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domenica 7 giugno 2009

GIANCARLO MAGALLI: "IO, L'ANTI-BONOLIS, FELICE DI TORNARE IN VIDEO CON PIAZZA GRANDE. ORA CHE DEL NOCE E' VIA, MAGARI SU RAIUNO..."

http://snepdev.panorama.it/media/foto/2007/05/24/482ebf6666773_normal.jpg
Si dichiara l’anti-Bonolis per eccellenza, e in fondo lo è. Giancarlo Magalli è stato ed è (e dice che sarà) un’aziendalista dalla testa ai piedi, di quelli che alla Rai mai volteranno le spalle. Perché mamma Rai è sempre mamma Rai, quella che l’ha visto crescere, che l’ha formato e, perché no?, gli ha regalato qualche delusione di troppo quando ai vertici c’era qualcuno che alla qualità dava voce alle proprie simpatie e antipatie. Ciononostante, dopo un anno di “clausura” a Mezzogiorno in famiglia, è scalpitante per la nuova edizione di Piazza Grande che tornerà in video a partire da questo settembre. E’ raggiante, Magalli, e in quest’intervista rilasciata a Libero news si toglie anche qualche sassolino dalle scarpe. Sassolini che hanno come unica ragione d’essere un nome: quello di Fabrizio Del Noce. Eccola, nella sua totale interezza.

L’Auditel l’ha dimostrato chiaramente: nel mezzogiorno di Raidue l’attualità funziona di più se viene alternata a musica e giochi. E così, dopo una sola edizione di “Insieme sul Due”, da settembre torna a furor di popolo “Piazza grande” (o forse “I fatti vostri”, che poi è lo stesso), condotto nuovamente da Giancarlo Magalli, affiancato stavolta da Adriana Volpe e Marcello Cirilli, già suoi partner a “Mezzogiorno in famiglia”.

Magalli, contento che il suo programma storico sia tornato in palinsesto?
«Molto, perché in tanti anni si era creata affezione, amicizia con quel tipo di pubblico. Sono contento di aver condotto “Mezzogiorno in famiglia”, che è andato molto bene (ha fatto quasi il 15% di share media, con punte del 18%, n.d.r.), ma per me è stata un po’ una vacanza, perché ero abituato alle interviste, all’attualità, e mi fa piacere tornare a fare quello che ho sempre fatto. Certo sarà dura recuperare gli spettatori che sono passati dall’altra parte, perché il programma che ci ha sostituiti era ben fatto ma forse un po’ troppo serioso per quella fascia e non è riuscito a fare grandi risultati, mentre “Forum”, su Canale 5, ha aumentato il suo bacino con ascolti strepitosi... ma ce li andremo a riprendere uno ad uno!».

Nel frattempo la vedremo nella sit-com “Settevite”, sempre su Raidue.
«Sono tornato a recitare dopo anni, il mio personaggio è un meteorologo presuntuoso e un po’ illuso, che lavora per una tv privata e si dà delle arie: dovevo essere una guest star e partecipare solo a tre puntate, alla fine ne ho fatte più di venti!».

Questo è stato l’esordio nella fiction: ci sarà un seguito?
«Sarei contento se mi offrissero una miniserie, tanto più che nella prossima stagione avrò i pomeriggi liberi. Certo, se Fabrizio Del Noce resta il direttore di RaiFiction può essere che mi faccia fuori anche da lì... ».

Si riferisce al fatto che, in sette anni al timone di Raiuno, Del Noce non l’ha mai fatta lavorare, a parte “Mister” nel giugno del 2006?
«Se è per questo, “Mister” andò in onda per soli cinque giorni... Non mi è mai stato possibile capire perché Del Noce ha tagliato tutti quelli che facevano bene: io, Baudo, Frizzi, la Carrà. Per fortuna Antonio Marano mi ha consentito di rimanere su Raidue, altrimenti mi avrebbe fatto un danno notevole. Anche con la Clerici è passato dalla simpatia all’odio: prima le concedeva tutto, poi le ha levato tutto. Fra chi ha tolto e chi ha messo, non si sa dove abbia fatto più danni».

Cambierà qualcosa con Mazza direttore della rete ammiraglia?
«Spero che per me cambi in meglio! Fino all’arrivo di Del Noce, la mia vita professionale è stata molto felice su Raiuno: sono contento di rifare “Piazza grande” su Raidue ma spero di ricominciare a fare anche un programma di access, un preserale o un serale sulla mia rete storica».


Che ne pensa di Bonolis di nuovo a Mediaset?
«In tv ci sono due grandi opposti: da una parte Bonolis, che fa avanti e indietro con la velocità di un fulmine, dall’altra io e credo Arbore, gli unici a non aver mai cambiato casacca. Ma Paolo fa bene a fare quello che fa, perché ogni volta gli offrono più soldi».

