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venerdì 30 gennaio 2009

DISTRETTO DI POLIZIA 8 E' LA MIGLIOR FICTION SERIALE PER I LETTORI DI SCAVICCHIA, CON IL 31% DEI VOTI. SEGUONO LA PROF E RACCONTAMI.


Termina la prima edizione degli Scavicchia Fiction Awards, il premio tutto dedicato al macrogenere della fiction che riscuote grandissimo successo sia tra i votanti sia nel pubblico a casa che fa registrare ad alti indici d’ascolto a quelle meglio fatte, con i più graditi protagonisti o semplicemente, in maniera indistinta, a quelle di svago o di riflessione. Analizziamo quest’oggi, dopo quanto fatto ieri dal nostro Bubino per gli attori protagonisti uomini, quanto avvenuto nella categoria relativa alla Miglior fiction di media lunga serialità. Le nostre proposte andavano da Raccontami e Provaci ancora prof 3 di Raiuno a Distretto di polizia 8, Amiche mie e Anna e i cinque di Canale5, per l’appunto. I votanti per la categoria sono stati 843 e i pareri complessivi hanno stabilito questo ordine:
1) Distretto di Polizia 8, Canale5, con 264 voti ed il 31.3% delle preferenze
2) Provaci ancora prof 3, Raiuno, 173 ed il 20.5%
3) Raccontami 2, Raiuno, 162 ed il 19.3%
4) Anna e i cinque, Canale5, 129 ed il 15.3%
5) Amiche mie, Canale5, 115 ed il 13.6%
A primo impatto desta parecchia curiosità il fatto che ad uscire vincitrice dal nostro sondaggio è proprio una fiction non baciata da un particolare successo di ascolti, ossia l’ottava serie dell’affascinante Distretto di polizia, la fiction italiana che in più di una occasione ha tentato di strizzare l’occhio alla serialità americana, ammiccando alle sue dinamiche e alle forti personalità dei suoi personaggi, seppur riuscendoci in maniera parziale e affondando in maniera non voluta le radici nella tradizione italiana in cui trionfa il sentimentalismo a tutti i costi e un retrogusto a tratti amaro riservatoci da alcuni svarioni di sceneggiatura abbastanza evidenti. La serie, che ritornerà il prossimo anno in onda, necessita di un processo anomalo alle fiction e alla televisione generalista, ossia l’applicazione di una maggior contesto vetusto. Lo svecchiamento del parco attori, con l’introduzioni di vere e proprie rivelazioni (in primis Anna Foglietta), infatti, nonostante abbia giovato all’essenza della fiction stessa, ne ha snaturato una parte, ricollegata al possedimento di una figura di riferimento costante che abbia fatto da richiamo al pubblico e da perno al gruppo totale, non esistente in questa serie. Ciononostante, dopo una discreta prova per questa ottava serie più mirata al giallo e al thrilling, si spera in una maggior compattezza d’unione per la nona, di cui vi abbiamo anticipato alcuni rumors.

La classifica scaturita possiede però anche un’altra chiave di lettura, da ritrovare nel posizionamento al secondo e al terzo gradino del podio di due fiction prodotte da Raiuno, il cui target non è propriamente il medesimo di quello che passa qualche ora della giornata alla navigazione su internet. Seconda classificata, infatti, è Provaci ancora prof 3, la fiction che vede protagonista Veronica Pivetti nei panni di una professoressa davvero sui generis. In onda dal 2005 e giunta alla terza edizione, la simpatica e travolgente prof di Raiuno, che ha saputo mescolare i buoni sentimenti, a cui si ispira la trama in generale ,all’amata struttura della commedia brillante, ha addirittura raddoppiato il numero di puntate rispetto alla prima serie, passando da quattro a otto. Quasi 6 milioni di telespettatori l’hanno preferita ogni giovedì d’autunno con uno share la cui media è del 22%. Subito dietro la seconda deludente stagione di Raccontami, la serie televisiva ispirata al Cuéntame spagnolo trasmesso da TVE. L’innovazione propria della prima serie, una rilettura dei fatti di un periodo cronologico circoscritto, il periodo che va dal 1964 al 1966 nella seconda, con tutta una serie di melensaggini leciti e propri di una fiction italiana, ha visto una netta inversione di rotta nella seconda, con amori, storie, amicizie troppo emergenti rispetto al fil rouge tanto apprezzato dal pubblico tra il 2006 ed il 2007. Nonostante gli ascolti molto inferiori alle aspettative, si dice sia già in cantiere una terza stagione della fiction.

Fuori dal podio due fiction di Canale5, Anna e i cinque e Amiche mie. Poche parole da spendere per entrambe, rivelatesi la sorpresa e la delusione della passata stagione televisiva. Iniziata con poco più di quattro milioni di telespettatori per uno share del 17%, quella che vedeva protagonista Sabrina Ferilli ha goduto di una incredibile escalation di ascolti arrivando a toccare i sei milioni nel doppio episodio finale. Una fiction di tematica “spaccapubblico”, la doppia vita di una donna che ha saputo conquistarsi i favori del pubblico in maniera netta e precisa. Tutto quanto non è avvenuto, d’altro canto, nell’avvincente Amiche mie, che giudicammo in tempi non sospetti in maniera molto positiva. La fiction che schierava un eccellente quartetto d’eccezione, composto da Elena Sofia Ricci, Margherita Buy, Cecilia Dazzi e Luisa Ranieri, che raccontava della vita di quattro quarantenni alle prese con la propria esistenza tutta da cambiare, che mescolava lo stereotipo al tocco di originalità, la migliore per fotografia, regia ed esterni trasmessa nell'autunno del 2008, è stata bocciata dal pubblico, anche se non in maniera completa. Pare, infatti, che una seconda stagione stia per essere girata. Per la gioia del 15% dei nostri lettori.
Le preferenze di ElBarto. Distretto di Polizia 8 (fiction medio-lunga), O'professore (film-tv miniserie), Luisa Ranieri (attrice), Simone Corrente (attore).
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mercoledì 19 novembre 2008

MASSIMO CIAVARRO E VINCENZO CANTATORE NEW ENTRY IN DISTRETTO DI POLIZIA?

