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domenica 22 marzo 2009

MAURIZIO COSTANZO ALL'ARENA "MARIA HA PAGATO L'OSPITATA A SANREMO. NON SAPEVO DELLA FINE DEL CONTRATTO DI MIKE BONGIORNO"


L'Arena di Massimo Giletti, nel bene e nel male, fornisce sempre interessanti spunti di riflessione ed attenzione anche da parte nostra, da parte di ScavicchiaLaNotizia. Ospite d'eccezione in questa puntata di oggi è Maurizio Costanzo, giornalista storico del piccolo schermo ed oggi, soprattutto, marito di "nostra(?) signora della tv" Maria De Filippi. La discussione si impernia su quanto dichiarato dallo stesso Costanzo nei confronti di Mike Bongiorno, ed i suoi spot realizzati su Sky in favore del debutto di Fiorello sul satellite. Ecco cosa ha dichiarato Costanzo, e che noi di ScavicchialaNotizia siamo in grado di riportarvi:
Io non sapevo come fossero le cose. Io volevo segnalare la capacità mediatica di comunicazione di Fiorello. Fiorello si è fatto ancora più pubblicità rispetto a prima. In questa occasioni alcune persone hanno insinuato che io avessi un odio verso Sky. Queste persone non sanno che io sto facendo già una altra trasmissione per Sky, e che sto trattando per farne già una altra il prossimo anno. Quindi si parla senza sapere.
Noi di Mediaset siamo abituati a delle regolette. Se io vado in una altra emittente a fare pubblicità ad una mia trasmissione farei un reato. Fiorello sbaglia a dire che Mike può permettersi di tutto. Se si ha un contratto si deve rispettare. Io dal prossimo giugno non ho più alcuna esclusiva con Mediaset e quindi queste cose me le posso permettere. Essendo ora Mike senza contratto può fare quel che vuole. Ritengo che FIorello abbia costruito in maniera egregia la comunicazione. Ha già vinto. Anche se fa solo 7 spettatori, ha già vinto. Io non mi sono ancora sentito con Mike, anche se io ci tenevo molto a precisare che in queste occasioni parlano tutti, ed il fatto che qualcuno abbia letto una rabbia nei confronti di Sky non è assolutamente giusto. Che parlano a fare?
Eleonora Daniele lancia una provocazione. E se la discriminante del tutto fosse il costo del contratto di Mike Bongiorno, di cui Mediaset si è voluto sgravare?
No, non credo. Mike è un parente di Mediaset, più che un dipendente. Probabilmente l'aria che tira sia nella televisione pubblica che in Mediaset, in termini pubblicitari, non è delle migliori, e quando non c'è progetto, si preferisce forse non rinnovare il contratto. In ogni caso un pò lo è una mancanza di riconoscenza. Agli ascolti stanno attenti tutti, però esistono comunque un pò delle circostanze diverse che bisogna valutare. Il nostro è un mestiere sulla sabbia. Difficile che rimanga qualcosa.
Interviene Luca Giurato, stupito da quanto dichiarato da Maurizio Costanzo. Dopo aver giustificato il licenziamento di Bongiorno per "scarso rendimento" non crede al fatto che Costanzo non sapesse della fine del contratto Mediaset-Bongiorno.
Fai quel che vuoi, ma io non lo sapevo. Non si fa un discorso sul rendimento di una persona come Mike Bongiorno. E' un discorso che non deve esser fatto nei confronti di un Bongiorno che la televisione l'ha inventata sin dall'inizio. A questo punto mandiamo a casa persone che hanno una certa età. Ci sono persone che già a 30 anni non rendono.
Massimo Giletti rincara la dose. Oltre alle polemiche riguardanti Bongiorno, Maurizio Costanzo, seppur indirettamente è stato protagonista dello scontro avvenuto tra Maria De FIlippi e Simona Ventura nel martedì sera. E Costanzo risponde:
Ci sono due peccati originali. Veronica Maya e Maria a Sanremo. La Maya ha floppato ed ha liberato il posto del martedì, Maria nel frattempo ha fatto il suo mestiere, ma Canale5 doveva chiedergli qualcosa di ritorno per Sanremo. Maria non gradendo questo spostamento, nonostante già si sapesse come sarebbero andati gli ascolti, ha pensato di fare un collegamento per sdrammatizzare, anche a danno di Amici. Nonsi è voluto fare questo perchè ci si prende troppo sul serio. Maria finisce questa settimmana, ed X-Factor trionferà quello che deve trionfare. Era molto carino il fatto del collegamento di Maria con la Ventura.
Lamberto Sposini non crede al fatto che la proposta fosse fatta in buona fede. Si è trattata infatti di una provocazione da parte di Maria De Filippi, consapevole della irrealizzabilità della cosa. E quando Klaus Davi chiede riguardo un probabile ritorno in Rai di Costanzo, quest'ultimo risponde:
Non torno in Rai perchè la Rai non mi ha proposto di tornare. Io ho concluso l'esclusiva con Mediaset, ed ora bisogna vedere cosa succede. Diamo argomento ad una altra puntata dell'Arena.
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domenica 1 febbraio 2009