Possibile che lei non sia mai stato tentato di passare al Biscione?
«Solo una volta, nel ’98, per un misunderstanding con la Rai, in un momento di rabbia dissi che sarei andato alla concorrenza. Ci fu un minimo di trattativa ma alla fine mi fecero una controproposta e rimasi. Quella rimane l’unica volta che ho varcato i cancelli di Cologno».

E a Sky ci andrebbe mai?
«Una proposta da parte di Sky dovrebbe essere come quella di Fiorello, al cui confronto sembra che Bonolis lavori gratis, oppure, a parità di soldi, meglio la tv generalista perché il nostro scopo è farci vedere e lì grandi ascolti non ne fai, anche se prendi dal primo all’ultimo abbonato».
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giovedì 21 maggio 2009

NOVITÀ RAIDUE 09/10: RITORNANO PIAZZA GRANDE CON MAGALLI E L'ITALIA SUL DUE CON INFANTE-LEOFREDDI (SE NON BIANCHETTI)?

Comodi, sulla vostra poltrona o accanto al vostro computer, restate comodi, cari lettori. Armatevi però di telecomando e accendete la televisione: schiacciate Raidue. Benvenuti nel disastro più disastroso e disastrato che la televisione abbia mai partorito in cinquantacinque anni di storia televisiva. E’ a portata di telecomando, Raidue, schiacciando un tasto. A portata d’occhio, invece, lo scempio che il quasi ex direttore Antonio Marano ha portato in onda, con un minestrone di programmi non indifferente. Informazione, talk show, soppressioni, telefilm, flop: quanto basta per avere più fasce neanche sotto il 10%, che è un vero e proprio miraggio, ma sotto il 7%. Facciamo qualche semplice esempio, tratto dagli ascolti del 21 maggio. La fascia 9 – 12 è al 4.51% di share, poco meno del doppio la fascia 12 – 15. Ancora: disastro – once a time – nella fascia 15-18 con addirittura il 3.92%, con la concorrente – perché oramai è l’unica che è sotto in ascolti rispetto alla seconda rete Rai – La7 al 3.20%. Il preserale migliora? Per niente: boom, 5.37%. Insomma, una Raidue che per numeri non va. Qualitativamente forse, ma quantitativamente no. E non parliamo di programmi, di test, di tentativi (al massimo sarà un discorso da fare a conclusione di stagione), ma proprio di una gestione di rete veramente oscena. Come se tutto possa poggiarsi, poi, sull’Isola dei Famosi o su Annozero, e qualche volta su partite e sufficienti prestazioni di X Factor. Raidue, oggettivamente, non può andare molto lontano se la strada percorsa sarà ancora questa. Rimpasti ce ne sono da fare, organizzazioni d’orario e programmi anche. Ma ciò che sembra essere il da farsi – ne sarà contento Machiavelli – è il ritorno al principio, cancellando quindi quanto accaduto in tutto un anno. Almeno questo riporta il blog Reality & Show a proposito della nuova stagione televisiva che si preannuncia ricca di qualche novità in arrivo.
  1. Ritorna Giancarlo Magalli con la sua Piazza Grande;
  2. Milo Infante al pomeriggio (con L’Italia sul due?) con Monica Leofreddi o Lorena Bianchetti (che c’entra come la panna montata su una lasagna)
  3. Fuori Alda D’Eusanio (al suo posto Al posto tuo proprio con la Bianchetti?)
In tutto ciò, sembrerebbero fuori dai giri la brava Francesca Senette che non ha avuto molta fortuna con la sua Italia allo specchio (traini offertile sempre imbarazzanti), l’altrettanto brava Lucilla Agosti – toccata e fuga su Raidue? – e per l’appunto, come noto, Alda D’Eusanio. E il bello è che si è alla ricerca di un’identità di rete… Ma per cortesia.
Raidue destinata ad essere la sempiterna succursale di Raiuno?
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venerdì 13 marzo 2009

GIANCARLO MAGALLI: "DEL NOCE CEDE ALLE RACCOMANDAZIONI. DOPO ME E LA CARRA', ORA ANCHE LA CLERICI NE E' VITTIMA"