Quando mancano poche ore alla messa in onda degli episodi conclusivi di questa emozionante ottava stagione di Distretto di polizia, iniziano subito a circolare le prime voci per la nuova stagione, la nona, che dovrebbe poi essere in onda il prossimo autunno. Dopo quella che voleva un ritorno sperato e mai effettivo di Ricky Memphis al X Tuscolano il prossimo anno nei panni del sempre ricordato e amato Mauro Belli, si cominciano a mescolare le carte relative alla squadra del commissariato più seguito della tv italiana. Di sicuro c’è ben poco, oltre al fatto che non sarà presente Max Giusti che ha impersonato Raffaele Marchetti nelle stagioni numero sette ed otto: un’assenza che sicuramente non mancherà ai tanti fans della fiction. È il settimanale Diva e Donna a dare adito ai primi rumors in merito.

Secondo quanto riferito ci sarebbe in atto una vera e propria rivoluzione che, agli atti, suona un po’ come surreale. Prima di tutto, contando sul fatto che ancora non si conosce quale sorte toccherà al protagonista di questa serie, il sostituto commissario Luca Benvenuto,la prima rivolta sarebbe quella messa in atto a proprio, molto probabilmente, a chi avrà questo ruolo. A subentrare a Simone Corrente ci sarebbe - siamo sempre nel campo delle ipotesi - addirittura l’ex naufrago dell’Isola dei Famosi 6 Massimo Ciavarro. Ci si chiede quando, a questo punto, data la poca probabilità dell’indiscrezione, si sono registrati i primi contatti tra l’attore e l’azienda di produzione della serie. Ancora più irreale, invece, la voce che vorrebbe come new entry Vincenzo Cantatore, pugile sempre più lanciato nella sua carriera (?) televisiva dopo la partecipazione al reality flop Uomo e gentiluomo e a La talpa e a Questa domenica in veste di opinionista. Per lui, in caso negativo, aperte le porte per il poliziesco di RaiTre La squadra.

Ventilato, quindi, un totale rimpasto del parco attori dal quale uscirebbero indenni solamente i pilastri della serie, evidenziando però che anche parte di essi sta lasciando la serie durante questa stessa stagione. La domanda da porsi, però, è un’altra: ammesso e non concesso che queste voci siano vere, Distretto di polizia come uscirebbe da questa rivoluzione? Massimo Ciavarro ha alle spalle una carriera di tutto rispetto e sicuramente è un bravissimo attore. Ma dati i connotati puramente giovanili assunti dalla fiction quest’anno non si rischia di ripetere l’effetto Massimo Dapporto, la cui geriatria e anzianità l’ha danneggiata fortemente? E ancor più, dopo gli eccellenti nomi che hanno fatto la storia di Distretto, a cosa servirebbe Vincenzo Cantatore, dato il fatto che non è mai stato un attore? Sembra quasi che il glorioso vecchio Distretto di polizia si stia trasformando nel dimenticato Carabinieri, palestra per persone che da grandi "vogliono fare gli attori". È davvero così lontano il tempo del commissario Scalise o della Corsi? Sì, evidentemente.
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venerdì 14 novembre 2008

RICKY MEMPHIS IN DISTRETTO DI POLIZIA 9?

Il X Tuscolano, il distretto di polizia più famoso di tutta la televisione italiana, si appresta a chiudere i battenti per l’ottava volta nella sua lunga vita sul set italiano. Tutto ciò avverrà settimana prossima, quando si chiuderà il cerchio relativo alla linea gialla di quest’ultima stagione, avvincente, giovanile, fresca e veloce. Al di là di quanto avvenuto in questi giovedì sera su Canale5, però, la TaoDue e l’azienda iniziano a pensare già alla prossima serie, nonostante i risultati fiacchissimi che hanno dimostrato quanto si sia tirata la corda e quanto, senza effetto positivo, si sia puntato su questo baluardo della fiction made in Mediaset. Facendo silenzio rispetto a cosa avverrà nell’ultima attesissima puntata, è proprio da quei risultati bassi che si vuole partire per ridare smalto alla serie che giungerà alla sua nona stagione. E, per soddisfare tale intento, si ragiona in grande. Prima di tutto, un video:



Alla morte di Mauro Belli, interpretato da Ricky Memphis, i telespettatori posizionati dinanzi allo schermo erano ben 8.218.000. Numeri che adesso si sognano. Tutti ricorderete come è finita, poi, la sesta serie, con un finale che più aperto non si poteva immaginare: un flashback che gettava molte ombre sulla reale perdita dell’ispettore Belli. Un qualcosa fatto solamente per rimanere aperta una piccola porticina, un barlume di speranza dal quale si vuole attingere il modo per far risplendere la fiction Distretto di polizia. Pare, infatti, che per la prossima stagione ci sarà un ritorno sulle scene di Ricky Memphis. Leggiamo questo estratto tratto da Tgcom:
L'ultimo caso è quello di Ricky Memphis, il mitico ispettore Mauro Belli di Distretto di Polizia. Il X Tuscolano da quando l'agente scelto è scomparso, ucciso in una sparatoria, non è più quello di prima. Forse è per questo che si fa sempre più insistente la voce di un suo ritorno. A confermarlo sarebbero le parole dello stesso Memphis: "Diciamo che l'agente Belli è morto, ma non mortissimo" ha rivelato recentemente l'attore. Come a dire: chi non muore...si rivede.
Un Distretto di polizia 9, quindi, con tutta probabilità, segnato dal ritorno di Mauro Belli. Oltre al fatto che ciò potrebbe fare piacere ai più che ne reclamavano la presenza per queste ultime due stagioni, ci sarebbe comunque un’evidente effetto negativo sulla serie in sé e per sé: l’evitabilissimo passaggio della stessa da emblema dell’azione e dell’essere avanti del genere in Italia al rinnovarsi in salsa soap e in chiave romanzistica. Ne godrebbero gli ascolti, ma la salute della fiction prodotta dalla TaoDue? Non di certo.
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domenica 19 ottobre 2008