SCAVICCHIAMAIL: L'ARENA DI MASSIMO GILETTI, LA VIOLENZA SULLE DONNE E LA QUESTIONE ROM


Puntata scalpitante ed interessante quella di oggi, dell'Arena di Massimo Giletti, su RaiUno, l'"incipit" al contenitore domenicale di RaiUno. Il tema? Profonda cronaca: la violenza sulle donne e la situazione rom, due temi di cronaca fortemente sentiti e tristemente collegati in questa settimana di cronaca appena trascorsa. I fatti di Guidonia hanno ancora una imponente eco e Massimo Giletti, mettendo da parte il Grande Fratello ed i suoi presunti e costruiti scandali, ha posto in risalto fatti ed interessanti testimonianze. Il tema della violenza sulle donne, facendo riferimento alle aggressioni che hanno segnato la nostra cronaca, come quanto accaduto alla sig. Reggiani nello scorso anno. E proprio a tal proposito, per quanto riportato da Massimo Giletti in studio, è intervenuto in diretta Angelo Gargani, Presidente della Corte di Assise di Roma.

Si continua a disinformare. Lei ha detto delle cose molto inesatte. Non gli è stato dato l'ergastolo, non perchè la vittima ha opposto resistenza, ma per l'ambiente degradato dell'aggressore e per il fatto che fosse incensurato. Le attenuanti generiche sono state date per altri motivi, non per quelle che lei ha riferito. Il problema della difesa è riferito alla costruzione dei fatti realizzati dal processo.

Proprio a tal proposito, vogliamo proporvi quanto ci ha inviato una nostra lettrice, Edda, attraverso la nostra rubrica ScavicchiaMail, ringraziandovi sempre per quanto affetto ci dimostrate al riguardo. Inviata all'indirizzo scavicchialanotizia@libero.it la nostra lettrice ha esternato un proprio parere al riguardo, prendendo una netta di posizione, che qui vi riportiamo.
Carissimo Giletti,
Sono in ascolto. E' ora di finirla di dare la colpa alla legge, di sostenere che è da modificare; in realtà abbiamo dei MAGISTRATI INCAPACI, non sanno applicare le leggi, non conoscono la filosofia del diritto. Ciò è evidenziato dal fatto che il ragazzo ammettendo il suo reato di violenza è vero che non può inquinare le prove, ma è pure vero che ha commesso il reato, lo ha confessato, quindi non è più innocente.Incapace il Magistrato che applica la legge che definirebbe il ragazzo innocente, mentre cessa lo stato di innocenza del ragazzo dal momento della sua confessione.Se fossi un familiare della ragazza che ha subito la violenza denuncerei il magistrato per la sua sentenza e chiederei risarcimenti allo Stato, oppure l'intervento dello Stato nel sospendere il magistrato dal suo incarico.Comunichi il mio parere nella sua arena e soprattutto al P.M. di Venezia presente in trasmissione.Grazie, cordiali saluti. Edda
Questa volta però, vista la pregnante importanza del tema, oltre a riportare quanto inviatoci, vogliamo esternare un nostro pensiero al riguardo. In verità credo che il malcontento del popolo relativamente alla certezza della pena forse potrebbe essere risolto con una duplice tipologia di intervento: da un lato la modifica delle norme del codice penale e del codice di procedura penale relative alle pene ed alle loro modalità di applicazione; dall'altro una riduzione degli spazi di discrezionalità lasciati ai giudici nella applicazione concreta delle norme stesse.
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domenica 18 gennaio 2009