Che Giancarlo Magalli sia furente nei confronti di Fabrizio Del Noce, beh, non è di certo cosa nuova. Che Giancarlo Magalli sia sempre estremamente chiaro e trasparente nelle sue dichiarazione è consuetudine che noi appassionati di televisione apprezziamo, e non poco. A questo punto, per quanto lo si possa condividere o meno, ecco quanto lo stesso Magalli, presentatore storico della Rai e volto della televisione di stato, ha dichiarato nei confronti del direttore di RaiUno ad interim(?), dove oramai l'interim può risultare anche evitabile, visti i tempi dilungati e non poco per il rinnovo delle "poltrone" in Viale Mazzini. Ecco la notizia:
MAGALLI VS DEL NOX: NON PREMIA LA PROFESSIONALITA', CREDO CEDA ALLE RACCOMANDAZIONI (POVERA CLERICI)…
Giancarlo Magalli spara a zero contro Fabrizio del Noce, Direttore di Raiuno, nel numero di “Grand Hotel” in edicola venerdì 13 marzo.
«Da quando Del Noce è arrivato a Raiuno, era il 2002, non mi ha più fatto lavorare sulla sua rete», accusa Magalli, da 40 anni alla tivù pubblica. «Non solo, ha dato i miei programmi, molti dei quali di gran successo, ad altri conduttori che li hanno rovinati. Non viene premiata la professionalità. Credo si ceda anche alle raccomandazioni. Deiraccomandati, si sa, non si può fare a meno, ma far lavorare solo i raccomandati ed escludere per personale antipatia le persone capaci e professionali è veramente scorretto».
Magalli è un fiume in piena: «Non voglio parlare solo di me. Del Noce ha tenuto Fabrizio Frizzi fermo cinque anni, lo stesso ha fatto con la Carrà. A quanto pare qualcuno dice che anche la Clerici seguirà lo stesso percorso. Approfittando della gravidanza di Antonella, Del Noce l’ha subito rimpiazzata e circola insistente la voce che tutti i ruoli della Clerici siano già coperti da nuove belle ragazze. Nel mio caso», continua Magalli,
«appena arrivato a dirigere Raiuno Del Noce mi tolse “Fantastica italiana”, uno show che avevo condotto per quattro edizioni, per darlo a Massimo Lopez: chiuse dopo la prima puntata. Ho presentato con successo anche “I Cervelloni”, lanciato da Paolo Bonolis. Affidato a Simona Ventura non è andato oltre la seconda puntata».
Insomma, non gli si può mica da torto. Giancarlo Magalli non fa altro che avallare quanto noi, semplici appassionati del mezzo televisivo notiamo di giorno in giorno, anche qui, a ScavicchialaNotizia. Che i giovani debbano andare avanti, che anche il mezzo televisivo debba essere oggetto di ringiovanimento è d'obbligo, ma dove la prima serata era prima una sudata conquista, sembra ora un semplice trampolino di lancio, o si cade (ma senza conseguenze nefaste) o si diviene "rivelazione dell'anno"...
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lunedì 9 marzo 2009

GIANCARLO MAGALLI "DEL NOCE MI HA FATTO FUORI DA RAIUNO, SENZA UN PERCHE'. IL GIOCHINO TRA I PAESI NON E' IL MASSIMO PER ME. VORREI QUALCOSA DI PIU'"


