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mercoledì 17 giugno 2009

CULT TV: LAMBERTO SPOSINI SI INFURIA CON CESARA BUONAMICI

Oggi è alla guida della Vita in Diretta ma per diversi anni Lamberto Sposini è stato uno dei volti di punta, nonchè fondatore e vicedirettore, del TG5. Anni in cui non sono mancati siparietti, da quello mitico in cui mangiò in diretta il pollo (era il periodo dell'aviaria) a questo, forse un pò meno noto, ma sempre cult... guardare per credere!
P.S. Con questo video si inaugura una nuova rubrica, Cult Tv, in cui cercherò di ripassare con voi i momenti speciali della storia della tv... errori, gaffe, risse, pianti... il meglio ed il peggio della tv di ieri e di oggi!

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martedì 14 ottobre 2008

INTERVISTA A LAMBERTO SPOSINI: "DELLA TV NON ME NE FREGA NIENTE, NON VEDO L'ORA CHE ARRIVI IL FINESETTIMANA..."

Che siano le famose casalinghe di Voghera o che si tratti delle nonne di Torre del Greco, il pomeriggio della prima di Stato, la cui fortuna è riconosciuto essere basata sull’affetto nutrito nei suoi confronti da un target prevalentemente adulto, è, per loro decisione, indistintamente dalla zona di provenienza perciò, appannaggio de La vita in diretta, il più che decennale contenitore di cronaca rosa e nera condotto per anni da Michele Cucuzza ora protagonista di un mattino svestito di gaffes a cura di Luca Giurato, che abbiamo però potuto scorgere proprio ieri nella puntata de L’Isola dei Famosi, ora avente redini nelle salde mani del giornalista Lamberto Sposini. Anche il programma cult di RaiUno è passato al vaglio delle nostre critiche e dei nostri giudizi, come noto, ed oggi riportiamo questa intervista rilasciata dal conduttore a Il giornale:

Se attraversassi via Teulada come fa Lamberto Sposini per venirmi incontro, mi avrebbero già steso come una sogliola. Ma al suo cospetto auto e centauri si fermano in estasi. Alto e solenne, il bel Lamberto incede con la consapevole noncuranza del divo. Ha un gessato scuro, occhiali neri velati di mistero, un’aria complessiva da James Bond palestrato e un cincinin di autorevole sovrappeso. Uno splendido cinquantaseienne. Solo quando approda al bar dell’appuntamento, la circolazione si rianima davanti agli studi tv della Rai. Sono le dieci di mattina e Sposini si è preso una parentesi. Era già al lavoro da un po’ per preparare la tre ore pomeridiana della sua trasmissione La vita in diretta su Raiuno.

«Sei tornato nella tv che conta dopo due anni in ombra. Euforico?», gli chiedo mentre sediamo a un tavolinetto all’aperto.
«L’euforia non fa parte delle mie categorie. Neanche le grandi depressioni. Vivo le cose come sono», dice e si toglie gli occhiali alla Bond. Ha il colletto bianco aperto e il fazzoletto in tinta nel taschino.

«Nel 2006 hai sbattuto la porta del Tg5 di cui eri vicedirettore per un contrasto politico-giornalistico col direttore Carlo Rossella. Sei un tipo rognoso?».
«Nel giornalismo ci sono regole da rispettare. Se c’è una notizia, va data. Soprattutto se è politica e si è sotto elezioni. Nel mio caso era la dichiarazione di un esponente della sinistra. Ho difeso questo principio e il direttore non è stato d’accordo. Così è finita», dice. È un tipo calmo ma puntiglioso.

«Finita come?».
«Abbiamo bisticciato. Il giorno dopo ho detto: “Mi prendo una settimana di ferie fino alle elezioni”. Poi non sono più tornato perché Rossella fece sapere che si era rotto il rapporto di fiducia».

«Te ne sei andato dando a Rossella dello “scribacchino di Buonaiuti”, ossia zerbino berlusconiano».
«Non l’ho mai detto».

«L’hai pensato».
«Non mi piaceva che un quarto d’ora prima del Tg5 arrivassero a Rossella telefonate improprie. Non si fa. Si può ascoltare l’interlocutore, ma non prendere indicazioni».

