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mercoledì 24 giugno 2009

CULT TV: LO SFOGO DI RAFFAELLA CARRA' A DOMENICA IN

Era una domenica di novembre del 1986 e Raffaella Carrà, conduttrice di Domenica In, si sfoga in apertura di puntata contro un settimanale, non citato ma era Novella 2000, che titolava in copertina "Carrà-Japino abbandonano i genitori", accusando in particolare la Carrà di disinteressarsi della madre, ricoverata in precarie condizioni di salute in un ospedale di Forlì. Alla vicenda fecero seguito querele ed una causa di diffamazione. La mamma di Raffaella scompare nel febbraio del 1987 e la domenica successiva una commossa e provata Carrà le dedica la canzone “I Thank You Life”.
La Domenica In 86-87 è l'ultimo programma in Rai della Carrà prima della breve trasferta milionaria a Canale 5, che vide passare alla Fininvest anche Pippo Baudo ed Enrica Bonaccorti, dove condurrà senza grandi ascolti due varietà di prima serata (Raffaella Carrà Show nel 1988 e Il Principe Azzurro nel 1989).

Lo sfogo

La sigla

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martedì 17 febbraio 2009

PERCHE' SANREMO E' SANREMO

La sigla per eccellenza... Buon Festival a tutti!

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SANREMO AMARCORD: A SPASSO TRA LE CONDUZIONI. VENTURA, BONOLIS, PANARIELLO E BAUDO.