DISTRETTO DI POLIZIA 8: QUANDO LA QUALITÀ NON È RIPAGATA DAGLI ASCOLTI

Distretto di polizia 8, una delle fiction su cui Canale5 aveva maggiormente puntato per una delle sue stagioni più tormentate, non sta andando bene, un dato oggettivo quanto netto. Partiamo dai fatti. È l’anno scorso quando un poco riconoscente Massimo Dapporto abbandona la serie, di cui è stato protagonista per una sola stagione, la settima, e le cause scatenanti paiono realmente poco chiare. Uno dei protagonisti della serie prodotta dalla Taodue, però, meno amati dai fans anche perché subentrato a chi aveva fatto la storia della fiction, riferendoci, neanche tanto velatamente, a Giorgio Tirabassi e a Ricky Memphis, personaggi amati dal primo fino al sesto anno. Troppo geriatrico ed austero rispetto al nocciolo del famoso X Tuscolano, puramente giovanile nelle sue personalità. Una sterzata, perciò, soprattutto agli ascolti in netto calando di puntata in puntata, dovuti non solo per l’età che incombe ma anche per altre e riconosciute ragioni, pareva quanto mai necessaria. Una sceneggiatura abbastanza ripetitiva, una noiosità che incombeva nelle dinamiche bisognose di olio nei loro marchingegni, con il risultato della visione di un qualcosa che sapeva troppo di già visto. L’occasione è presa al volo, quella dell’abbandono di Dapporto, per dare risposta a questa tipologia di esigenza. Il ruolo del commissario dell’ottava stagione, perciò, è prelevato da Simone Corrente, uno dei pochi che vagheggiano nel commissariato romano dalla prima volta che questo ha fatto la propria comparsa in televisione e i primi rumors promettevano meno chiacchiere e più giallo, quello che pure persisteva nelle ultime stagioni ma in qualità altamente sbiadita. Il tutto per rendere anche più fluida e più di impatto la sceneggiatura, allo snellimento della quale collabora anche la nuova linea gialla, liberatasi da orpelli giudiziari e casi forse complessi da gestire e perciò risultanti a volte troppo pesanti da vedere, come l’ultimo legato alla ‘ndrangheta.

Una linea gialla più “semplice” ma al contempo più appassionante, in quanto riguarda da vicino tutti i protagonisti della serie, e non elitaria, singola e ristretta a chi da meno è conosciuta, come avvenuto lo scorso anno. Tutte le carte in regola per fare bene c’erano. E noi ne rimanemmo estasiati, come testimoniato. Parlammo di un inaspettato, per quanto frettolosi (e poi più che giustificati) nei giudizi, ritorno alle origini, certo non ai fasti dei tempi dell’indimenticabile Scalise interpretata da Isabella Ferrari, ma a ciò che conoscevamo: un Distretto fatto di azione, di buoni sentimenti, sempre all’erta ma soprattutto coinvolgente. C’è un ma. Gli ascolti non ripagano, nonostante la qualità ci sia. Un pubblico scettico dinanzi a quella che è realtà, e perciò narcotizzato, giustamente, dalla irrealizzabilità di quella che pareva essere utopia o un pubblico semplicemente annoiato e scocciato?

Entrano in gioco, in tale tipo di ragionamento, quelle che sono due costanti da tenere sempre in considerazione quando in ballo c’è il raggiungimento di determinate quote d’ascolto: la salvaguardia del prodotto e la controprogrammazione interna. Una fiction che arriva all’ottava stagione, volente o nolente, non è più il concorrente temibile che poteva essere un tempo, lo schiacciasassi di qualche anno prima, anzi. È un qualcosa da tenere in cura, da proteggere, da salvaguardare, appunto. Sia da quella che è la concorrenza schierata da terzi, e quindi dalla Rai, che al giovedì sera programma una fiction giovane, Provaci ancora Prof 3, e l’approfondimento giornalistico più discusso e seguito della tv italiana, l’Annozero di Michele Santoro, sia da quella interna, che ipoteticamente potrebbe, e infatti agisce in tal senso, rubare ascolto. Quanto avviene, settimanalmente, con la coincidenza di programmazione della terza edizione de La Talpa. Il problema, il dubbio, è incrementato nel momento in cui poi ci sono ben due serate scoperte, liberate da flop inaspettati, intasate però con l'azzardata scelta di metterci film visti e stravisti.

Distretto, a dirla tutta, c’è. E le prossime puntate riserveranno sorprese incredibili, con un mix di thrilling ed emozione mozzafiato. La colpa di un calo d’appeal, forse, non è tutta da attribuire a chi su Youtube si diverte ad inserirne prima gli episodi, né al caso fortuito perché il lavoro fatto per questa stagione è eccelso, anche nelle minuzie dei casi di puntata (quello dei bambini sottratti forzatamente alla loro infanzia è da lode, per tematica e per resa) e nelle sfaccettature delle personalità dei personaggi (Elena Argenti, parere strettamente personale, interpretata dalla bravissima Anna Foglietta, è una vera e propria rivelazione). Ci sarà un colpo di coda nel finale di stagione, a livello d’ascolti, purtroppo così importanti per un futuro così poco roseo, o cos’altro?
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venerdì 5 settembre 2008

DISTRETTO DI POLIZIA 8: FINALMENTE UN RITORNO ALLE ORIGINI?

Non c’è nulla da fare: che tu sia fan accanito o che sia un normale telespettatore, quel jingle incalzante, quel motivetto che ti si ficca in testa, esprimente pathos, emozione, che è thrilling, non può non appassionarti a ciò che, subito dopo l’emissione della sua struggente e fredda nota finale (quest’anno intonata con il rumore prodotto dal cattivo di turno che imita uno sparo), introduce. Distretto di polizia, ottava serie. È finalmente e nuovamente attivo. E quella sigla di cui vi avevamo anticipato la clip è andata in onda ieri sera alle 21.20 su Canale5. Il X Tuscolano è tornato e quest’anno promette scintille. Parliamoci chiaro: le ultime due serie avevano perso lo smalto di quelle che erano state interpretate, in quanto protagoniste assolute nei panni del commissario, da Isabella Ferrari e Claudia Pandolfi. La linea gialla, od orizzontale come dir si voglia, della sesta e settima stagione non erano questo granché. Straniante come un militante sin dal primo anno dia sfoggio al suo personale problema solamente alla sesta, come accaduto con Ardenzi (Giorgio Tirabassi) impegnato nello scovare Carrano, e dispersiva quando riguarda esclusivamente il sì protagonista, ma nuovo entrato, Marcello Fontana (Massimo Dapporto). Queste come principali motivazioni di una sorta di disaffezione che il pubblico a riservato a Distretto di polizia. Più giallo e meno quisquilie ci fu promesso. Più giallo e meno quisquilie ci hanno riservato.