«Qual è il tuo giudizio su Rossella?».
«Spiritoso e divertente. Memorabili i suoi racconti sull’Avvocato e su Montezemolo. Sul piano professionale però, io che avevo vissuto la stagione di Enrico Mentana, mi sono trovato a disagio», dice compreso.

«Cioè?».
«Mentana in tredici anni di direzione ha detto no a tutti. Politici, imprenditori, attori. Una diga insormontabile. Si faceva solo quello che il tg aveva deciso di fare. Alla fine, non arrivavano neanche le telefonate della direzione aziendale. Finita l’epoca Mentana, tana libera a tutti».

«Te ne sei andato senza un posto di ricambio. Coraggio, rabbia o consapevolezza che altri ti avrebbero cercato?».
«Un po’ tutte e tre le cose. Pensavo di essere in mezzo a una strada per rispetto di me stesso, ma che avrei trovato altrove. Orgoglio ferito in attesa di essere soddisfatto. Ma era più una sensazione. Io non frequento salotti, tantomeno politici, ma solo persone lontane dal potere».

«I due anni di esilio sono stati frustranti. Collaboravi con piccole tv come TeleNorba o Video Calabria».
«Non mi sono vergognato. Ringrazio chi mi ha dato fiducia e mi ha fatto lavorare. Il lavoro è sempre nobile, ma deve corrisponderti. Io ho fatto cose minori che rispondevano ai miei criteri».

«Come non bastasse, sei stato picchiato e rapinato mentre rientravi di notte a casa», gli ricordo.
«Come dire: un periodo di me..a... », ride.

«Per soprammercato, l’Ordine dei giornalisti ti ha sospeso tre mesi per un’intercettazione con Luciano Moggi».
«L’Ordine è anacronistico, non ne riconosco la validità e a due anni dal mio ricorso tutto ancora tace. Ma siamo iscritti e bisogna obbedire. Per me, però, che ho fatto del rispetto delle regole una ragione di vita, è stato un graffio che ha lasciato una cicatrice per sempre. Sono stato messo in croce come un furfante in combutta con altri furfanti. Mentre era una str..zata: parlavo di partite. Mi ha risarcito la solidarietà dei colleghi espressa con un’inserzione sui giornali», dice mentre uno sciame di televisivi in pausa dagli studi di via Teulada occupa il bar. Ci restringiamo. Lamberto ordina un caffè, io un Crodino con pistacchi. L’addetto mi guarda come fossi scemo e porta noccioline americane. Sgranocchiando, parliamo.

Ora sei di nuovo in auge con una trasmissione frivolotta - te l’ha rinfacciato Aldo Grasso - per un ex vicedirettore di tg.
«Un rotocalco di attualità. Me l’ha proposto il direttore della rete. Ho accettato con gioia. Non penso sia una diminutio, né che le sole cose serie siano la crisi economica. La vita è diversa. Tutto sta nel come si fa. Io lo faccio secondo la mia sensibilità e i miei filtri culturali».

Sei considerato un sale e pepe coi fiocchi. Chissà le avventure con quel po’ po’ di vamp che ospiti!
«Neanche mezza e non ci penso nemmeno».

Da Narciso fanfarone hai detto: «Non ho mai corteggiato. Non ho pazienza. O sono stato scelto o ho lasciato perdere».
«Sono stato baciato dalla fortuna. Abituato male, se vuoi. Ma sono effettivamente stato oggetto di accurate attenzioni. Forse, chissà, ho anche corteggiato».

Insomma, sei passivo.
«Al dunque, interagisco di buon grado».

Qual è il tg migliore?
«Il più sorprendente è il Tg2. Dà una lettura, sottolinea aspetti inediti. Gli altri, so sempre quello che diranno».

Il personaggio più televisivo?
«Fiorello. Ha una marcia in più. Fa un po’ tutto e bene. Recita, canta, balla, intrattiene, sa fare le interviste. Straordinario».

Il politico che più buca lo schermo?
«Tolto Berlusconi - discorso a parte perché la tv l’ha inventata e sa come utilizzarla - per chiarezza ed efficacia, i più dotati sono Maroni e Brunetta».

Uno che rende meno di quello che vale?
«Nel centrosinistra quasi tutti. I bravi sono antipatici, vedi D’Alema, o inguardabili come Prodi. La sinistra sconta anche in tv la pretesa superiorità che è la sua sventura. Pensano di avere la verità in tasca e sono supponenti. Straparlano di egemonia, ma chi sa comunicare è la destra».