Un personaggio del piccolo schermo che ha caratterizzato la storia della televisione italiana è sicuramente Giancarlo Magalli. Per quanto non lo si veda da tempo su RaiUno, il "breve" presentatore è noto a tutti. Ebbene, eccovi riportata una interessante intervista rilasciata ad Il Giornale in cui il simpatico e sempre sagace Giancarlo Magalli si lascia andare abbondandemente in mano alla sincerità, rilasciando dichiarazioni più o meno condivisibili, in merito alla direzione di RaiUno. Il presente non sembra soddisfarlo. Ed ha ragione. Buona lettura:
«Ho detto a Cappon: impari da Berlusconi»
Magalli, 61 anni, 40 in Rai. Lei è inossidabile, ma con riserva.«Sì ogni tanto sparisco. Ma anche quando non litigo. Feci una Domenica In che andò benissimo e poi mi tennero fermo per un anno. Poi sono sparito da Raiuno. Non si capisce perché».
Lei ha un programma su Rai Due, non le basta?«Ma vorrei tornare a Raiuno, ci ho lavorato per tutta la vita, ho fatto tanti programmi di successo. Quando è arrivato Del Noce ha fatto fuori Baudo, Carrà, Frizzi e me. In compenso ha fatto lavorare molte persone non all’altezza».
Si sente sprecato?«L’esperienza potrebbe servire anche all’azienda, invece il fatto che noi ne sappiamo di più non spinge i dirigenti a consultarci ma anzi a odiarci, perché evidenziamo la loro incapacità».
Cosa rovina la Rai?«In ogni azienda i dirigenti o vengono da aziende analoghe oppure dall’interno. In Rai no, chiunque può fare il presidente, i quadri vengono da aziende che fanno altro. Abbiamo avuto presidenti che non avevano nemmeno la tv in casa e se ne vantavano!».
Di chi parla?«Di Enzo Siciliano. Ma dico io se odi la tv vai a fare il presidente di un’altra cosa. Se odi le auto stai sicuro che non ti fanno presidente della Fiat».
Ci vorrebbe gente che capisce di tv.«Ce ne sono tanti, però non nei posti di responsabilità. Altro guaio è che i vertici cambiano continuamente perché sono legati alla politica. Così non hanno il tempo di imparare a fare tv».
Rimpiange il passato?«Rimpiango quando c’erano direttori che ti chiamavano e ti dicevano: portami una proposta per un varietà. Tu scrivevi e se andava bene si faceva. Ora invece si fanno solo format».
È peggio?«Bisogna stare attenti. Ora che si fa? Se quei format fanno share in Belgio o in Francia, allora si comprano. Ma noi non siamo mica come i belgi! I gusti sono diversi. Oppure si fa il contrario».
Cioè?«Programmi Rai, già testati, che vengono dati a società esterne e poi ricomprati dalla Rai come format. Ma che senso ha?».
Che si buttano via i soldi.«E si peggiorano pure i programmi. I Cervelloni, per esempio, che ereditai da Bonolis, era bellissimo, non c’era nulla da cambiare. A un certo punto però si decise di affidarlo a una società esterna che lo trasformò in un format, dandolo alla Ventura. È stato chiuso dopo due puntate».
Mai pensato di andare in un altra tv?«Ho affetto per la Rai, la gente che incontro mi dice: “non vada di là”, come fosse un tradimento. Ma l’affetto non è sempre ricambiato. L’altra sera ero a una cena con Cappon (direttore generale Rai, ndr). Gli ho detto: voi da Berlusconi avete sempre avuto da imparare. Da imprenditore della tv era bravissimo nei rapporti umani con i suoi collaboratori, voi invece siete penosi».
Gli ha detto così: penosi?«Sì. Gli artisti a Mediaset si sentivano coccolati, trattati bene, c’era soddisfazione. Mentre questo in Rai non lo fa nessuno dei dirigenti. Si potrebbe lavorare più serenamente, diciamo, in Rai».
Lei non è sereno in Rai?«Mah, ora sono abbastanza contento perché il programma (Mezzogiorno in Famiglia, sabato e domenica su Raidue, ndr) va bene. Però non è il programma ideale. Mi sono sempre occupato di attualità, interviste, problemi sociali. L’idea di fare il giochino tra i paesi mi diverte sì, ma professionalmente non è il massimo. Dopo 40 anni potrei fare qualcosa di più, penso».
Come cominciò in Rai?«Alla radio con Arbore nel ’64 con Bandiera gialla, facevo le imitazioni. Poi Radio ombra con Gianni Boncompagni. Un’idea folle»
Perché folle?«Fu la prova generale di Alto gradimento, che non potei fare perché andai sotto le armi. Radio ombra era una specie di radio pirata che interferiva nei programmi Rai per rompere, per finta, il monopolio Rai. Ma la gente ci prese sul serio e ci incitava. La Rai si spaventò e lo chiuse».
E in tv quando ci arriva?«Anni ’70, prima come organizzatore dei Giochi senza frontiere. Poi ho conosciuto Pippo Franco, ho cominciato a fare l’autore per lui e con lui sono rientrato in Rai come autore televisivo. Ho fatto 50 programmi».
Però non era la carriera che si augurava la sua famiglia.«Mio padre voleva facessi l’assicuratore. Ci provai due volte e due volte scappai. Non faceva per me».
E cominciò a fare l’animatore nei villaggi?«Sono stato il primo animatore del primo villaggio turistico italiano, alla fine degli anni ’60».Ma è vero che è capitano dei vigili urbani?«Sì capitano onorario. Ho fatto il volontario per sette anni quando facevo l’autore e anche il conduttore. Poi la gente cominciava a riconoscermi e mi diceva: “Ma lei è Magalli, ma che mi fa la multa?”. Lì ho capito che forse era il caso di smettere
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martedì 11 novembre 2008