L’ottava stagione entra subito nel vivo della situazione, non crea preamboli, mozza l’attesa con un carico di ansia e pathos incredibile. Il nuovo commissario, Luca Benvenuti (Simone Corrente), seppur, ovviamente, alle prime armi e per questo apparso come impacciato, goffo, impaurito, rimarca come quest’anno sia quello dell’azione corale all’insegna di un gruppo coeso nelle sue differenti parti: ciò che prevalentemente era mancato nelle passate stagioni, per la prevaricazione del singolo e dell’evoluzione della propria storia. Ciò che è stato possibile scorgere, almeno in questi primi due episodi, e quindi dando un giudizio totalmente sovvertibile, è stata una maggiore accuratezza nella ripresa delle scene, aiutate anche da telecamere che svolgono il proprio lavoro in maniera diversa, con l’incremento di zoom e primi piani , à la R.I.S. per intenderci, accentuanti l’emozione del determinato momento. I nuovi personaggi, che ci riferiamo ai buoni o ai cattivi di turno, risultano integrati sin dal primo istante, all’insegna della non perdita di tempo. Grazie all’accorgimento della comparsa alla fine della settima stagione, ad esempio, è viva ed attiva sin da subito Elena Argenti (Anna Foglietta), un personaggio destinato ad entrare nel cuore degli appassionati della serie. Nonostante, per alcune caratteristiche, anche fisionomiche, ricordi vagamente il personaggio interpretato da Claudia Pandolfi, è determinata, viva, energica. Quello che ci voleva per dare nuova linfa al commissariato un po’ stantio dopo lo spostamento dell’asse centrale più verso il commissario impersonato da Dapporto che verso il gruppo.

Quale, però, la carta decisiva in questo repentino cambio di opinione, totalmente viranti verso il positivo? Le parole del nuovo commissario non sono state aria, non sono fumo nel cielo. Tutt’altro. La forza del distretto, relativamente alla quale possiamo sbilanciarci sul fatto che emergerà sempre più, per una trama orizzontale che attraversa, uno ad uno, ogni storia del singolo componente (la morte di uno del gruppo porterà maggior unione al fine di scovare i colpevoli), è, a sprazzi, già emersa. Il distretto c’è. Non è stato spento dalla piattezza degli ultimi due anni. E, diremo, per fortuna. Le emozioni che sa regalare questa fiction, uno dei polizieschi più seguiti della storia della televisione italiana, sono tante. E già ieri ne siamo stati investiti da un carico di molte di esse. La scena finale è stata semplicemente unica nel suo genere. La contrapposizione tra nascita e morte, l’eterna antitesi del gioco della vita. E mentre qualcuno se ne va, qualcuno vede la luce. Nello stesso posto. Personaggi spontanei e non artefatti unitisi in un unico gruppo, trama orizzontale forte (che, personalmente, mi ricorda quella della terza stagione, quando bisognava scovare Carla Monti che aveva spinto la moglie di Ardenzi dall’ultimo piano di un alto palazzo e che, molto probabilmente, vedrà le stesse dinamiche ripetersi), ottima tipologia di ripresa della azioni, sottolineate, in questa prima puntata, da un utilizzo dei bei sottofondi in modo accurato ed attento, buona sceneggiatura. Le carte, quindi, per fare bene e rialzarsi da ascolti in calando ci sono, il pubblico apprezzerà? Sicuramente la prima puntata ha rimasto affascinanti per un’energia e vitalità della serie che abbiamo avuto modo di capire non essere morta.

Distretto di polizia 8 ha totalizzato, nel primo episodio, 4.813.000 per il 22% di share e, nel secondo, 4.614.000 per il 25,26%.
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giovedì 4 settembre 2008

DISTRETTO DI POLIZIA 8: DA STASERA SU CANALE5


Ne abbiamo parlato, con interviste varie, e vi abbiamo proposto in anteprima la nuova sigla. Ebbene gli appassionati si tengano pronti, che stasera si parte. La ottava edizione di Distretto di Polizia, la storica fiction Mediaset prodotta come sempre dalla TaoDue di Pietro Valsecchi, torna in video. E torna con grandi novità. Massimo Dapporto, dopo una sola edizione, ha abbandonato il X Tuscolano, e con esso, ecco la promozione di Simone Corrente, il nuovo commissario Luca Benvenuto, pronto ad accogliere una pesantissima eredità.
Una eredità pesante anche dal mero punto di vista televisivo. La serie poliziesca infatti, dopo le prime edizioni di grandissimo successo, ha visto sempre un maggiore declino. L'usura, la ripetività, o un cast troppo ballerino hanno in ogni caso, almeno sino alla settima edizione, fatto intraprendere alla curva auditel una curva poco gradita da rete e produzione. Una curva che stasera, dopo mesi, tornerà a "scorrere", nella speranza, per fan e Mediaset, di intravere uno spiraglio di risalita. Ecco la notizia:
TV: AL VIA OTTAVA STAGIONE DI 'DISTRETTO DI POLIZIA'
Roma, 3 set. - (Adnkronos) - Da domani su Canale 5 in prime time e per questa settimana eccezionalmente con doppio appuntamento anche domenica sempre in prima serata, torna "Distretto di Polizia", serie 'cult' di Mediaset, giunto alla sua ottava stagione. Al X Tuscolano c' e' aria di grandi cambiamenti a partire dal nuovo commissario Luca Benevento alias Simone Corrente, volto storico del Distretto.I nuovi episodi, ventisei da cinquanta minuti ciascuno per tredici serate, per la regia di Alessandro Capone, vedranno come sempre la squadra impegnata nella lotta contro il crimine, con l'aggiunta un importante ingrediente di novita': una linea 'gialla' che coinvolgera' tutto il X Tuscolano, a causa del grave lutto di una loro collega proprio all'inizio della serie.Particolare sara' la spietatezza degli antagonisti della squadra di quest'anno, giovani avversari temibili e determinati a lungo imprendibili, che costringeranno tutti gli uomini del Distretto, sotto la guida del loro giovane leader, a confrontarsi con un nemico senza pieta', capace di colpire gli affetti piu' cari. La banda sara' formata dai fratelli Valerio (Massimo De Santis) e Giulio Flaviano (Jesus Emiliano Coltorti), la sua ragazza Melissa (Eleonora Sergio) e il loro capo, Gerace (Dante Palladino).
L'appuntamento è per stasera e domenica, alle 21:10, su Canale5.
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lunedì 1 settembre 2008