Debutti come giornalista a "Paese Sera" e sei sempre stato di sinistra. Fino alla morte?
«Non voto da un paio di elezioni. Io sono per votare le persone e con questo sistema non si può. Ma anche con le preferenze mi asterrei. Non saprei chi votare e sono profondamente deluso dalla sinistra».

Vorresti condurre un talk show politico?
«Così come sono, mi interessa poco. Mi piacerebbe farne uno dal punto di vista della comunicazione. Prendi il governo Prodi. Al mattino Consiglio dei ministri, il pomeriggio ministri in piazza. Qual è il messaggio? Sublime in tv, ma invotabili».

Il tuo giornale (presenti esclusi)?
«Il Foglio, il Riformista, Libero. Danno una visione non scontata. Degli altri potrei disegnare le pagine in anticipo».

Il Cav, che combatti politicamente, ti ha stipendiato per lustri. Eri combattuto?
«Per nulla. Come editore è stato un modello, fino all’uscita di Mentana dal Tg5, nel 2003».

Lilli Gruber, tua collega quando eri al Tg1, ha lasciato l’Ue per la tv. Come Santoro. Perché si fanno votare?
«La politica è senza ritorno. Se ti fai eleggere, non puoi più fare giornalismo. La gente ti identifica in un certo modo».

Lilli la Rossa, per il suo ultimo libro, ha chiesto la prefazione al Cav. Gira col vento?
«Conoscendola, dubito salti il fosso. Il suo è senso di opportunità, non opportunismo. Se scrivessi un libro di un certo tipo, mi rivolgerei anch’io a Berlusconi. È da persone intelligenti che non sono schierate al limite del pregiudizio».

Il più bravo dei conduttori di talk show politici?
«Vespa, anche se è un cerimoniere. Ma sono tutti bravi i quattro Cavalieri dell’Apocalisse. La differenza è che Santoro e Floris parlano solo di politica perché, essendo indubitabilmente di sinistra, pensano di saperlo fare meglio. Il centrista Vespa e l’anarchico Mentana, senza quella formazione, né quella pretesa, si occupano anche di costume».

Degli emergenti, Antonello Piroso, Luca Telese, ecc., chi ti va a genio?
«Quelli che hai detto. Piroso ha un ego che arriva fino a Firenze, ma è bravo. Anche Telese, nonostante si veda che non è un televisivo. È questo, anzi, che mi piace. Sembra uno uscito dal bar che passa un momento in tv. Un’innocenza che paga».

Ci sono tizi che non intervisteresti per antipatia, distanza politica, ecc.?
«Intervisto tutti. È il mio mestiere».

Anche gli ingestibili, tipo Pannella, Sgarbi, Berlusconi o Cossiga?
«Sono quattro che in tv uno li vorrebbe tutti i giorni. Anche se vanno a ruota libera, sono provocatori stimolanti. Coi precisini dopo cinque minuti ti addormenti».

Con questa crisi, dove li metterai tutti i soldi che guadagni?
«Prendo meno di altri. In banca ho solo il mutuo per la casa in campagna. Ma sono preoccupatissimo per la crisi. Ha ragione il Papa: non c’è che da sperare in Dio».

Ho finito. Torna a pavoneggiarti in tv.
«Non me ne frega niente della tv. Non aspetto che il fine settimana per correre in campagna. Come i metalmeccanici».
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martedì 16 settembre 2008