ALESSIA MARCUZZI STREGA PER CANALE5, E MAGALLI DIVENTA PRESENTATORE DELLE PREVISIONI DEL TEMPO PER SETTEVITE, SU RAIDUE


Qualche nuova notizia viene questa volta da IlTempo, al riguardo del futuro professionale di Giancarlo Magalli, verso il quale abbiamo già dimostrato la nostra idea, ed Alessia Marcuzzi, prossima presentatrice del GrandeFratello che, nel corso di Verissimo, trasmissione di Silvia Toffanin nel pomeriggio sabatico di Canale5, ha snobato, in maniera poco carina, il Festival di Sanremo. Alessia Marcuzzi, infatti, dopo esperienze abbastanza serie in ulteriore prodotti come Carabinieri e Mastrangelo, si ritrova in un ruolo che, a sua stessa detta, le appare più inerente e consono alla sua persona: una strega. Una puntata pilota, a quanto pare, il cui risultato potrebbe dare luogo ad una vera e propria serie. Giancarlo Magalli, dal canto suo, per la prima stagione, dopo anni, impegnato solo nel week-end, si ritaglia altri ruoli in esperienze del tutto nuove per il suo personaggio. La partecipazione ad una fiction già andata in onda su RaiDue, SetteVite, giunta alla seconda serie. Ecco la notizia:


Alessia Marcuzzi e Giancarlo Magalli protagonisti della prossima stagione di fiction.
Dopo essere stata carabiniera (nella serie «Carabinieri») e poliziotta (in «Il giudice Mastrangelo»), la Marcuzzi diventa strega per Canale 5 e Magalli presentatore delle previsioni del tempo per Raidue.Si chiama «Un amore di strega», il film tv prodotto dalla Immagine eCinema di Edwige Fenech in onda nel 2009 su Canale 5. Ruolo inedito per la conduttrice che, nel 2009, dovrebbe tornare anche al timone de «Il grande Fratello». Nel cast ci sono Pietro Sermonti, Luca Ward e Anna Galiena. Con la regia di Angelo Ronconi racconta, con i toni della commedia, la storia di una ragazza di oggi che scopre di avere ambedue i genitori stregoni e di essere lei stessa dotata di poteri magici che non sa come utilizzare. Da qui parte una serie di situazioni esilaranti che coinvolgono tutti gli aspetti della vita quotidiana del personaggio della Marcuzzi. La fiction è in una sola puntata. Se riceverà il gradimento del pubblico, se ne potrà ricavare una serie.

Giancarlo Magalli, invece, entra nel cast di «Sette vite», la sit-com della seconda rete di viale Mazzini 14, di cui si sta girando a Napoli in questo periodo la seconda serie. La prima, che è andata in onda la scorsa stagione, ha avuto un buon riscontro di pubblico. Magalli, sarà il presentatore delle previsioni del tempo, una sorta di Giuliacci della fiction, che, ogni giorno, fornirà ai telespettatori dell'emittente per cui lavora, dei consigli metereologici su come affrontare la giornata. Entrano anche personaggi nuovi, nel sequel di «Sette vite». In particolare, ci saranno Natasha Stefanenko e Marco Bonini. La sit com racconta la storia di Davide, un trentenne che si risveglia dal coma in cui era caduto, in seguito a un incidente stradale quindici anni prima. Si ritrova con il corpo di un adulto ma l'anima di un adolescente, bisognoso di reintegrarsi nella società. Nel cast l'ex velina Elena Barolo.

di Marida Caterini
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mercoledì 24 settembre 2008

NUOVA INTERVISTA A GIANCARLO MAGALLI: «SONO IL MEDIANO DELLA TV ITALIANA»

Il nostro Expedit, con estrema sagacia e perspicacia, ne aveva sottolineato l’ingiusta declassazione degli ultimi tempi e il mai arrivato risorgimento dopo tanti anni di successi, tale da riportalo nei giri, televisivamente parlando, che contano. Ultimamente sottolineammo, poi, la coincidenza con cui lo stesso evidenziò tale ingiustizia, quale l’estromissione forzata dalla prima rete della Tv di Stato. Ed adesso Giancarlo Magalli, uno dei conduttori più amati della televisione italiana, nuovo conduttore dell’appendice del mezzogiorno del programma Mattina in famiglia, quella tutta dedicata ai giochi e alle curiosità, denominata Mezzogiorno in famiglia, ha rilasciato un’intervista a Libero Quotidiano in cui, con la sua solita ironia mista a schiettezza, di cui abbiamo potuto godere nella puntata di ieri del Tutti pazzi per la tele di Antonella Clerici vuole mettere "i puntini sulle i". Potevamo non pubblicarla, visto questo girovagare a 360° sul mondo del piccolo schermo?

«Il mediano della tv italiana». Si considera così, con modestia e simpatia, Giancarlo Magalli, 61 anni, 30 in Rai, 60 programmi nel curriculum, autore, conduttore, soccorritore di colleghi, format, buchi in palinsesto. Dopo dieci anni di “Piazza Grande”, da questa stagione è il mattatore di “Mezzogiorno in famiglia”, il sabato e la domenica su Raidue, sempre sotto l’occhio attento di Michele Guardì. Pronti via, Magalli ha subito alzato gli ascolti...