DISTRETTO DI POLIZIA: ECCO IN ANTEPRIMA LA SIGLA DELL'OTTAVA STAGIONE

Manca davvero poco e chi ne è appassionato non fa altro che conteggiare le ore per arrivare alle messa in onda della premiere della stagione numero 8. Ne abbiamo parlato anche noi di Scavicchia la notizia, centellinando la spasmodica attesa con qualche post durante l’estate, annunciando quelle novità di cui anche il pubblico non avvezzo alla navigazione in rete, laddove ne sono diffuse a larga manica, è a conoscenza. Mettersi a fare una sorta di resoconto di quanto, senza la volontà di cadere in qualche ambiguo o chiaro spoiler (ovviamente non è buon costume né farlo, né anticiparne l’azione senza un’apposita dicitura), è stato già annunciato sembra superfluo. Basti sapere che il nuovo commissario sarà Luca Benvenuti, interpretato da Simone Corrente, che subentra ad un più che geriatrico Massimo Dapporto. Giovedì 4 e domenica 7, in un doppio appuntamento da non perdere nella maniera più assoluta, avrà inizio, come avrete ben capito, Distretto di polizia 8. Dare una sbirciatina a ciò che ci attende fra poco meno di quattro giorni da una parte può rovinare l’attesa protratta per circa un anno, nutrita per quella che si preannuncia essere la stagione che, combattendo un evidente e, perciò, più che ipotecabile calo d’appeal, può rialzare la sorte della stagnante piattezza reclamata a voce comune della scorsa serie (che, da inguaribile fan della fiction sin dalla prima puntata, in forma personale non ho trovato), venendo a conoscenza di qualche dettaglio di troppo osservato per una sete insoddisfatta, e dall’altra può essere un qualcosa letto sotto un’ottica innocente, che non fa altro che placare l’impazienza e fare in modo che la tolleranza possa prolungarsi per qualche ora ancora.

Girovagando su Youtube alla ricerca di qualche promo di cui non ne avevo visto le immagini o di qualche backstage che mi fornisse qualche elemento in grado di non rovinarmi la visione delle puntate, ho trovato un qualcosa che, seppur d’anticipo e seppur circostanziato al campo dell’amatoriale mi ha fatto molto piacere vedere. È, in anteprima, la nuova sigla della fiction che non esitiamo a proporvi di seguito, molto probabilmente registrata da qualche imperterrita videocamera durante la proiezione della prima puntata alla scorsa edizione del Roma Fiction Fest (dove è stato registrato anche il culmine della stessa premiere, che non vogliamo anticiparvi, ma che è rinvenibile sul portale video):



L'appuntamento è per giovedì 4/09, alle 21.10 circa, su Canale5
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martedì 19 agosto 2008

INTERVISTA AD ENRICO SILVESTRIN, PROSSIMO PROTAGONISTA DI DISTRETTO DI POLIZIA8

Dopo l'intervista a Simone Corrente, possiamo proseguire nelle interviste al riguardo dei prossimi protagonisti della imminente nuova edizione di Distretto di Polizia8, la storica fiction di Canale5 che, prodotta dalla TaoDue di Pietro Valsecchi, ritornerà in video al prossimo 4 settembre. C'è da dire che il gradimento, o meglio il mero dato di ascolto, del prodotto è diminuito sempre più nel corso del tempo, complice la generale crisi della televisione generalista, un cast stravolto o, più semplicemente, l'aver voluto tirare troppo la corda con tale prodotto, come forse accaduto anche con il Medico in Famiglia che, non casualmente, quest'anno ritorna riportando in casa Martini storici protagonisti. In ogni caso, protagonista della prossima edizione sarà Enrico Silvestrin, poliedrico artista televisivo, da anni impegnato nel piccolo schermo e che, questa volta, "promette" di voler continuare a fare solo l'attore.Riportiamo la sua intervista tratta da Il Giornale.
Silvestrin promosso al Distretto: «E da oggi farò solo l’attore»
Dopo nove anni giovedì 4 settembre ritorna su Canale 5 Distretto di polizia. Per arrestare la prevedibile - siamo all’ottava serie - parabola discendente che rischia di investire la serie le premesse sono: nuove sceneggiature e avvincenti personaggi. Tra quest’ultimi Simone Corrente, il poliziotto gay presente fin dalla prima edizione, diventa ispettore capo, nei panni di Luca Benvenuto, ed Enrico Silvestrin, alla sua terza presenza nel commissariato X Tuscolano, assurge al ruolo di co-protagonista nei panni di Alessandro Berti. Nel cast anche Max Giusti, Anna Foglietta, Pino Quartullo, Giulia Bevilacqua, Marco Marzocca e Daniela Morozzi.
«Nella prima puntata - racconta Silvestrin - uccidono la mia fidanzata-collega Irene Valli, interpretata da Francesca Inaudi. Motivo per cui decido di aiutare le indagini incalzando più da vicino l’ispettore Benvenuto».
«Tra me e Simone Corrente sul set si è creata una tensione tale da aiutarmi ad abbattere le barriere con il mio personaggio e a farmi quasi dimenticare il contesto».
Con un passato da veejay di Mtv l’attore romano, per la sua prima volta a Distretto, era così felice che lo comunicò ai suoi fan tramite un’appassionata lettera sul web. «Sfido, erano mesi che non lavoravo. Ma a parte questo, Distretto è una serie che non brucia i suoi protagonisti, anzi».
E Silvestrin preferisce, come da sua stessa ammissione, «essere una candela che brucia poco alla volta».
Tra la conduzione di un concerto del Primo maggio (1998) e un Festivalbar (2007) ci ha messo un po’ prima di dedicarsi esclusivamente alla recitazione. «Ho girato il primo film nel 1991, ma ero poco convinto, anche per via del confronto con i miei zii che sono attori di teatro di un certo spessore», racconta l’attore con la faccia da impunito che, nonostante la modestia, ha però recitato in quasi tutti i film di Gabriele Muccino, «tutti tranne l’ultimo girato in America con Will Smith e L’ultimo bacio».
Silvestrin si vide costretto a rifiutare la parte che poi regalò la notorietà a Stefano Accorsi perché sfortunatamente in quel periodo stava girando la serie televisiva Via Zanardi 33 («la sit-com che ha lanciato tutti tranne me», rivelandosi anche un flop). «L’ho presa così male che a tutt’oggi non riesco a vedere quel film».
Ciò nonostante con Muccino sono rimasti amici: «È un talento fuori del comune e ha fatto bene ad andare all’estero».
E lo dice uno che a 22 anni andava in onda dagli studi di Camden Town di Mtv Europe a Londra. «Ci ero finito per culo, mandando una semplice videocassetta. All’epoca rispetto ai ragazzi inglesi ero anch’io una specie di bamboccione, ma tant’è. Ci rimasi tre anni. I più belli della mia vita fin qui, oserei dire».
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mercoledì 13 agosto 2008