FESTA ITALIANA – LA VITA IN DIRETTA, UN BINOMIO PERFETTO AL 50%: GIUDIZI E COMMENTI

Ciò che RaiUno offre quotidianamente nel suo pomeriggio, traghettando i propri telespettatori fino all’inizio di un imbrunire sempre più anticipato nel tempo, quando scocca l’ora de L’Eredità, può essere riassunto sotto un solo termine: rilassatezza. Ed è proprio a partire da questo voluto relax che nascono le due trasmissioni che coprono il lasso temporale che parte alle 14.10 per finire alle 18.50, in maniera ininterrotta, passandosi il testimone verso le quatto del pomeriggio pur rimanendo sullo stesso filo conduttore, immaginabili come un enorme ed unico contenitore diviso in due parti, con due nomi diversi e due conduttori differenti. Una prima, che è Festa Italiana, condotto ancora una volta da Caterina Balivo, e la seconda, che è la quindicennale Vita in diretta, prelevata dall’anchorman dei telegiornali delle due più importanti reti della tv italiana Lamberto Sposini, che proprio ieri hanno registrato il proprio esordio, insieme a tutte le altre trasmissioni del day time della rete, che vanno dall’UnoMattina della coppia Daniele-Cucuzza al Verdetto Finale di Veronica Maya per finire all’Affari Tuoi riveduto e corretto con Max Giusti conduttore (che abbiamo già sagacemente passato al vaglio della critica), passando per La prova del cuoco della Antonella Clerici in dolce attesa.

Festa italiana, quest’anno, è nuovo più che mai. Più che nuovo, forse, è riveduto il termine che più si addice alla quarta edizione del programma più sconclusionato della televisione italiana la cui unica ragion d’essere, quest’anno, pare essere il contenere il segmento quotidiano della rinomata ma antiquata Lotteria Italia. Nato come sorta di anteprima del ben più famoso La vita in diretta, tanto è vero che la sua durata, originariamente, era non maggiore di 25 minuti, l’intento primario della trasmissione era una sorta di viaggio nei costumi e nelle abitudini del Belpaese, dando piena importanza a feste e ricorrenze, siano esse a livello nazionale che strettamente privato. Tuttavia, anche dai primi minuti si capiva poi dove realmente si volesse andare a parare: se giornalisti, cronisti, sottofondi musicali e tematiche affrontate erano le stesse e le medesime del suo successore, non si riesce a capire perché mascherarsi opportunamente, chiamandosi in nome diverso e con conduttrice diversa. Quest’anno, anche per la soppressione dello spazio dedicato alla soap opera Incantesimo, rispondendo ad un’esigenza che sa di volontà di stampo direttore, Festa italiana si allarga, sino a raggiungere le due ore di messa in onda. Un cambio di look necessario, che appare come una reale (ri)strutturazione iniziale, però. Non ci si può - metaforicamente parlando - cambiare d’abito se prima non si indossava nulla; al massimo ci si veste. E la trasmissione della Balivo si è vestita a mo’ di contenitore, segmentato, spezzettato nei suoi differenti ed inutili spazi ad ognuno dei quali un nome è dato. L’impressione secondo cui si tratti semplicemente di un’anteprima de La vita in diretta non svanisce, tutt’altro. L’impostazione è la stessa, e l’etichetta di trasmissione più sconclusionata della televisione italiana non gliela toglie nessuna. Un contenitore ammuffito, che sa di vecchio, dove si destreggia maldestramente Caterina Balivo, che si reinventa conduttrice, poi intervistatrice, e poi lanciatrice di servizi in maniera grezza e maldestra. Lo spazio per la Lotteria è minimo, nel giro di dieci minuti la pagina è bella e che voltata. Il pubblico, stretto nelle uniche file a fondo studio, totalmente rinnovato (peggiore di quanto non lo sia stato precedentemente), non aiuta. Gli ascolti suonano funesti: contro ogni possibilità circa uno spezzettamento quadruplo, Auditel, per la prima puntata, ha rilevato 1.662.000 per il 15.12% di share.

Altro giro, altra corsa. Sono poco più delle 16.10 quando la Balivo lascia la linea al suo successore, alla sempreverde (e sempre seguita) La vita in diretta che, come già detto, vede l’addio dello storico Michele Cucuzza, approdato a UnoMattina, e l’ingresso di Lamberto Sposini. La struttura, lo scheletro originario è immutato ed intatto. Un giusto mix tra cronaca, gossip, ed una strizzata d’occhio a temi riguardanti il sociale che, per questa quindicesima serie, vede un’organizzazione ancor più schematica ed inflessibile. Divisione in tre parti: una prima dedicata al dibattimento in studio con ospiti sull’attualità, spettacolo e cronaca rosa per la seconda e l’ultima, seguendo la linea dello scorso anno, dedicata ai fatti di cronaca nera, prevalentemente. Consegna e passaggio di staffetta avvenuto in diretta: ospite della prima puntata, infatti, Cucuzza. Quanto detto per Festa Italiana è totalmente sovvertito ne La vita in diretta. È scorrevole, non si intoppa, una prima che sa di una delle tante. Una buona puntata che è tale anche per il comportamento del suo conduttore, un Lamberto Sposini che vince il rischio di un’eccessiva pignoleria puramente giornalistica, ventilata, e di un improbabile calarsi nei panni del pettegolo così come riusciva egregiamente Cucuzza, non facendo ciò, ma declinando il ruolo quanto più vicino alle sue corde. Certo, non totalmente sciolto come immaginabile sia, ma adattato, sicuramente. Una rivisitazione minima in una struttura fissa e stabile. Gli ascolti, in questo caso, ripagano: per la prima parte ci sono stati, davanti allo schermo, 1.917.000 per il 25.71% di share, mentre per la seconda 1.926.000 ed il 22.90%.