Dopo la prima puntata, eccoci pronti a ripercorrere il secondo "episodio" del nostro post Amarcord. Dopo aver sviscerato il Festival di Sanremo in ogni sua parte e componente, siamo ora intenti a realizzare lo stesso percorso, questa volta però concentrando la nostra attenzione sulle svariate conduzioni. Abbiamo parlato di Raimondo Vianello, Mike Bongiorno, Raffaella Carrà e Fabio Fazio, eccoci pronti a ripercorre gli ultimi anni appena trascorsi di Festival.
Sanremo 2004 è nato sotto il segno di Simona Ventura. In verità il nome era altro, e non tutti lo sanno. Doveva infatti essere Paolo Bonolis su quel palco del teatro Ariston, di ritorno in Rai dopo l'ennesima avventura in Mediaset. A differenza però di quanto accaduto più di recente, la presentatrice di Chivasso fu sottoposta ad un vero e proprio stillicidio, inutile negarlo. La direzione artistica della kermesse infatti fu affidata a Tony Renis, il noto cantante del Dimmi quando, quando, quando; dopo avero promesso di portare nella città ligure l'intera Hollywood, Renis riuscì ad accordarsi con il solo Dustin Hoffman, in più serate presente sul palco del Teatro Ariston. Gene Gnocchi fece il resto, portando nella città ligure l'intera "linea autorale" di Quelli che...il calcio. Se poi a tutto questo sommate la totale astensione da parte delle maggiori case discografiche, oltre che dei maggiori nomi di spicco, Simona Ventura è stata palesemente sfortunata. Quella che poteva apparire come una vera e propria occasione per un lancio in prima rete, si trasformò in una vera e propria trappola per la presentatrice dell'Isola. Insomma, una vera e propria debacle, ascolti compresi. Peccato. Simona Ventura portò il suo stile, ma di certo questo non migliorò le cose.
Da non dimenticare. Sulla scia del boom dell'Isola 1, Simona Ventura realizzò una sorta di "cueva" in quel Sanremo, mediante una orripilante "Stanza Verde". Da evitare. In secondo luogo, la presenza a sorpresa di Adriano Celentano, storico amico di Renis. E poi, ahimè, la prima sconfitta auditel del Festival, battuto dal Gf di Barbara D'Urso.
Sanremo 2005 e l'esplosione di Paolo Bonolis. Forte del suo successo di Affari Tuoi e la sua Domenica In, il presentatore romano-milanese portò una vera e propria ventata di freschezza e successo in quel di Sanremo. Fece bene lo scaltro Paolino a rifiutare l'edizione del 2004. Dopo tante critiche, polemiche e derisioni, la kermesse canora trova una vera e propria ennessima giovinezza. Una scenografia eccellente, l'ottima presenza di Antonella Clerici, quella inutile di Federica Felini, fecero di quella edizione una vera e propria avventura indimenticabile. Paolo Bonolis in grande spolvero, ricevette complimenti ed incensamenti persino dai fari del teatro Ariston. Una esplosione di ascolti e gradimento, ed share alle stelle. Organizzazione ottima, la presentazione di Paolo Bonolis rinfrescò la liturgia di Sanremo. Battute, scaltrezza, ed improvvisazione, poco offuscata da qualche momento di noia, fa da ottima premessa per questa edizione del 2009.
Da non dimenticare. Le eliminazioni a Sanremo sbarcano in prima serata. Il furbo Paolo Bonolis porta sul teatro Ariston "lo sgabello dell'eliminato", consentendo alle vittime del voto, di essere "processato in diretta". Molte le defezioni. In secondo luogo, non si può dimenticare la canzone di Povia, non in concorso a causa di una precedente presenza a Castrocaro, fa da colonna sonora alla iniziativa benefica rivolta alla raccolta di fondi per il Darfur.
Sanremo 2006 e l'esordio di Giorgio Panariello al teatro Ariston. Ci era stato da ospite, da comico, il Giorgino nazionale, ma mai da presentatore. E si vede, si vede tutto. Nelle veci di Paolo Bonolis, Giorgio Panariello si ritrova da direttore artistico della manifestazione canora più nota della penisola. Sull'orrendo sfondo della tetra e scura scenografia organizzata da Dante Ferretti, Giorgio Panariello non ne azzecca una. Ilary Blasi e Victoria Cabello poco appaiono consone al Festival di Sanremo. Povia si riprende tutti i voti con una canzone che di certo appariva peggiore della precedente non in concorso, e le categorie, sotto l'accusa di plagio di Paolo Bonolis, continuano a vivere a Sanremo con una sorte meno felice della precedente. Giorgio Panariello evidenzia tutti i suoi limiti nella conduzione. Prima frenato nella sua ironia, poi forzato nell'atteggiamento. Pochi ospiti e utilizzati in maniera indecente. Insomma una edizione da dimenticare, nel ricordo ancor più scuro di quanto fosse lo sfondo dell'Ariston.
Da non dimenticare. Non si può dimenticare, la tremebonda scenografia, sulla quale non poco ha ironizzato in una sua ospitata Leonardo Pieraccioni, per non parlare dell'"orecchio in neon" in bella vista nel retro della postazione conduttori.
Sanremo 2007-08 segna il ritorno del Pippo Baudo Nazionale sul palco del Teatro Ariston. Pippo 13esimo torna nel suo regno per due anni di croce e delizia. Come di consueto tutti ad invitarlo a tornare al Festival quando le cose vanno male con altri, tutti a condannarlo di antichità ed arretratezza quando le cose vanno male. Pippo Baudo in ogni caso, non abbandona mai l'Ariston, ma l'impressione è che veleggi sempre in maniera ectoplasmatica su quel teatro. Complice la presenza di Michelle Hunziker, e la precedente edizione "annus orribilis", Pippo Baudo 12esimo torna a pieno regime in quel di Sanremo. Share, successo e soprattutto tanta musica. Ed è proprio sulla musica che vogliamo concentrare la nostra attenzione, in quanto ci appare fuori luogo giudicare la presentazione di Baudo, vecchio stile forse, ma sempre gradita da una certa tipologia di pubblico. Ottima la scelta musicale nella prima edizioni. Le canzoni di Cristicchi e Moro segnano profondamente un festival dallo sfondo sociale. Per un Fiorello che sembra non voler più calcare l'Ariston, Pippo ci mette il suo con le sue capacità di selezionatore musicale. Cosa che non accade invece nella successiva edizione, dove il panorama musicale è misero al contempo di una organizzazione artistica scorrevole e gradevole, complice la presenza di Piero Chiambretti.
Da non dimenticare. L'edizione del 2007 fu fortemente segnata, oltre che dagli ascolti, anche dalla polemica che si infuocò in quei giorni. Il nome di Paolo Bonolis infatti, nonostante i buoni ascolti, sembrava già oscurasse quanto realizzato da Baudo. Nell'edizione del 2008 non si può dimenticare tutte le polemiche furenti che si sono scatenate intorno agli ascolti, persino I Cesaroni riuscirono a battere la kermesse canora nella serata del venerdì.
Al termine di questo ex-cursus, ovviamente non possiamo che darvi appuntamento a stasera, su RaiUno, con la 59esima edizione del Festival di Sanremo presentata da Paolo Bonolis, alle 21.00 su RaiUno e che noi di Scavicchia la Notizia seguiremo con voi, con grande pathos ed emozione.
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domenica 6 luglio 2008