Vero?
«Sì, è stato un esordio molto buono, abbiamo fatto quattro punti in più rispetto allo scorso anno. Non nego anche la soddisfazione per il programma che ho lasciato: Milo Infante, il mio sostituto, fa la metà dei miei ascolti. Il suo programma non è brutto, per carità, lui è bravo, ha contenuto, ma manca di un pizzico di leggerezza ed allegria».

Da chi è formato il suo pubblico, Magalli?
«Le casalinghe sono lo zoccolo duro, ma ci sono anche i ragazzi. Gente ammalata che non va al lavoro, disoccupati. Direi che posso contare su un bel turn over di precari. Si divertono con le mie battute, sono intergenerazionale».

E allora perché non le danno una bella prima serata?
«E lo chiede a me? Ho fatto la serata dell’oroscopo che ha fatto più audience dell’Isola. In realtà Raidue ne fa poche, non ha i soldi».

Infatti intendevo su Raiuno.
«Da quando c’è Del Noce non ci ho messo più piede. Piuttosto lavora Pupo, ma io no. La priorità di Fabrizio, appena arrivato alla guida della rete, era quella di portare Giletti a Raiuno: non mi potevo aspettare molto. Del Noce ha personaggi che ama e altri no, insiste con la Ventura e ha dato diversi programmi a Lopez, andati male. Per carità, ha anche fatto cose buone. Adesso che c’è il rimpasto spero che arrivi un direttore che mi stimi, se no mi toccherà fare altri anni di purgatorio».

Chi le piacerebbe come direttore?
«Pippo Baudo! Lui riassume tutte le qualità, è un amico fraterno ma anche uno che conosce la tv. La mia non è un'ipotesi peregrina, so che gliel'hanno offerto tante volte, anche l'incarico di direttore generale. Ma Pippo non rinuncerebbe ad andare in video per nulla al mondo».

Tornando a Del Noce, come lo vede alla guida di RaiFiction?
«Beh, non potrò più fare le fiction. Qualche offerta l'ho avuta. Il mio rimpianto più grande è stato quello di aver rifiutato Don Matteo. Matilde Bernabei mi propose il ruolo di Terence Hill. Una cosa bella, lessi la sceneggiatura. Ma mi sarei dovuto trasferire a Gubbio otto mesi l'anno, avevo una famiglia e dissi di no. Peccato».

A parte una prima serata, cosa vorrebbe condurre in tv?
«Rifarei "Domenica in". Tutti dopo di me sono andati peggio. Oppure un preserale tipo l'Eredità».

Ha visto il ritorno della Carrà in televisione?
«Certo. Ha dimostrato di essere immutabile nei secoli. Non cambia nulla: il caschetto, il modo di parlare, i tacchi, le mosse. È sempre uguale a se stessa, è quello che vogliono i suoi ammiratori e lei in questo è irremovibile. A volte sembra la macchina del tempo: la guardi e pensi: ma in che anno siamo?»

Lei ha avuto la Ventura come valletta, è vero che Simona è la nuova Carrà?
«Macché, è l'esatto opposto, ama cambiare. La Ventura mitizzava Raffaella, poi ne è rimasta delusa. La Carrà è così: un po' ruvida, diffidente. La conosco da 50 anni, le ho venduto la casa, sono stato l'autore del programma che l'ha resuscitata, "Pronto Raffaella?" e lei ancora oggi dice che è merito di Japino...».

Lei una volta disse che «le amanti dei politici sono tutte concentrate nei programmi tv del mattino». Ne sa qualcosa?
«Beh, io faccio il mezzogiorno... Sa che Del Noce mi voleva menare per quella dichiarazione. Io non avevo neppure fatto i nomi, e lui mi disse: "Ma di chi parli, tizia è brava, caia è brava...". I nomi li fece lui. Insomma, è sempre stato così, e non solo per le amanti dei politici. La Rai è un po' come Alitalia: c'è troppo personale. Raccomandazioni, scambi, favori... C'è un motto che dice: se sembra raccomandata, significa che lo è».

Meglio le Veline o Miss Italia?
«Credo che le Veline godano di una maggior popolarità rispetto a Miss Italia, per questo le ragazze preferiscono fare il concorso per "Striscia". Il problema è che non si possono eleggere troppe Veline perché non ci sono abbastanza calciatori».

Se dovesse usare un paragone calcistico, come si definirebbe?
«Un mediano. Sono sempre stato quello che porta la palla avanti e che difficilmente finisce sui giornali come Toni. Quello che si fa un gran mazzo tutto il tempo e non se lo fila nessuno. Ho sempre fatto tutto quello che serviva alla Rai; sostituzioni, programmi tappabuco, salva-flop, show preparati all'ultimo. Ho fatto più di 60 trasmissioni. E ho avuto un paio di sfighe...».