Insomma, questi due programmi rappresentano un binomio che potrebbe funzionare. E che effettivamente funziona, ma al 50% delle sue possibilità reali. Un tandem dove c’è chi tira, con le sue forze e i mezzi a disposizione, quale Sposini, e chi viene tirato, senza poi fare granché, anzi forse peggiorando una situazione rosea, quale la Balivo che sicuramente non merita il posto che le è stato affidato.

I dati Auditel sono tratti da Tvblog.it
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venerdì 12 settembre 2008

TORNA 'LA VITA IN DIRETTA', CON LAMBERTO SPOSINI: DA LUNEDÌ, SU RAIUNO

E, dopo essere stato il turno di Mediaset, da lunedì tocca a RaiUno riaccendere il proprio daytime. Il 15, infatti, partiranno tutti insieme i programmi storici, alcuni con conduzioni nuove, della rete. Dopo aver analizzato in maniera eccellente quanto accadrà in access con il ritorno del gioco Affari Tuoi, diamo un’occhiata al contenitore pomeridiano di cronaca e gossip, La vita in diretta. Come i più sapranno, a prendere le redini della trasmissione, dopo la dipartita di Michele Cucuzza in partenza per UnoMattina, la cui versione estiva è finita giustappunto oggi, è Lamberto Sposini, vecchio conduttore del Tg1 e del Tg5 che, da alcuni anni a questa parte, è sempre più presente in talk show e trasmissioni di riflessione e approfondimento. Più di ogni qualsiasi riflessione conducibile, che vedrà vita, come nostro solito, dopo aver visionato alcune delle puntate per renderci conto di come sia stata confezionata questa nuova edizione, le parole dei protagonisti. Di seguito, infatti, è riportato un pezzo dell’Androkronos a riguardo:
Rientra in Rai "alla grande" Lamberto Sposini che sostituirà Michele Cucuzza, dopo dieci anni del programma 'La vita in diretta'.Il giornalista da lunedì alle 16.15 su Raiuno sarà il volto di uno dei programmi più importanti della rete ammiraglia. Nel corso delle sue 181 puntate, la trasmissione proseguirà nella linea editoriale sperimentata nelle scorse stagioni. Il mix di cronaca, sociale e intrattenimento, che ha consentito a 'La vita in diretta' di diventare, nel corso degli anni, leader tra i programmi della fascia pomeridiana con una media di ascolto del 25% di share e picchi del 34%.

Nel programma, spiega Sposini a IGN, testata on line del gruppo Adnkronos, "ci sarà un'ampia pagina dedicata all'approfondimento di questioni di grande interesse come il caso Alitalia, visto però da un'altra prospettiva, quella dei viaggiatori". La nuova trasmissione seguirà alcune regole. "Prima di tutto -assicura il giornalista- dirò di no all'eccessiva spettacolarizzazione e intrusione nella vita privata della gente". Quanto ai temi del programma saranno, assicura, "vicini alla realtà quotidiana". "Spesso gli argomenti trattati dai giornali -sottolinea- sono troppo lontani dalle problematiche delle famiglie italiane, noi vogliamo colmare questa distanza e chiameremo in studio a discutere anche i politici".

Non mancheranno poi grandi ospiti. "Nella prima puntata -anticipa a IGN l'autore Daniel Toaff- avremo due importanti personaggi dello spettacolo: Simona Ventura e Raffaella Carrà'".Cronaca rosa, spettacolo, e "una maggiore attenzione alla presenza sul territorio con una diretta in più'' che ci permetterà di seguire tutti i grandi fatti che avvengono nel nostro Paese.