ARENA DI MASSIMO GILETTI. CONTINUANO LE POLEMICHE PER LA LETTERA DI ADRIANO CELENTANO. THE SHOW, DAVVERO, MUST GO ON?

L’Arena che oggi Massimo Giletti ha tenuto su RaiUno può sicuramente fornire numerosissimi spunti di riflessione. La televisione, il suo mondo con annessi e connessi ovviamente al centro della attenzione del talk di Massimo Giletti, contestualizzata nelle tristi vicende di cronaca che, a meno di palese superficialità e menefreghismo, sta attanagliando la nostra quotidianità. Il tutto nasce dalla lettera che Adriano Celentano ha reso pubblica sulle pagine del Corriere della Sera nell’inizio settimana. L’intrattenimento come valida alternativa alla cronaca, come una boccata di ossigeno per quanto sta accadendo nel mondo, ringraziamenti a Milly Carlucci a parte, facendo i complimenti a Ballando con le Stelle. Da lì uno strascico che ha coinvolto lo stesso Paolo Bonolis (per Claudia Mori una occasione evitabile di fare pubblicità al suo imminente Sanremo 2009, che già in settimana aveva invitato lo stesso Bonolis, in maniera provocatoria, a disdire il suo Sanremo in occasione delle situazioni belliche tuttora in atto) per poi ritrovare un ennesimo atto nella trasmissione di Massimo Giletti e la sua Arena. Vittorio Sgarbi, Mughini, Lamberto Sposini e Luca Giurato complici di una miccia pronta a scoppiare, soprattutto complice la telefonata della stessa Claudia Mori e l’atmosfera irriverente e bellica in ogni caso presente nello studio di Domenica In – L’Arena.
Ed ora? Beh, una nostra riflessione, che in verità prende fortemente spunto da un interessante polemica innescata da Mughini nel corso della puntata. La televisione, l’intero mondo dello spettacolo dovrebbe fermarsi in corrispondenza di critiche situazioni di cronaca, in barba a qualsiasi principio dello “show must go on”. Possiamo essere d’accordo? E soprattutto, perché non affrontare il discorso in manierà più dettagliata? La televisione probabilmente ha diverse funzioni. Quella della informazione dovrebbe essere ottemperata dai telegiornali ed approfondimenti giornalistici. E questo, a meno di spiacevoli occasioni straordinarie, dovrebbe essere in ogni caso essere affiancato da funzioni di intrattenimento. Come dovrebbe comportarsi il nostro piccolo schermo, allora, nel momento in cui i conflitti affliggono il mondo per intere settimane? Non si confondi tal discorso con uno meramente egoistico, ma perché non affidare l’informazione ai soli competenti. A meno di sfarzi e pailettes evitabili in corrispondenza di gravi condizioni di attualità, perché non “usare” la televisione per tenere lontani i nostri pensieri da ciò che accade di grave nel mondo? E soprattutto, chi decide quali notizie possano inficiare sui palinsesti e quali meno. Esiste un valore associabile alla vita di alcune persone, tale da influenzare la messa in onda o meno di un programma leggero e di intrattenimento come Ballando con le Stelle? Chi decide e cosa la gravità di una notizia? Quanti ostacoli e paletti si porrebbero dinanzi alla messa in onda di questa o quella trasmissione.
Lo show must go on allora, nei limiti della decenza. Non si pretende la messa in onda dell’Isola dei Famosi in una serata tragica, ma si richiede un minor grado di ipocrisia da parte di tutti coloro che trovano maggiore facilità nelle parole da esternare, che nei fatti da compiere. Non credo che il rispetto vero verso le tragedie che stanno tuttora avvenendo sulla Striscia di Gaza possa essere concretizzabile nella sola dismissione di Ballando con le Stelle. Una facciata da costruire piena di “vuota concretezza”. Che parlino i fatti dei politici, gli accordi istituzionali, e lasciate parlare la nostra scatoletta nera.
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domenica 4 gennaio 2009