Quali?
«Quando Montesano faceva Fantastico mi chiamò Santillo, l'allora direttore di Raiuno, pregandomi in ginocchio. Dovevo sostituire Montesano e preparare un nuovo show in tre giorni. Accettai e feci grandi ascolti. E lui mi disse: ti sarò riconoscente a vita. Bene: dopo tre mesi andò in pensione. E poi Saccà. Mi propose "Domenica in" quando Limiti disse di no. "Solo tu ce la puoi fare", mi pregò. Fu un successo, battemmo la concorrenza. Ma alla fine litigammo e non mi fece lavorare per un anno. Gli avevo salvato la faccia e lui mi mise da parte. In tv va così».

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giovedì 18 settembre 2008

GIANCARLO MAGALLI: «SPERO DI TORNARE SU RAIUNO». NOI DI RIVEDERLO QUANTO PRIMA

Che noi di Scavicchia la notizia portiamo anche un po’ di fortuna a quegli artisti che, loro malgrado, o loro fortuna, sono presi di mira dalle nostre riflessioni, dalle nostre critiche e dalle nostre opinioni non ce l’aspettavamo veramente. Forse per una congiunzione astrale particolare o semplicemente per quella che è una banalissima coincidenza, sulla falsariga di quanto avvenuto con ciò che abbiamo scritto nei confronti di Paola Cortellesi destinata, pochi giorni dopo essere stata protagonista di una nostra riflessione, a divenire volto di punta di RaiTre, a far parlare di sé, oggi, è Giancarlo Magalli. Per chi avesse perso la possibilità di leggere un post tutto dedicatogli, nel quale il nostro Expedit ha messo in evidenza non tanto la sfortuna mediatica che l’ha travolto in questi ultimi anni, ma anche le peculiarietà che ne fanno uno dei personaggi sì più amati e famosi in Italia, ma anche uno dei più scomodi ai piani alti per il non avere peli sulla lingua né paura di dire, francamente, così come le cose stanno, sbilanciandosi anche, forse, un po’ troppo, ne ricordiamo lo scritto. Un’intervista, tratta da Tgcom, infatti, pare avere le sembianze di una strana coincidenza, avendo la stessa i lineamenti di risposta a quelle stesse domande che ci eravamo precedentemente posti in maniera neanche tanto implicita. Avevamo detto, senza voler scadere nel falso, che Giancarlo Magalli era sicuramente un’artista da Serie A il cui ruolo, però, era giocato, senza neanche tanta riconoscenza, in un terreno più ostico e meno importante, in una Serie B mediatica che non dà, e non vuole (o forse, non può) dare. Tuttavia, stando a quanto ha riferito:
Fino a pochi anni fa ero uno dei personaggi di punta di Raiuno. Poi però è arrivato Del Noce. Ora che lui andrà via, spero proprio di poter tornare a lavorare nella rete ammiraglia. Con 'Mezzogiorno in Famiglia' sarò in tv solo nel weekend. Nei restanti cinque giorni ho tutta l'intenzione di lavorare su qualcosa di diverso. Magari anche in radio o riprendendo a fare l'autore, un mestiere che negli ultimi anni ho messo da parte ma che mi ha dato molte soddisfazioni. Ricordo con piacere Pronto Raffaella, programma di cui ero autore e nel quale mi occupavo anche di decidere gli ospiti e inventare i giochi. Anche se Raffaella se ne dimentica sempre e finisce per ricordare solo Japino e Boncompagni…
E non vogliamo incensarci se ricordavamo il suo passato da autore per la Carrà a fine post. Ciononostante, ancora una volta, quello che colpisce di Magalli è la schiettezza, l’essere diretto che l’ha contraddistinto nel corso del tempo. Doti per le quali gli è costato l’esilio forzato da una rete che l’ha consacrato e che l’ha brutalmente escluso negli ultimi anni per un naturale cambio dirigenziale che ha portato favore ad un uomo che ha condotto, in sei anni, il suo lavoro mischiandolo al personale, il quale - il cambio di direttore -, nel nome della sua naturalezza, vede ulteriore ricambio fra pochissimo tempo. Un desiderio, quello di lavorare per la prima rete, non solo circoscritto a quanto sentito e vissuto dal conduttore, ma anche da chi ama la buona televisione, quella che entra in punta di piedi nelle case delle persone, educata, rappresentata, senza troppi fronzoli, anche da Magalli. Quella che, in maniera fortemente voluta, è stata messa da parte per fare della rete, di RaiUno, assurdamente, un continuo banco di prova per giovani leve e nuovi volti.