La concorrenza di 'Pomeriggio5' di Mediaset, poi non spaventa la squadra della Vita in diretta: "Abbiamo gia' avuto quella di 'Verissimo', un programma abbastanza simile al nostro -dice Toaf-, ma non ci ha dato molti problemi". "Il punto di forza di Sposini - conclude l'autore- è la grande professionalità e la completezza d'informazione come giornalista. Punti di debolezza per ora non li vedo''.
L'appuntamento è per lunedì, alle 16.15, su RaiUno
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martedì 26 agosto 2008

LAMBERTO SPOSINI:"LA MIA VITA IN DIRETTA? MOLTA CRONACA E MENO GOSSIP. NON RINUNCIO ALL'ASCOLTO"

E per un Mattino5 e Pomeriggio5 che a breve invaderanno la mattina ed il pomeriggio di Canale5, eccoci pronti a parlare anche di RaiUno, con i suoi contenitori, per quanto si possa parlare di contenitori, UnoMattina e LaVitainDiretta. Il primo presentato da Michele Cucuzza, il secondo invece che verrà portato avanti da un Lamberto Sposini che, dopo un anno di ospitate a DomenicaIn ed altro, è pronto a prendere un impegno ufficiale. Po co seriosa afferma, disponibile a scherzare ed a fare battute, nella speranza che non mangi pollo in diretta. Una sincerità da evidenziare: il pubblico dipendere dall'ascolto, senza negare che lo share e l'audience siano estremamente importanti nel progetto pomeridiano. Ecco una intervista che oggi è riportata da IlGiornale:
Lamberto Sposini: come sarà la sua La Vita in diretta?«Ci sarà molta cronaca e meno gossip».Meno o niente?«Meno. Non sono contrario alle notizie leggere. Anzi. Del resto il Tg 5, di cui ero vicedirettore, è stato il primo telegiornale ad aprire alcune edizioni con le notizie che interessano davvero la gente: il maltempo, la vittoria della Ferrari in Formula uno. Ben venga dunque il gossip, fatto in maniera elegante. E ben venga anche la politica».
Non teme che la gente fatichi a dimenticare la conduzione Cucuzza?«Spero di no. Certo Michele ha lasciato un’impronta, con la sua capacità di passare con disinvoltura dalla cronaca nera alla rosa, senza risultare mai inopportuno. Gli faccio un grande in bocca al lupo per Uno mattina, soprattutto per quel che riguarda gli orari. Nella prima edizione, quella dell’85-86, conduttori Piero Badaloni ed Elisabetta Gardini, curavo la parte giornalistica con Tiziana Ferrario. Ne sono uscito provato fisicamente per le alzatacce. Sono come un motore diesel. Fatico a carburare la mattina, rendo al massimo di pomeriggio e la sera. E mi piace tirar tardi spesso, per lavoro o divertimento».La vita in diretta è perfetta per il suo bioritmo. Però è un programma faticoso: due ore e trenta quotidiane.
Si sta allenando fisicamente?«Si... a tavola. Scherzi a parte, la cosa non mi preoccupa. Il fisico dovrebbe reggere. Piuttosto sono curioso di capire come reagirò al pubblico in studio. È la prima volta che mi capita di averlo».
Con quali armi conquisterà il telespettatore del pomeriggio?«Spero con la mia autorevolezza giornalistica. Ma non sarà una conduzione solo seriosa, la mia. Quando è possibile, mi divertirò anche a fare battute».
Vestirà casual o elegante?«In tv non vesto mai sportivo. Questione di rispetto nei confronti del pubblico. Indosserò dei completi: l’idea è quella di mettere sempre abiti della stessa foggia, della stessa tinta: blu o nero e camicia bianca».
In effetti le Iene di Italia Uno, tutte vestite di nero, hanno fatto scuola. Ma sinceramente: dopo l’addio al Tg 5, in questi due anni le è mancato il video?«No, perché fortunatamente, non avendo problemi di autostima, vivo benissimo anche senza apparire. L’importante per me era continuare a lavorare: cosa che ho fatto per Odeon tv e Telenorba. La cosa strana è che in questi due anni la gente che mi incontrava per strada era convinta che stessi conducendo ancora il Tg 5».
Rinuncerebbe a qualche punto d’ascolto per un unanime giudizio positivo della critica tv su La Vita in diretta?«No. La televisione è un prodotto commerciale. Si deve vendere. Il pubblico è l’unico padrone. Se la gente non ti vede vuol dire che hai fallito l’ obiettivo».\
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mercoledì 18 giugno 2008