UN MAURIZIO COSTANZO "PENTITO", ALL'ARENA DI MASSIMO GILETTI :"HO SEMPRE DETTO DI VOLER CONCLUDERE LA MIA CARRIERA IN RAI"

La televisione regala delle sorprese, e la giornata televisiva odierna rientra sicuramente in questa categoria. Domenica surreale, ma d'altronde ve lo avevamo segnalato con un apposito post. Maurizio Costanzo infatti, nonostante la concorrenza di Maria De Filippi ed i suoi Amici, proprio oggi era presente nella Arena di Massimo Giletti, oggetto di nostra particolare attenzione e critica in questa giornata, grazie al nostro ElBarto.
Strano vedere un volto storico della televisione privata nella televisione pubblica. Raramente infatti Maurizio Costanzo ha realizzato "comparsate" a Viale Mazzini. Indimenticata la trasmissione in coppia con Michele Santoro anni fa or sono, e qualche presentazione di qualche libro a "casa di Gigi Marzullo". Ma, da 25 anni, il giornalista romano è emblema di Canale5, con il suo talk Maurizio Costanzo Show, con le sue Buona Domenica, più intrise di trash che di giornalismo, in verità. Nel pomeriggio un intero spazio del talk di Massimo Giletti è stato dedicato a Maurizio Costanzo. Ripercorrere la sua carriera, con filmati più o meno interessanti, vagando tra la fase attoriale del giornalista con Orazio, sino a spulciare negli aspetti più provocatori di Maurizio Costanzo, spesso al centro di polemiche proprio per tal motivo.
Ed ora? Maurizio Costanzo, dopo aver dichiarato di non essere mai stato ostile alla Rai, personalmente, mi da sempre più l'impressione di "essere pentito". Pentito di aver "rovinato" la sua professionalità con la partecipazione a spettacoli di certo non degni del suo passato. Pentito per aver messo la faccia ed avere raggruzzolato a piene mani nell'innegabile "leggerezza" de Il Grande Fratello. L'impressione personale è che lo storico testimonial de "la camicia con i baffi" voglia riprendere un suo post nella "televisione che conta". Slegarsi dai reality show da cui tanto ha attinto, riprendere le fila di quel discorso prettamente giornalistico e di inchiesta iniziato ben 45 anni fa a Viale Mazzini. Quella stessa Viale Mazzini in cui Maurizio Costanzo vorrebbe concludere la sua carriera. Difficile immaginare un trasferimento matrimoniale con Maria De Filippi, ben consolidata nella televisione privata.
Per sbadataggine di Massimo Giletti, o per altro, l'intervista si chiude con una piccola gaffe del presentatore di RaiUno. "Quest'oggi non abbiamo creato nessuna crisi in famiglia. Maria dall'altra parte, non c'è". E mentre Maria De Filippi decideva chi della sua scuola televisiva dovesse accedere alla fase serale di Amici di Maria De Filippi, Maurizio Costanzo rispondeva "no, no...sapeva tutto..."
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INTERVISTA A MASSIMO GILETTI: "LA MIA ARENA LEADER NEI TALKTV, MA NEMMENO UN GRAZIE DALLA RAI. IL MIO FUTURO? CAMBIARE FA BENE..."

