple choice dell’intera struttura -.

Quali sono state le cause dell’insuccesso dell’ennesimo tentativo di sviare il preserale di Canale 5 da Scotti? Prima di tutto, il conduttore: anche in questo caso, Enrico Papi si conferma come il presentatore per eccellenza di Italia1, ma totalmente inadatto alla sorella maggiore. Il provare a distaccarsi dal suo modo di essere giovanile, estroso, un po’ matto per assunzione di una veste più consona al nuovo impegno presosi, lo rendono altamente impacciato e timoroso. C’è anche da dire che, come raramente accade, dato comunque una non particolare attrazione basale del quiz, è il conduttore a reggere la baracca, come succede quotidianamente, in più evidenziato modo, in Affari Tuoi. Il gioco, per come inizialmente è stato proposto, aveva un proprio appeal scaduto e reso banale nel tempo. Ad esempio, il frequente cambio di concorrenti in seguito ad un out portava aria di freschezza anche solo all’interno di una puntata, che non rischiava così di appiattirsi e di ripiegarsi su sé stessa. Ogni partita aveva un suo perché, aveva il motivo per farsi seguire per l’imprevedibilità insita alla sua struttura. L’ultimo tiro di palla, la cui tensione è sottolineata da jingle musicali mai inadatti, è ricco di teorica suspence che va, però, a disperdersi nel giro di un attimo e non trova buona realizzazione nella pratica. I cambi autoriali per sovvertire l’evidente flop non hanno fatto altro che svecchiare ulteriormente il gioco, quando invece è proprio l’errore che non si doveva commettere dato che in estate pochissimi giovani seguono la Tv. Non si richiedeva ovviamente un eccessivo (ed effettivo) cambio di rotta che vertesse e strizzasse l’occhio al target più adulto, ma le canzoni di sottofondo, un Papi che gioca con i suoi concorrenti dando spazio e forma a siparietti a volte ridicoli, concorrenti che sempre più spesso danno l’idea di essere attori, non aiutano assolutamente. Assurda la giustificazione relativa al granitico pubblico di RaiUno che non si schioda dal suo preserale, che sia Alta Tensione o Reazione a Catena, e dalla rete in generale dato che in più occasioni ha testimoniato come, oltre l’uno, esistano altri tasti sul telecomando e sappiano usarli.

Il format, tuttavia, non è completamente da buttare. Una sua possibile e giusta collocazione è probabilmente quella dell’access di Italia1, alternandosi alla Ruota della Fortuna, proprio per gli aspetti che lo stanno rendendo il più grande flop di questa estate. Un’altra cartuccia è stata male sparata, e intanto i promo annunciano il ritorno del Milionario, quasi come se fosse un pegno da scontare annualmente. Riuscirà Canale 5 a trovare un buon sostituto per quest’ultimo, anche se non un quiz? Io ho i miei dubbi.
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martedì 6 maggio 2008

FABRIZIO FRIZZI, NEL PRESERALE ESTIVO 2008 DI RAIUNO CON “LA BOTOLA”?

Sembra sia destinato a Fabrizio Frizzi il futuro della fascia preserale di RaiUno. Nei sessanta minuti o poco più che precedono il Tg1, la prima rete ammiraglia sembra aver scelto il prodotto che dovrebbe mandare in vacanza Carlo Conti. Beh in effetti il presentatore toscano è da settembre lì posizionato, sempre con successo; maggiore gradimento con la nota Eredità, minore ma sufficiente a vincere la concorrenza di Gerry Scotti ed il suo Fifty Fifty, con la meno esaltante, a mio parere, esperienza di Alta Tensione. Fabrizio Frizzi dovrebbe tornare in una fascia a lui molto cara. La stessa che lo vedeva protagonista con il caro vecchio ed indimenticato Luna Park, in collaborazione con altri professionisti, e che lo vedeva in un doppio impegno settimanale in uno sfortunato periodo di Pippo Baudo, alle prese con problemi di salute.
La Botola dovrebbe essere il nome del programma. E quanto riferisce un noto settimanale di gossip e televisione, DivaeDonna. Ecco l’estratto:
Grande riserbo nei corridoi romani della Rai sulla prossima trasmissione di Fabrizio Frizzi. Scelto il titolo: La Botola. Scelta la fascia oraria: prima del Tg1. Da quando? Quando Carlo Conti avrà finito Alta Tensione. Sarà.

In effetti, finora, le voci di corridoio, specialmente sull’informato TvBlog, parlavano di un impegno di Frizzi nella fascia dell’access prime time, quella ora occupata da Affari Tuoi con Flavio Insinna, in un programma che facesse il verso alla Corrida. Già se ne parlò nello scorso gennaio 2007, di un Fabbrica di Stelle con un Marco Baldini tenuto a freno dal fido compare Fiorello. Appare però, sempre che questa notizia dovesse realmente realizzarsi, a questo punto probabile quanto si vociferava in altra direzione. Pupo dovrebbe tornare con il suo Chi Fermerà la musica?, versione riveduta e corretta (?) del karaoke, scontrandosi con le Veline di Antonio Ricci, e Fabrizio Frizzi dovrebbe accomodarsi nella delicata fascia del traino al Tg1, che anche a Cologno Monzese prevede cambiamenti con l’arrivo della bella stagione, anche per far riposare il coriaceo Gerry Scotti, stanco almeno quanto Carlo Conti. I Soliti Ignoti meritano di tornare, e spero che questa mossa sia diretta in tal senso. Aspettare che, con l’inverno e senza Fiorello e due minuti vari, la trasmissione delle identità venga maggiormente valorizzata da RaiUno, senza rimanere nell’ombra di un Affari Tuoi, che appare certo in palinsesto futuro, ma sempre più incerto nella conduzione.
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