INTERVISTA A LAMBERTO SPOSINI: "LA MIA VITA IN DIRETTA? MOLTA CRONACA E GOSSIP CON ELEGANZA"

Ecco una intervista che Il Giornale ha realizzato a Lamberto Sposini, il nuovo presentatore de La Vita in Diretta, visto il trasferimento "forzato" di Michele Cucuzza ad UnoMattina. Ecco:
«La mia Vita in diretta? Molta cronaca e gossip con eleganza»
Certo, non è come essere il vicedirettore del Tg1 o del Tg5, però dopo due anni passati in Purgatorio, è un bel posto dove ricominciare. Lamberto Sposini riparte dalla Vita in diretta, il contenitore pomeridiano del primo canale rimasto per anni regno incontrastato di Michele Cucuzza, che ora passa a Uno mattina. Per uno come Sposini, con trent'anni di giornalismo televisivo alle spalle, forse non sarà facile adeguarsi a un programma che ha molti elementi dell'intrattenimento, però dopo l'addio a Mediaset e il passaggio alle news dei telefonini «3», a Odeon e TeleNorba, è una grossa opportunità. E il suo entusiasmo l'ha mostrato nei giorni scorsi a Saint Moritz dove è venuto con gli altri artisti della Rai per la presentazione dei palinsesti autunnali. Più che una trasferta nella gelida Svizzera sembrava per lui e la banda composta da Giletti, Dandini, Pupo e Santoro una gita scolastica.
Lamberto, con lei la Vita in diretta avrà più cronaca e meno gossip?«Il mio arrivo non sconvolgerà una trasmissione storica, diciamo che ci sarà un'innovazione nel segno della continuità».
Cioè?«Il gossip di per sé non è un male, bisogna vedere come lo si fa, basta trattarlo con sobrietà ed eleganza. Di cronaca, certo, ce ne sarà molta».
Com'è nato questo suo riavvicinamento all'azienda di Stato?«Semplicemente mi ha chiamato il direttore di Raiuno Fabrizio Del Noce. Del resto non è che vengo da Marte, ho lavorato in Rai per molto tempo: dal 1980 al 1991 e poi ancora dal '98 al 2000; sono stato vicedirettore, conduttore e capo degli speciali del Tg1 (stesse cariche che ho ricoperto anche al Tg5) quindi una certa storia in questa azienda ce l'ho e sono contento che si siano ricordati di me».
E dopo due anni difficili, quella telefonata di Del Noce è stata molto gradita...«Indubbiamente. Non posso tacere che è stato un periodo complicato e con qualche sofferenza. Ringrazio i vertici di Odeon e TeleNorba per avermi dato l'opportunità di lavorare con loro».
E, ora, per gli strani casi della vita, torna in Rai, e in una posizione importante, quando il mondo politico si sposta a destra, lei che è sempre stato dato in quota a sinistra...«Io non mi ritengo legato ad alcun schieramento politico né partitico. Nelle ultime due elezioni non sono neppure andato a votare. È un dato oggettivo che sono praticamente rimasto a spasso nei due anni in cui al governo c'era il centro-sinistra, ma questo non ha alcun significato polemico né rivendico qualsiasi cosa».
Si è mai pentito di aver lasciato il Tg5?«Non è nel mio carattere pentirmi, quando si fanno delle scelte è inutile avere rimorsi. Anche se ho pagato caro le mie decisioni: rimanere senza stipendio e lasciare un posto fisso con tutti i privilegi non è facile».
Con Rossella, allora direttore del Tg5, era impossibile convivere?«No, per me la questione è solo il rispetto delle regole professionali: se si dà una notizia, bisogna poi sempre dar voce agli avversari politici, di qualunque schieramento siano. E dato che per questa cosa nacque un litigio, che poi si trasformò in uno scontro più radicale, io decisi di lasciare l'azienda».
Anche lei fu accusato di non rispettare le regole quando fu coinvolto nello scandalo sul calcio, anche se non ci fu alcuna conseguenza«Appunto, furono solo delle intercettazioni riportate sui giornali in cui scherzavo con Moggi da tifoso. Niente di penalmente rilevante e secondo me neanche dal punto di vista deontologico. È stato l'Ordine dei giornalisti che ha voluto avere la mano pesante dandomi tre mesi di sospensione. La sensazione è che a volte l'Ordine abbia bisogno di dimostrare di esistere. Infatti, al mio ricorso il Consiglio nazionale, dopo due anni, non ha ancora risposto».
Lei sarà favorevolissimo al disegno di legge che restringe l'uso delle intercettazioni...«Assolutamente, io sono garantista. E penso che sia giusto impedire che la vita delle persone venga sbattuta in prima pagina, anche a costo di punire un giornalista».
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venerdì 23 maggio 2008