E' domenica, come non ascoltare le parole di Massimo Giletti, che vedremo tra poco in video, sulle pagine de IlTempo? Proprio stamane, infatti, il presentatore torinese ha compiuto una "incensante" analisi di quanto lui stesso compia a Viale Mazzini, esaltando ancora più, se necessario, come fatto in passato, la sua Arena. Un talk tutto "made in Rai" e che, a detta dello stesso presentatore, è leader nel genere. Un pò sottovalutato dagli addetti ai lavori, ma cosa bisogna fare più di porlo in concorrenza con uno dei programmi più forti di Cologno Monzese, Amici di Maria De Filippi? E' un complimento di Mediaset, come lui stesso afferma, o trattasi di una fiducia che Viale Mazzini ripone nel suo prodotto? Il futuro di Giletti? Non necessariamente in Rai, a quanto sembra...
Giletti: «La Rai ha paura di investire nel futuro»
Massimo Giletti, torinese, conduttore televisivo sempre controcorrente per vocazione con la sua «Arena», alle 14, all'interno di «Domenica in» su Raiuno, ha inventato il talk-show più amato
.
«Quelli che mi seguono - precisa - sono utenti, non clienti, questa è la differenza tra servizio pubblico e tv commerciale». Oggi gli ospiti del suo spazio sono Vittorio Sgarbi, Valeria Marini e Maurizio Costanzo».
Massimo Giletti, è soddisfatto della sua «Arena»? «Sì, ma che fatica... Invidio Baudo, perché ha un modo di fare tv che non dà tensioni, qualche volta piacerebbe anche a me avere ospite Baglioni. Il mio spazio invece è sempre pieno di incognite. La trasmissione è il risultato di mille attenzioni, anche di mille castrazioni. Ha una preparazione complicata, poi ho l'impressione che a noi controllino tutto, insomma non è come fare una trasmissione su Raidue o Raitre...».
Gli ascolti la premiano. «Sì, abbiamo uno share medio di 21,3, con picchi al 25, quasi quattro milioni di ascoltatori».
Il segreto di questo successo? «Il grande lavoro mio e dei miei collaboratori, un impegno che dura tutta la settimana. Dall'esterno può sembrare che siamo una corazzata, in realtà siamo quattro gatti. "L'arena" è un successo che costa pochissimo. E poi mi piace lavorare soprattutto sui temi che dividono».
Come sceglie i suoi ospiti? «È una scelta complicata, ma in fondo anche semplice, io sono legato all'attualità. Quest'anno abbiamo avuto dei problemi... la cronaca ci ha dato poco».
La trasmissione che ha preferito? «Quella sui "fannulloni" con Brunetta... 4.8000.000 ascoltatori. Poi hanno tolto i politici. Ho sofferto molto questa decisione, non mi piace, priva "L'arena" di interlocutori importanti. Ma io sono un soldato... se il capo ordina io obbedisco. E adesso invidio anche Fazio».
Chi è il suo capo? «Del Noce».
Ma lei si sente sottovalutato? «Chi sta nella stanza dei bottoni sa benissimo chi sono e cosa faccio. Forse più per i miei collaboratori che per me, però, sarebbe bello sentirsi dire un "grazie" che non arriva. "L'arena" è un format originale Rai, l'unico, gli altri sono tutti prodotti esterni. Mi sembra che la Rai abbia abdicato dal produrre al suo interno e questo mi lascia molto perplesso. "L'arena" dimostra che si possono fare cose diverse. Il mio è il talk show più visto della tv, certo non mi confronto con Ballarò o AnnoZero, ma faccio più di loro. Per me il più grande riconoscimento è che Canale 5 mi ha messo contro Maria De Filippi».
Cosa è cambiato nella tv? «Credo che in Italia, e sono uno dei pochi a dirlo, si faccia una grande televisione, con dei limiti nel varietà. I successi del varietà sono legati al passato. Questo è il nostro limite, quello di avere poco coraggio, si ha troppa paura di investire nel nuovo. Il varietà con lustrini e paillettes è morto e sepolto, allo spettatore dobbiamo dare qualcosa di nuovo».
Lo farà lei? «Sì, sì, ci sto lavorando, voglio provare a portare qualcosa di nuovo. In fondo non ho mai proposto un progetto serale».
Vorrebbe fare una trasmissione sul tipo «Mi manda Raitre»? «Un'Arena serale potrebbe funzionare, certo non su Raiuno, ma su Raidue o Tre. A proposito di "Mi manda Raitre", anni fa, quando andò via Lubrano, Minoli mi propose la conduzione della trasmissione. Ma non ho potuto accettare, perché avevo dato la parola per un'altra cosa a Guardì e presero Marrazzo. Forse se avessi detto sì oggi sarei il presidente della Regione Lazio».
Rai per sempre? «Sono un uomo Rai, ma cambiare fa sempre bene».
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domenica 7 dicembre 2008