Strizzatina anche al mondo dei reality che, stando sempre a quanto è detto nelle interviste dai personaggi famosi, non è visto mai di buon occhio. Non abbiamo dubbi che per il nuovo conduttore di Mezzogiorno in famiglia - avventura per la quale afferma che sono molto felice di poter condurre di nuovo una trasmissione leggera e divertente, che ha mantenuto le sue caratteristiche. Negli ultimi anni, a 'Piazza Grande', mi sono spesso confrontato con storie anche molto drammatiche e un programma come Mezzogiorno in Famiglia mi offre la possibilità di 'staccare' da alcune tematiche particolarmente dolorose - ciò è reale e non figlio di una meschinità o di una ipocrisia mai celata.
I reality non mi piacciono, ho seguito con attenzione solo la prima edizione del 'Grande Fratello', poi già dalla seconda ho iniziato ad annoiarmi. Oggi seguo qualche volta solo 'L'Isola dei Famosi', perché Simona Ventura è un'amica e perché è l'unico format che ancora offre qualche spunto interessante. Comunque è evidente che i reality sono destinati a sparire.
Che tutto ciò faccia da preludio per un imminente ritorno di Giancarlo Magalli su RaiUno, dopo l’addio di Del Noce al quale, secondo alcune voci, subentrerà Giuliana Del Bufalo? Il desiderio del conduttore di poter ritornare a RaiUno, in fondo, è anche il nostro. Anche se, personalmente, bisognerebbe prima mettere in atto una rivoluzione completa alla rete per potergli affidare una trasmissione. Ma, questo, è un altro paio di maniche.
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lunedì 1 settembre 2008

GIANCARLO MAGALLI: UN ARTISTA DA SERIEA, QUASI SEMPRE ORAMAI IN SERIEB

La televisione è fatta di andirivieni, e, un pò come la vita, la carriera è fatta a scale. C'è chi scende, seppur senza motivo, e c'è chi sale, seppur senza merito. Il piccolo schermo di oggi, è pieno, strapieno di conduzioni improvvisate, di ruoli poco consoni alle competenze, e di ascese improvvise, senza alcun dato auditel che possa giustificare una qualsivoglia promozione. Alle ascese però, si contrappongono delle discese. Una discesa palese dinanzi agli occhi di tutti è sicuramente quella di Giancarlo Magalli, storico presentatore, e soprattutto volto, della Rai, la radiotelevisioneitaliana che, dopo un periodo felice, conduzioni al sabato sera, coinvolgimento in progetti importanti, RaiUno spesso nei "propri impegni", si ritrova, senza alcun motivo e causa "relegato" su RaiDue, nella mattinata di RaiDue, senza speranza di rivedere la luce a breve termine.
E, seppur con la felicità di vedere rispolverata la linea autorale antiquata di Michele Guardì, con la cancellazione da palinsesto di Piazza Grande (e la sostituzione con Insieme sul 2 con Milo Infante), ecco che Giancarlo Magalli si è ritrovato senza programma e, almeno a quanto è potuto trasparire da rumors vari ed eventuali, nessuna candidatura ad un progetto leggermente più ambizioso se rapportato a quelli che, nella recente cronaca televisiva, lo hanno visto da protagonista.
Nessuno spiraglio di alcuna prima serata. Solo e solamente quelle "serate materasso" in cui RaiDue, seppur con elevato successo, si diletta ad leggere e rileggere oroscopi su oroscopi, corredati da imbarazzanti grafici.
L'ultima sua esperienza di rilevante importanza? Mister-il gioco dei nomi, un access prime time che, senza nulla da rimproverare, portò in ogni caso un buon ascolto nelle "casse auditel" di mammaRai. Nessuna riconferma. Ed ora che ne rimane? Beh, ne rimane un Giancarlo Magalli, almeno quanto riferisce Adriana Volpe in una recente intervista di DivaeDonna, rivista diretta da Silvana Giacobini, relegato nella seconda parte di InFamiglia, il contenitore di intrattenimento del weekend che RaiDue ha confermato anche per la nuova stagione.
Pungente, sarcastico, aziendalista. Intelligente, mai "peli sulla lingua" e spesso fin troppo critico. Giancarlo Magalli è un tipico "artista da serieA", che gioca oramai quasi sempre in SerieB. Una SerieB che ti offusca, non ti da rilevanza, quella stessa rilevanza che sempre più spesso viene affidata alle imbarazzanti nuove leve del piccolo schermo, e che, sempre più spesso si dimentica, quasi come un irriconoscente amico di cui perdi la fiducia, di chi ha speso una vita dietro ed avanti le telecamere. Come dimenticare il "gioco dei fagioli" di Raffaella Carrà?
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