CUCUZZA-LEOFREDDI AD UNOMATTINA, SPOSINI-DANIELE ALLA VITA IN DIRETTA, INFANTE "A BOCCA APERTA"


Quest'anno sembra quasi che gli addetti ai lavori si stiano divertendo a far impazzire coloro che, per semplice curiosità o per passione, seguono ogni rumors, voce di corridoio, riguardante le novità del prossimo palinsesto televisivo. E mentre la maggior pare di esse dava quasi per certo l'approdo di Massimo Giletti all'appuntamento quotidiano con La Vita in Diretta, sembra sempre più probabile invece l'ingresso di Lamberto Sposini, il giornalista sia ex-Tg1 che ex-Tg5, che già l'anno scorso fu coinvolto nella stessa questione, dopo essere stato dato come inviato dell'Isola dei Famosi, e che lui stesso riassunse e smentì in una sola, seppur diretta, frase: e' una grande stronzata. Questa volta invece sembra fare sul serio, ed il tutto con la compagnia di Eleonora Daniele. Due volti, per contrastare il probabile Pomeriggio5, appendice pomeridiano del seguito Mattino5, ovviamente di Canale5. Eleonora Daniele infatti lascerebbe il posto libero di UnoMattina, e non solo lei. Anche Luca Giurato infatti sembra essere destinato ad altro. Il contenitore mattutino di RaiUno dovrebbe quindi essere contraddistinto dalla presenza di Michele Cucuzza, e Monica Leofreddi, forse finalmente libera dopo un anno di purgatorio nella triste Piazza Grande di Michele Guardì. Sposini alla Vita in Diretta, almeno per ora, non lo vedo proprio benissimo. Apparentemente mi sembra "poco accogliente" televisivamente parlando. Un pò freddo, forse troppo da telegiornale. E' pur vero che è stato richiesto alla Vita in Diretta un taglio maggiormente giornalistico, più immerso nel sociale, ma in ogni caso, vista la fascia oraria di riferimento, si tratta cmq di un programma anche di intrattenimento. Se l'arrivo di Sposini significa non ritrovarsi più dinanzi a raccapriccianti scene di Carmen di Pietro in delirio, e di una Luciana Turina intenta a litigare con il suo surreale marito, e magari anche un pò di pulita sui vari servizi inutili su improvvisate starlette, allora vada per Lamberto Sposini.
Riguardo UnoMattina, Cucuzza credo possa andare bene. E' più incatenato rispetto agli spazi più ampi de La Vita in Diretta, e si è dimostrato un valido intrattenitore-giornalista, soprattutto quando "collaborava" in un alcune Domenica In quando Mara Venier toccava argomenti delicati. Come partner, andrebbe bene la Leofreddi.
Anche RaiDue dovrebbe rivoluzionare il pomeriggio. Oltre la riduzione della trasmissione di Alda D'Eusanio, chiude i battenti anche L'Italia sul 2, ma per Milo Infante potrebbe esserci il nuovo programma delle 11 di Raidue, che ricalcherà il vecchio A bocca aperta di Gianfranco Funari, .
Alessandro Di Pietro non solo si è visto confermare Occhio alla spesa ma avrà anche un programma in prima serata a partire da ottobre. Un programma che sin da ora mi appare una scommessa senza interrogativi riguardo l'esito.
Ed allora, ci dobbiamo credere?
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