MASSIMO GILETTI: "LA MIA ARENA E' TV DI SERVIZIO, CON AMICI NON C'E' GUERRA"

Abbiamo già riportato, in un recente passato, una intervista realizzata a Massimo Giletti, il presentatore di RaiUno che, dopo tanti anni sembra aver trovato una sua dimensione televisiva ben definita e delineata: l'Arena di RaiUno infatti, rappesenta un innegabile successo per la domenica televisiva di RaiUno, riuscendo, seppur uscendo sconfitta, a tener testa agli Amici di Maria De Filippi, spesso ghigliottina mediatica per qualsiasi altra proposta televisiva concorrente. Ecco una intervista, riportata direttamente da IlGiornale, al proposito:
«La mia Arena è tv di servizio, con Amici non c’è guerra»
Roma «Stiamo preparando un’inchiesta sulle truffe e sulla Tv come strumento di denuncia contro sedicenti maghi e venditori imbroglioni. Ormai, nell’immaginario collettivo, è più utile chiamare il Gabibbo di Striscia la notizia che andare dai carabinieri».
Insomma, con la sua Arena in onda ogni domenica alle 14 su Raiuno, Massimo Giletti cerca di stimolare la riflessione nei telespettatori di Domenica In. «Sono orgoglioso di condurre un programma realizzato per intero dalla Rai, andiamo in onda da quattro anni e sfioriamo i quattro milioni di telespettatori perché siamo controcorrente. Se la Tv tende sempre più a narcotizzare le menti, noi formiamo e informiamo, anche all'interno di un contenitore pomeridiano d'intrattenimento», spiega il conduttore. «Puntiamo sull'attualità dando più chiavi di lettura di ogni fatto accaduto, ma in questo periodo la cronaca non sta offrendo molti spunti, parla solo di crisi, di disoccupazione, di crollo dei mercati, tutti argomenti che non fanno per noi, non vogliamo bloccare la digestione di chi ci segue», scherza Giletti.
Quest’anno l’Arena si confronta con un campione dell'Auditel, Amici della De Filippi, in onda alla stessa ora su Canale 5. «I nostri programmi sono molto diversi e non interessano lo stesso pubblico, ma competere con lei è stimolante».
D’altra parte, Giletti mantiene uno sguardo critico nei confronti delle proposte del piccolo schermo. «Mi piace Annozero perché fa ragionare e ho trovato meritato il successo riscosso da Carlo Conti con I migliori anni. Ma, più in generale, non mi piace che il passato sia l’ingrediente fondamentale dei varietà. Anch’io ho qualche idea per la prima serata, ma parlarne è prematuro».
In attesa di un’inversione di tendenza nei gusti del pubblico e del palinsesto, Giletti si dà alla recitazione: «Interpreterò me stesso in un episodio di Arrivano i mostri di Enrico Oldoini, con Sabrina Ferilli e Diego Abatantuono. Un cammeo divertente, ma conosco i miei limiti e la carriera d’attore non è nelle mie corde, almeno per il momento il mio sogno resta condurre il Festival di Sanremo. E sono uno che non molla».
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mercoledì 26 novembre 2008