STASERA SUPERSHOW, IL SUPERVARIETA' "MADE IN CANALE5"

A proposito di idee originali, ed "autori televisivi in cerca di autore" parafrasando la più nota opera di Pirandello, ecco un altro gioiello della televisione odierna: SuperShow. Come sempre più spesso avviene in questo perenne "copia-incolla mediatico" tra televisione privata e pubblica (e viceversa), ecco venir fuori un ulteriore ambizioso progetto. L'archivio Rai è talmente ricco da scatenare sicuramente invidia a chiunque, persino ad Antonio Ricci, che in una intervista mostrò la sua ammirazione verso tale massa di filmati e storiche interviste. Ma Mediaset non vuole sfigurare, ed ecco tirare fuori il più recente, ma alquanto ricco collage dei migliori momenti della televisione privata, dagli albori sino ai giorni nostri. Ecco l'articolo tratto da Digital-Sat al riguardo:
Super Show, i grandi momenti televisivi della storia di Mediaset, per la prima volta riproposti in un programma agile e incalzante, ogni domenica, dal 6 luglio 2008, alle ore 20.40.
Un’occasione unica per rivedere gli sketch comici più esilaranti della storia di Mediaset: le prime puntate di Super Show, infatti, saranno interamente dedicate al buonumore con vere e proprie antologie della comicità targata Mediaset.
Un pungente ritratto dell’Italia degli anni trascorsi tratteggiata dalle grandi firme della comicità nostrana quando, ancora alle prime armi, ci deliziavano con l’ingenuità di caricature in grado di cogliere ed amplificare le mille incongruenze della società di fine secolo. Il meglio del cabaret firmato made in Italy con le brillanti performance di artisti quali Luciana Littizzetto, Teo Teocoli, Antonio Albanese, Corrado Guzzanti, Maurizio Crozza e tanti altri. Uno specchio del passato per scoprire che la buona comicità non passa mai di moda.
In Super show troveranno posto anche i momenti più significativi nella storia dell’emittente quali il primo emozionato annuncio di Enrico Mentana negli studi del neonato TG5, l’esordio televisivo di Gerry Scotti a Dj Television e moltissimi altri.
Super Show è un programma a cura di Marco Campione scritto da Alessandro Castelli e Giuliano Costa. Produttore esecutivo Mediaset Viviana Aguzzi
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Cosa ne penso? Beh, una trasmissione del tutto evitabile, in quanto già presente nel palinsesto televisivo di Cologno Monzese. Ieri ed Oggi in Tv infatti, su Rete4, è in ogni caso intenta a ripercorrere le più importanti fasi dello sviluppo della televisione privata. Una forzatura, insomma. Una banale riproposizione di quanto già la Rai fa da anni sui propri schermi, con le storiche trasmissioni del calibro di Studio Uno, gli storici sketch di Totò, Mina, le blasonate Canzonissime, e gli indimenticabili Fantastico che accompagnavano il sabato sera televisivo degli italiani, di ben altro livello se confrontati alla attuale televisione. Nel titolo la sintesi di tutto ciò, quanto di più originale e simpatico si potesse trovare: SuperShow. A questo punto, sarebbe stato meglio chiamarlo SuperVarietà5, onde evitare confusioni....
L'appuntamento è per questa sera, alle 20:40, su Canale5.
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mercoledì 4 giugno 2008