INTERVISTA A SIMONE CORRENTE, NUOVO COMMISSARIO DI 'DISTRETTO DI POLIZIA 8'

Sta per tornare Distretto di polizia 8, la popolare serie televisiva targata Taodue in onda su Canale 5. Iniziata nel lontano 2000, dopo aver mietuto successi su successi - chi più, chi meno – con le sue precedenti sette serie, pare che la forza propedeutica della fiction non voglia assolutamente arrestarsi e pare essere anche molto ma molto forte, travolgente e scatenante un’attesa rara ma palbabile, tangibile per una fiction all’ottavo anno di trasmissione. Il clima gioioso e sereno del commissariato, il famoso X Tuscolano, i rapporti interpersonali che intercorrono tra i vari membri, l’azione ed il giallo che - a detta degli attori - quest’anno la faranno da protagonista, la semplicità narrativa ed un ovvio pathos mai invasivo e mai strabordante, fanno la fortuna della serie che nel corso degli anni ha lanciato e consacrato attori del calibro di Isabella Ferrari, Ricky Memphis, Claudia Pandolfi e Giorgio Tirabassi (questi ultimi, poi, protagonisti di un'altra fiction prodotta da Taodue quale I Liceali), che hanno interpretato personaggi indimenticati ed indimenticabili - non a caso c’è ancora parte della folta schiera dei fan che chiede incessantemente ritorno di parte di essi, allontanati dalla fiction senza motivazione o senza ragione pienamente spiegabile -.
La scorsa serie ha visto un nuovo commissario, quel Massimo Dapporto apparso rigido e austero e mai totalmente naturale in quell’ambiente, tanto che alla fine della stessa ha lasciato. Subentra a Marcello Fontana, Luca Benvenuto, interpretato da Simone Corrente, militante nella fiction dal primo anno. Fresco di promozione, quindi, il novello commissario è, quest’anno più che mai, protagonista assoluto della serie che l’ha lanciato. Quali le emozioni, le sensazioni, le aspettative? E quali le anticipazioni della serie che vedremo? Tutte risposte date all’intervista fattagli da Sorrisi & Canzoni Tv, che riportiamo nella sua interezza:
«Mi sento come un pischello al primo giorno di scuola». Parola di Simone Corrente, il nuovo commissario del celeberrimo Decimo Tuscolano di «Distretto di polizia». «Succede così: un giorno ti alzi e le cose sono cambiate. Ti guardi allo specchio e realizzi che niente sarà più come prima e un nuovo mondo ti aspetta. È esattamente quello che è successo a me e che ho trasferito al mio personaggio, Luca Benvenuto, dandogli la mia sensazione di vivere questa bella avventura. Lui deve affrontare nuove responsabilità e io pure, nel ruolo di protagonista di “Distretto”». Siamo sul set dell'ottava serie, nella Riserva di Martignanello, sul Lago di Martignano (Roma). Simone Corrente gira la scena clou che vedremo nel finale di «Distretto di polizia 8», in onda dai primi di settembre su Canale 5, prodotta da Pietro Valsecchi e Camilla Nesbitt, per Taodue.
Simone, appena è stato promosso commissario, quali sensazioni ha provato?

«Una grande emozione, dopo otto anni d'impegno nella serie. Sto vivendo un momento felice. La responsabilità è grande, perché ora il mio Luca dirige le missioni e dispensa ordini agli amici».

Lei succede a Isabella Ferrari, Claudia Pandolfi, Giorgio Tirabassi, Massimo Dapporto: una bella eredità.

«Una grande sfida, arrivata al momento giusto. Sono maturo per affrontarla, coronando così i miei sogni, dopo tanti sacrifici. Su questo set ho vissuto otto anni di soddisfazioni professionali e mi sono innamorato della collega Giulia Bevilacqua, che interpreta Anna Gori».
Con Giulia Bevilacqua ormai convive 24 ore su 24?

«Sì, e ne sono felice. Abbiamo creato il nostro equilibrio convivendo sul set; sarà difficile quando non lavoreremo più insieme. Giulia, nei panni di Anna, in questa serie vivrà una storia d'amore tormentata con un medico: vederla baciare un altro non mi fa certo piacere. A casa studiamo i copioni insieme, aiutandoci. A metà agosto, per rilassarci, gireremo l'Irlanda con Anna Foglietta (che in “Distretto” interpreta l'ispettore Argenti, ndr) e il suo compagno. Giulia e io formiamo una famiglia unita, di cui fa parte integrante il nostro cane Rocco».

Non pensate a un figlio?
«Ci penseremo più in là. Per ora il lavoro ci assorbe».
Per dare il volto al commissario ha cambiato look: capelli corti, baffi e pizzetto.
«Il look segue il mio cambiamento interiore, ho colto l'occasione per rinnovarmi. Sembravo un ragazzino e non riflettevo più il mio stato d'animo».

Esprima un desiderio: chi vorrebbe interpretare in un nuovo film?
«Un romanticone, in coppia con la mia fidanzata Giulia, in un ruolo che faccia ridere... ma non per come recito».

Nei film è sempre il ragazzo con la pistola in mano, da «Vite a perdere» a «Milano Palermo: il ritorno». È un caso?
«Sì, giuro di essere un pacifista. Però fin da piccolo ho sempre giocato a fare il cowboy. Nella prima lettera alla Befana ho chiesto una pistola ad aria compressa, con tanto di piombini. Le scene d'azione mi danno una scarica di adrenalina».
Informiamo i nostri lettori che proseguendo nella lettura della parte finale dell'intervista è possibile incappare in qualche anticipazione di troppo che potrebbe rovinare l'attesa della messa in onda. Facendo attenzione al rischio spoiler, preferiamo pubblicarne lo stralcio in chiusura.
Come cambia la linea narrativa di «Distretto»?
«Con un'atmosfera avvincente tipica della commedia, che si tinge di giallo, tra sentimenti, tensione e suspense. Luca entra subito in azione per sventare una rapina in banca; nello stesso giorno la banda spara a Irene (Francesca Inaudi, ndr). Toccherà a Luca scoprire i responsabili, tenendo sotto controllo l'ispettore Alessandro (Enrico Silvestrin, ndr), pronto alla vendetta per la perdita della fidanzata».
Si vociferava di un ritorno di Giorgio Tirabassi e Ricky Memphis in questa serie.
«Hanno deciso altrimenti. Ricky ha girato la fiction “Crimini bianchi”. Mi sarebbe piaciuto averlo sul set: è un maestro e un amico».
Sulla scrivania, il suo commissario Benvenuto avrà una foto che lo ritrae con l'ispettore scomparso Mauro Belli interpretato da Ricky Memphis. È stata una sua scelta?