MASSIMO GILETTI: "AVERE CONTRO MARIA DE FILIPPI E' PER ME ORGOGLIO. SIMONA RISENTITA PER LE MIE CRITICHE ALL'ISOLA? NON PENSO..."

L'Arena e Massimo Giletti sono spesso fonte di nostre personali osservazioni e, ahilui, critiche. Questa volta invece siamo intenti a riportarvi uno stralcio di una intervista che, lo stesso Massimo Giletti, ha rilasciato a DivaeDonna, la rivista diretta da Silvana Giacobini. Insomma, un autoincensamento al riguardo del suo posizionamento domenicale, considerando la sua forte concorrenza, quegli Amici di Maria De Filippi fonte di grande successo e gradimento da parte del pubblico italiano. E' pur vero, è innegabile, che il suo spazio, l'Arena, riesce in ogni caso a "tenere a bada" una trasmissione che appare, almeno nella sua versione di primo pomeriggio imbattibile. Un ascolto paragonabile, tendente spesso a quello della scuola di Canale5, dopo averla persino superato in corrispondenza della prima puntata. Proprio per questo, riportiamo quanto detto dallo stesso presentatore torinese.
Soddisfatto della sua L'Arena, del suo spazio a Domenica In? "Il bilancio appare positivo, visto che, con il nostro 20% di share, siamo gli unici in grado di reggere la concorrenza con Maria De Filippi, ce la giochiamo minuto per minuto. Interpreto l'avere contro Maria come un grande riconoscimento nei miei confronti da parte di Mediaset: per me hanno fatto scendere in campo la più forte."
Funziona L'Arena, funziona Pippo Baudo, il resto, dati alla mano, tende a scendere. E' così? "La matematica non è una opinione. La stagione, del resto risulta dura: mi auguro che si troverà presto il modo di recuperare."
E' vero che Simona Ventura si è arrabbiata perchè in L'Arena ci sono stati attacchi all'Isola dei Famosi? "Simona è una donna intelligente che stimo enormemente e con cui ho stabilito un rapporto profondo, tanto che ci sentiamo spesso. Aggiungo -ed è la prima volta che lo dico - che Simona mi è stata molto vicina in alcuni momenti delicati del mio lavoro e de L'Arena. L'Isola dei Famosi è un programma di straordinario successo, di cui è giusto che si parli. Qualche critica, è ovvio, ci può stare, e comunque tutto poi si traduce in pubblicità. Ma da Simona non ho ricevuto
alcuna telefonata, non penso, quindi, sia risentita. E poi, ricordiamoci, che alla fine stiamo solo facendo televisione."
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lunedì 10 novembre 2008