MA IL PRESERALE DEVE NECESSARIAMENTE ESSERE QUIZ?


Sono anni che la televisione ci ha abituato, ad una certa prefissata ora, al genere quiz. Verso le 19:00, sappiamo che, o Carlo Conti o Gerry Scotti ci aspettano con le loro domande ed i loro concorrenti da portare alla vittoria finale. E’ una storia che avanti da tempo. Da quando Canale5 acquisì i diritti sul prodotto di gran successo Endemol, Chi Vuol Essere Milionario. RaiUno, visto anche lo scarso gradimento dell’ In Bocca al Lupo versione Amadeus, acquisì anch'essa, subito un format uguale, quello di Quiz-Show. Ebbene, da allora, quella fascia oraria non ha avuto più cambiamenti.
Solo in un breve periodo, quando la seconda edizione di Quiz Show, fu inspiegabilmente interrotta nel mese di gennaio, per dare maggiormente spazio alla Vita in Diretta di Michele Cucuzza; esperimento che non andò assolutamente a buon fine. Cambiano i format, cambiano (meno spesso) i presentatori, ma in quell’ora, su RaiUno e Canale5 non si può fare a meno di vedere le solite postazioni, le solite domande multi-opzione. Cambia leggermente la grafica, cambia leggermente il meccanismo, ma il succo è sempre e costantemente quello. Rispondere, rispondere, rispondere.

E’ da un bel po’ che infatti che l’aspetto intrattenimento viene “tenuto a bada” in quella fascia oraria. E questo discorso viene fatto da me stesso, grande appassionato dell’Eredità, sin dalla prima edizione. Basta risalire a pochi anni fa quando quella stessa fascia era occupata da trasmissioni come Luna Park e Tira e Molla, ove l’aspetto quiz era perfettamente integrato e combinato con quello relativo all’intrattenimento, alla battuta, allo sketch divertente e da non perdere. Eppure nemmeno l’estate porta consiglio. RaiUno e Canale5 riprongono, a specchio, due quiz. Reazioni a Catena e JackPot occuperanno la fascia preserale nei caldi mesi estivi, per dare poi “la linea” rispettivamente all’Eredità e (molto probabilmente) a Chi Vuol Essere Milionario. Eppure nel periodo estivo, con le dovute proporzioni, si potrebbe tranquillamente testare e fare sfoggio di maggiore coraggio, non c’è nulla di promesso e nulla da garantire, a nessuno. E pur vero che, il solo fatto di non avere repliche di Carlo Conti e Gerry Scotti, che rientrerebbero tranquillamente nelle abitudini degli ultimi anni, è già forse un vantaggio…
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giovedì 22 maggio 2008