«Sì, per il mio personaggio l'ispettore interpretato da Memphis era la persona più cara che aveva nel “Distretto”. Per me è un modo rassicurante per sentire vicino il mio miglior amico. Ricky è venuto a trovarmi sul set per il mio primo ciak. Ci vediamo spesso anche perché gestiamo insieme, a Roma, due trattorie».
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sabato 9 agosto 2008

MAX GIUSTI: A SETTEMBRE "LAVORERÒ COME BERLUSCONI"

Pur non essendo ancora pienamente comprensibile quella che è stata la reazione scatenante una così tanta fiducia riservata nei confronti dell’attore Max Giusti, ci si appresta a dire, senza neanche eccedere in superficialità, che la prossima stagione sarà una di quelle d’oro per l'attore. Saranno ben tre i fronti che lo vedranno protagonista, diverso l’uno dagli altri, palchi camaleonticamente affrontati e vissuti. Molto probabilmente sarà la sua vena d’attore o quella di presentatore, a cui è già stata data ossigeno nell'esperienza faillmentare di Stile Libero Max, qualora seguisse le orme del predecessore Insinna, ad avere la meglio sulle sue altre sfaccettature quando lo si vedrà alla guida della macchina da guerra e d’ascolti Affari Tuoi su RaiUno; il comico, invece, prenderà il sopravvento nelle caricature offerte a mo’ di siparietti all’interno del contenitore domenicale di RaiDue Quelli che il calcio e…; alla capacità interpretativa verrà dato sfoggio e dimostrazione nell’ottava serie di Distretto di polizia che verrà trasmessa da Canale 5. Tre canali per tre possibilità per le quali, dai rispettivi direttori, viene chiesto il massimo. Opportunità che se sprecate, soprattutto nel caso dell’access quotidiano relativo al gioco dei pacchi, potrebbero costare un "aumento della temperatura" della poltrona su cui siederà. che inizierà inevitabilmente a scottare. Le novità dei progetti, le impressioni, le speranze di Giusti riportare di seguito, intervistato da Libero Quotidiano.
Non è da tutti riuscire a far mettere d'accordo due direttori di rete, sia pure della stessa azienda, per poter lavorare in con temporanea su due canali tv: ci è riuscito Max Giusti, che nei prossimi mesi dovrà farsi addirittura in tre, dividendosi tra "Affari tuoi ", il game show di Raiuno di cui prenderà da settembre il timone al posto di Flavio Insinna, "Quelli che il calcio", dove su Raidue proporrà le sue irresistibili imitazioni per il settimo anno consecutivo, e "Distretto di polizia 8", la fiction di Canale 5 nella quale dallo scorso anno veste i panni dell'ispettore Raffaele Marchetti.

Come se tutto questo non bastasse, fino al 23 agosto c'è anche la tournee teatrale. «Lavoro quasi come Berlusconi», scherza l'attore romano, «in questo periodo sto sul set di "Distretto" di giorno, poi mi vengono a prendere e io dormo in macchina mentre mi portano a teatro».

Ma il bello deve ancora arrivare. Ancora pochi giorni, infatti, e comincerà l'impegno quotidiano con il game show dell'access prime time di Raiuno: in lizza anche un paio di anni fa, stavolta Giusti ce l'ha fatta a battere la concorrenza e ad essere incoronato re dei pacchi, nonostante avesse già un accordo con Raidue per presentare un nuovo programma, "Alter ego". «Sono stato fortunato perché la chiamata per "Affari tuoi" è arrivata dopo la presentazione dei palinsesti, avevo già un impegno ma Del Noce ha telefonato a Marano e si sono messi d'accordo. Questa è una cosa che mi lusinga e mi onora, sono uno dei pochissimi a stare su entrambe le reti».

Già, perché su Raidue continueremo comunque a vederlo a "Quelli che il calcio". in parodie nuove di zecca («sicuramente Mourinho e poi un politico importante, magari Di Pietro») e in quelle storiche («ho una galleria di almeno 25 personaggi e ce ne sono alcuni, ad esempio Lotito, che non puoi non farli per una settimana se no ti arrivano le mail di protesta»).

Ma quello che più interessa il pubblico televisivo è sapere come cambierà con lui "Affari tuoi". «Credo che questo programma si adatti particolarmente a me», commenta il novello uomo di punta di Raiuno, «perché ogni sera c'è un concorrente diverso, una partita diversa, è come se fosse un piccolo show. E infatti quest'anno abbiamo voluto dare l'idea dello spettacolo, con un vero e proprio sipario che ogni sera si aprirà all'inizio della puntata, e ho chiesto di avere il pubblico ancora più vicino, per darmi calore e sicurezza».

Quel che è certo è che Max Giusti sarà diverso da quelli che l'hanno preceduto, per una ragione semplicissima: «Se hanno chiamato me vuol dire che vogliono me, un po' dissacratore e un po' cialtrone come sono, quindi sarò me stesso cercando di dosarmi e di valorizzare il gioco senza strafare. Sono contento perché questo è un nuovo percorso che può portarmi magari un domani a fare un varietà di Raiuno».

Se uno show tutto suo sulla rete ammiraglia è il sogno nel cassetto del Max Giusti conduttore, il Max Giusti attore vorrebbe invece essere finalmente se stesso anche sul set.

In "Distretto di polizia" interpreta infatti un personaggio che non gli somiglia neanche un po' - l'ispettore Marchetti, che quest'anno «si sveglierà un po' e penderà meno dalle labbra di Anna» - e, rivela, «mi è piaciuto annullarmi ma ora mi piacerebbe fare qualcosa in cui non ci si vergogni di far ridere». I produttori sono avvisati.

E chissà che quelle probabilità o opportunità come le avevamo definite prima, se giocate come carte nel migliore dei modi, non possano aprire altre porte sul cammino del romano. Per ora, però, ancora senza aver visionato nulla dei progetti che lo vedranno parte integrante, sembra che questo puntare su di lui non sia veramente tale, avvicinandosi, di contro, più ad un rischio, una scommessa dall'esito incerto che gli addetti ai lavori sperano di vincere.

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domenica 13 luglio 2008

DISTRETTO DI POLIZIA 8: PIU' GIALLO, MENO QUISQUILIE?