ALL'ARENA DI MASSIMO GILETTI, BELEN, ROSSANO E LUXURIA. LA TV DEI REALITY E LA REALTA' DELLA TOLLERANZA APPARENTE


Massimo Giletti e la sua Arena, sono spesso fonte di critica e polemica. Qualcuno afferma "bene o male, l'importante è che se ne parli", talvolta però è bene soffermarsi su alcuni aspetti non pienamente condivisibili, almeno facendo riferimento alla mia persona. Ieri, seppur cospargendola di critiche, il tema di base era L'Isola dei Famosi, il fortunato reality di RaiDue che, giunto alla sesta edizione, non sembra venir fuori dal mirino del giornalista torinese. Già tempo fa il tutto provocò una prepotente querelle tra Massimo Giletti e Simona Ventura; un mazzo di rose, ed una ospitata reciproca sembrò risolvere tutto per il meglio. Parlarne male, criticare, demonizzare questo genere televisivo sembra essere una abitudine per Giletti, giustificando il tutto con i risultati auditel raggiunti da Simona Ventura: insomma un colpo al cerchio, ed uno alla botte. La "indorazione della pillola" effettuata con la esaltazione dei risultati auditel, almeno per quanto credo, non è di certo la migliore base su cui fondare un discorso che, se di pura critica, deve esserlo fino in fondo, senza nascondersi in esaltazioni puramente economiche, come gli introiti che la Rai "agguanta" grazie agli alti valori di share raggiunti dall'Isola dei Famosi. Il tema? "E' giusto che, in un reality, possa essere svelato un tradimento?". Roba grossa, insomma. Una puntata leggera, a quanto lo stesso Giletti afferma, che sostituisce una più seria riguardante la delicata sfera dell'istruzione, che così instabile sembra essere in questo periodo. Tra una stoccata alla sua rete o ad i suoi autori "Se non vengo messo in condizione di realizzare puntate serie, è normale poi ripiegare su temi leggeri come l'Isola!", Massimo Giletti "accende" il dibattito negli studi della sua Arena. Privi di importanza e rilevanza i discorsi su Belen, Rossano e Luxuria, in ogni caso ripetitivi se confrontati con quanto detto finora in talk, simili ed affini. Vero o non vero il bacio; falso o non falso quanto accade in quel di Cayo Cochinos. La solita solfa insomma, farcita, in quantità industriale, di critiche e derisioni sul genere televisivo che tanto Massimo Giletti predilige "diffamare" ed usare, a proprio uso e consumo. La critica facile, quella banale, proveniente da persone che profondamente conoscono il meccanismo del reality show, ma che in ogni caso sputano nel piatto dove mangiano, in quella che Simona Ventura predilige definire come "la grande mensa dell'Isola dei Famosi!".
Messaggi che vanno e che vengono e che, vuoi che sia domenica, vuoi per altro, stentano ad attirare in ogni caso l'attenzione altrui. Un unico punto, personalmente, mi ha particolarmente colpito. La tolleranza dimostrata, complice la presenza di Emilio Fede, dichiaratosi poi grande amico di Belen, nei confronti di un presunto tradimento, od, in generale, nei confronti di una particolare apertura "mentale", tutta a discapito di altri temi. Non c'è certo bisogno di difesa, nè tantomeno un pregnante basamento di origine politica, ma di certo non appaiono gradevoli, al semplice udito, le continue battute facili sul personaggio che, nolente o dolente, è divenuto vero protagonista di questa edizione: Vladimir Luxuria. Tralasciando i vari lei/lui, verso i quali, in ogni caso, si mostra un pò di abitudine, Emilio Fede è stato particolarmente sgradevole in alcune, dettagliate, occasioni.
Indipendentemente dal palese divario ideologico presente tra i due personaggi, forse giustifica essenziale di alcune dichiarazioni, a mio parere, quelle che possono apparire come idee, andrebbero ben vagliate prima di farle divenire "parole concrete". Un "Luxuria, che non è nè carne nè pesce, con tutto il rispetto per la carne e per il pesce " credo dovesse essere fonte di una maggiore condanna da parte del pubblico, ma di Massimo Giletti in primis, in quanto responsabile dell'intero progetto Arena. Una tolleranza solo finta, vaporosa, che, per la civile convivenza, credo sia più che necessaria. Di quanto fatto da Vladimir Luxuria, precedentemente a questa esperienza isolana. con tanto di piume di pavone e pailettes nel Maurizio Costanzo Show, cosa deve costituire motivo di derisione e finta tolleranza? Una tolleranza spesso solo verbale, priva di ogni fondamento. Una tolleranza spesso comodo emblema di apertura mentale, che resta impressa solo nelle parole ma non nei fatti e negli atteggiamenti concreti.
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