ENZO TORTORA. UNA STORIA DI TUTTI, CHE RICORDANO IN POCHI

Un uomo che ha fatto la storia della televisione. Una storia che la televisione ricorda poco. E’ questo, in sintesi, il succo della questione Enzo Tortora, un professionista della televisione, fortunatamente indimenticato da parte degli italiani, più per merito proprio, che per la televisione stessa che, a meno del programma La Storia Siamo Noi di Minoli, non riporta alcuna traccia di un uomo che tuttora gode della stima di sempre più generazioni, paradossalmente anche quelle che non hanno avuto la fortuna di vederlo “dal vivo in televisione” e che possono conoscerlo solo grazie alla memoria storica altrui. Il suo primo passo nella televisione fu a soli ventitre anni, dove divenne già funzionario Rai. Solo dopo tre anni il suo debutto al grande pubblico, prima con Campanile D’oro, poi nel 1956 come copresentatore di Primo applauso in compagnia di Silvana Pampanini. Nel mondo del quiz, prima con Telematch, e poi nell’intrattenimento con la trasmissione che lo fece arrivare all’apice della popolarità: Campanile Sera con Mike Bongiorno.
La sua carriera è stata contraddistinta da un notevole numero di “inconvenienti”. Il primo nel 1962 dove il presentatore fu “colpevole” di non aver impedito una imitazione di Amintore Fanfani, da parte del pure indimenticato Alighiero Noschese. Dopo un “esilio” in Svizzera con Terzo Grado, il ritorno in Rai fu contraddistinto dalla creazione di due show che hanno fatto la storia della televisione: Il Gambero e la Domenica Sportiva. Ma nemmeno il tempo di assaporare il successo, per essere di nuovo allontanato dalla televisione di stato; aveva definito la Rai come “un jet colossale guidato da un gruppo di boy scout che si divertono a giocare con i comandi”. Ben otto anni lontani dalla Rai, trascorsi in collaborazioni con quotidiani (Nazione e Il Resto del Carlino) e nascenti emittenti locali (Antenna3Lombardia e TelealtoMilanese).
L’allora direttore di Raidue, Massimo Fichera, comparso ieri sera stessa, nella puntata de La Storia siamo noi tra le tante testimonianze di stima e rispetto nei confronti dell'artista Tortora, nel 1977 decise per il suo ritorno in Rai con Accendiamo la Lampada in compagnia di una giovane Raffaella Carrà, anche se il vero successo giunse con l’indimenticato Portobello. Punte di 26 milioni di telespettatori, resero Portobello la punta di diamante della televisione italiana. Poi il passaggio alla televisione privata, dove su Retequattro condusse Cipria. Ma nel 1983 un grosso ostacolo gli si pone dinanzi, bloccando del tutto la sua professionalità e soprattutto la sua persona. Coinvolto in un processo infatti, Enzo Tortora passò anni interi per provare la sua totale innocenza da tutte quelle accuse che gli erano state rivolte. La Rai lo richiamò per riproporre Portobello, ma la trasmissione non ebbe il successo sperato, nonostante il commovente incipit del presentatore tanto atteso dal pubblico italiano:
“Dunque, dove eravamo rimasti?”.
Dopo i risultati deludenti di Giallo, Enzo Tortora si allontana dalla televisione, a causa di gravissimi problemi di salute. La sua ultima comparsa è stata in una trasmissione di Ferrara, Il Testimone. La televisione di oggi lo ha dimenticato. Del tutto. Un professionista che ha sempre dimostrato una estrema intelligenza, madre della stessa ironia con cui il presentatore caratterizzava ogni sua esclamazione. Portobello, come molti sanno, è la radice di tanti programmi che tuttora in televisione, in versioni “rivedute e scorrette”, circolano con altri nomi. Il precursore di un genere che tuttora caratterizza il piccolo schermo. L’unico modo in cui la tv ricorda Tortora è il voler riportare in video una trasmissione come Portobello. La dichiarata disponibilità di Silvia Tortora, figlia del presentatore, sbatte però contro un muro. Chi sarebbe ora all’altezza di presentare una trasmissione dal passato così ingombrante? Non ritengo che tuttora in televisione ci sia qualcuno all’altezza. Eppure la Rai ha in questo show potrebbe ritrovare un grande, grandissimo, patrimonio. Tuttora La Corrida, trasmissione storica di Corrado Mantoni, vive una sua ennesima giovinezza. E’ stata trovata una formula giusta, modificando poco quella vecchia. Se la Rai trovasse un “”erede” di Tortora, sono convinto che il destino sarebbe uguale…
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