Distretto di polizia, è inutile negarlo, rappresenta il fiore all’occhiello della fiction Mediaset e della Taodue di Pietro Valsecchi. Uno dei pochi tentativi, se non l’unico, insieme alla sorella minore R.I.S., che ha tentato e che tenta tutt’ora di distaccarsi dalla familiare e stantia fiction italiana per strizzare l’occhio al modello americano, offerto dai telefilm di matrice statunitense che dell’essere avvincente e sorprendente in ogni suo momento fa propria tessera d’identità. La dilagante affermazione del marchio ha portato, come noto, all’irrevocabile decisione di replicarlo, in particolar modo per quanto riguarda le prime stagioni, in maniera incessante, in ogni dove, riscuotendo sempre discreti consensi. Seppure nel corso del tempo abbia lasciato per strada alcuni pezzi chiave che hanno fatto la storia e la fortuna della fiction, come Isabella Ferrari che interpretava il commissario Giovanna Scalise nelle prime due stagioni, Claudia Pandolfi nel ruolo di Giulia Corsi, nelle stagioni che andavano dalla terza alla quinta, Giorgio Tirabassi (Roberto Ardenzi), Ricky Memphis (l’ispettore Mauro Belli) tra i tanti, è merito della serie e dei suoi sceneggiatori la continua capacità di agognato rinnovamento e di perpetuo e voluto ringiovanimento della stessa, anche se è da dire che la finezza e l’accuratezza che la contraddistinguevano nei primi anni, sono andate inevitabilmente a scemare, facendo posto ad una lacerante scontatezza ed una insopportabile mediocrità nella scrittura e nella resa televisiva, tanto da arrivare a scene senza senso e finali così aperti, non ripresi nella stagione successiva in minima parte, difficilmente spiegabili.

E’ evidente il riferimento alla chiusura della sesta serie, terminata nel 2006, nel momento in cui non si capì, date le scene finali, se veramente l’indimenticato, agli occhi dei tantissimi fans, ispettore Belli veramente perì o meno. Una vicenda lasciata a mezz’aria anche successivamente, nella settima stagione – considerata dai fans e da chi vi lavorava come di passaggio, di transizione - che, più di tutte, paga le conseguenze di ciò che sottolineavamo poco fa. A poco servì, infatti, l’arrivo dell’intransigente Massimo Dapporto, che impersonò il commissario Marcello Fontana, il cui compito sarebbe dovuto essere quello della portata di una nuova folata di freschezza alla serie trasformatasi, però, in vento fatto di austerità e di grigiore poco apprezzato dai telespettatori. A ciò vada ad aggiungersi anche quella incredibile banalità nella sceneggiatura, che più volte, per effettiva incapacità di evoluzione, riprendeva, come veri e propri deja-vù o come i migliori flash-back, tracce già ampiamente analizzate in episodi d'annata. Quella passata rappresentò, per questo motivo, la peggiore tra le sette serie. Era dovuto, quantomeno, uno stop, una pausa durante la quale ripensare in maniera obiettiva al prosieguo naturale della fiction. Invece così non fu. A settembre, nuovamente sui teleschermi degli italiani, si respirerà ancora l’aria del vecchio e glorioso X Tuscolano, con tante novità annunciate così come riportato da Tgcom.

"Presenterà storie molto più gialle, con più suspence, serrate, meno facili da risolvere e più avvincenti per il pubblico", come ha annunciato Simone Corrente, il commissario dell’ottava stagione subentrato a Dapporto, al RomaFictionFest, in occasione del quale è stata proiettata la prima puntata della nuova serie. In una sala gremita di pubblico, con cui gli attori si sono fermati a lungo, per autografi e fotografie, dopo la proiezione, sono tornate le avventure degli agenti del Decimo Tuscolano a Roma, stavolta in una formazione ancora più giovane. Dopo la veloce entrata e uscita di scena del commissario Fontana (Massimo Dapporto) nella settima serie, a fare le sue veci al commissariato arriva Luca Benvenuto (Simone Corrente). ''Luca non è più un "pischello" ma è diventato un uomo più maturo e assennato - ha spiegato Corrente -. Per interpretarlo e arricchirlo ho messo a frutto il momento professionale che sto vivendo come uomo''. Qual è la difficoltà principale che il tuo personaggio affronta nella serie? ''Il dare ordini agli amici, accettare di essere passato dall'altra parte della scrivania e quindi anche la necessità di imporsi quando ce n'è bisogno. Una dinamica che creerà delle tensioni''. L'episodio presentato al FictionFest, nel quale gli agenti si concentrano sull'omicidio di una donna e di quello che sembra il suo assassino, tornano intrecciate alle indagini personali dei vari protagonisti, che dovranno avere a che fare con un dramma collettivo a fine puntata. Fra gli elementi che scandiscono la storia: l'amore fra Irene (Francesca Inaudi) e Alessandro (Enrico Silvestrin), sempre più solido; il legame che si stabilisce fra la nuova arrivata Elena (Anna Foglietti) e i colleghi; il trauma che deve affrontare Anna (Giulia Bevilacqua) e la sempre maggiore distanza tra lei e Raffaele (Max Giusti). "Il mio personaggio vive un'evoluzione che mi piace molto, lo rende più umano" - spiega Giusti (fresco di investitura per la conduzione di Affari Tuoi) - "la storia con Anna lo lascia scottato, e lui esce dal mondo ovattato dove aveva vissuto". Un periodo di crisi lo passerà anche la new entry Elena: "Ha dentro di se' dei mostri che si ritrova da sola ad affrontare", dice Anna Foglietta (presentata al pubblico già all’ultima puntata della scorsa edizione di Distretto). Per Giulia Bevilacqua, interprete di Anna, che dopo il trauma della prima puntata si troverà a vivere una nuova, bellissima storia d'amore, l'idea di ringiovanire la squadra di poliziotti anche nella figura del capo è stata bellissima: "Nella serie si respira un'aria nuova, più frizzante, con uno spirito di squadra ancora più forte. Più che un capo con i suoi sottoposti siamo un gruppo di amici che si supportano a vicenda".

Ed è ciò che sperano i tanti fans della fiction delusi, diciamoci la verità, dall’ultima mandata in onda. Tante novità, tanta voglia di riprendersi la palma della fiction Mediaset per eccellenza dopo gli ascolti nettamente in calando dello scorso autunno. Riusciranno, quindi, i nostri beniamini a vincere la loro missione più importante e cocente, quale quella che si batte il giorno successivo, nella prima mattinata, alla messa in onda di ogni puntata?
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