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domenica 23 novembre 2008

IL SABATO SERA DI RAIUNO È MORTO?

RaiUno si è confermata, anticipatamente rispetto alla fine reale della garanzia autunnale, ancora una volta leader incontrastata sia in daytime che in prima serata, nonostante sia calata in percentuale d’ascolti così come il competitor Canale5. Ogni rete, indistintamente, ha il suo tallone d’Achille, il nervo scoperto di un tessuto altrimenti integro ed illeso, vulnerabile ed incurabile. Se ciò, dando spazio a paragoni, corrisponde alla maggior parte delle prime serate di Canale5, per quanto riguarda la rete diretta da Fabrizio Del Noce trova fioritura in quello che una volta era il punto di arrivo di ogni dilettante o affermato ma non troppo conduttore: il sabato sera. Quella che un tempo era la giornata dell’eccellenza televisiva, in cui il meglio era trasmesso ed era auspicabile trovare, adesso è quella più snobbata e meno seguita. In particolare, però, se l’ammiraglia Mediaset, relativamente ai numeri piccoli, trova vittoria sulla sua concorrente, la prima rete di Stato soccombe, e di molto. Non è un azzardo né una follia dire che non esiste più il sabato sera di RaiUno, almeno da qualche anno a questa parte.

Le trasmissioni proposte, infatti, nell’arco degli ultimi tempi si sono sempre dimostrate incredibili tonfi ed assurdi flop, alcuni inaspettati, altri forse già scritti e perciò predestinati, tali da dare sviluppo alla riflessione circa lo stato di salute di coloro i quali hanno poi deciso di dare il via libera alla produzione e alla messa in onda delle stesse. Le ultime proposte, sotto questo punto di vista, spiegano meglio quanto accaduto. In ordine cronologico, è stato Pippo Baudo ad affrontare la sfida, non tanto contro Maria De Filippi verso cui ha lanciato proclami di guerra e dichiarazioni al limite dell’accettabile, che lo vedeva contrapposto al “mostro” della serata del sabato. Il suo Serata d’onore, come ha avuto modo di vedere il nostro Expedit, tutto lustrini e paillettes, troppo richiamante a ciò che era di tendenza un tempo, incarnazione moderna del sepolto e defunto varietà, non ha fatto breccia nel cuore dei telespettatori. Prima puntata al limite del 17%, sette punti sotto la media di rete. Ancor prima, Pupo e il suo (fortunatamente) dimenticato Volami nel cuore, sotto l’egida di Roberto Cenci ha dato vita alla trasposizione della domenica pomeriggio nella culla della serata del giorno precedente, conducendo un programma in cui si cantava, si cantava e si cantava. E si cantava. Per due, tre, quasi quattro ore di seguito, intervallate da ospiti cantanti e da siparietti cantati. E per la serie se le cantavano e se le suonavano, in quattro gatti seguivano quello che è stato la punta dell’iceberg del problema della rete di Del Noce, con ascolti oscillanti sui tre milioni di telespettatori. Fatta parentesi sul ben fatto e infatti seguito Ti lascio una canzone, premiato dal pubblico in quanto poggiante su quegli elementi che il pubblico cerca (musica, familiarità, qualità e pulizia), e anche su I migliori anni di Carlo Conti riproposti con enorme successo quest’anno, c’è stato l’esempio del Trio, il cui ritorno è stato pessimamente gestito. Come dimostrarono le curve d’ascolto della prima puntata, c’erano tutte le potenzialità per fare un grande show che segnasse il loro approdo alla tv contemporanea, ma la preferenza di uno spento e poco divertente ricordo del passato provocò l’abbandono subitaneo dei telespettatori. Non meglio andò al Treno dei Desideri che ha vissuto sempre all’ombra della scorsa edizione di C’è posta per te. Per ritrovare un qualcosa di reale successo bisogna scavare nel passato, ai tempi di Fiorello e di Panariello.

Cos’è successo a questa giornata nell’ambito della prima rete Rai? La ragione secondo cui la forte concorrenza sia tale da azzerare anche l’effetto curiosità di ciò che è proposto dall’altra parte risulta poco plausibile. Quella reale è da ritrovare nell’arresa messa in atto da parte della stessa rete, la quale non investe in progetti “grandi” ma che si accontenta del poco nella speranza che sia accolto in maniera tiepida. Il vecchio one man show, i vecchi spettacoli itineranti di Panariello e combriccola, il vecchio Stasera pago io di Fiorello non lo si produce più ed è questo la colpa della morte del sabato sera di RaiUno. Si preferisce il nome (Baudo), si crede nell’equazione spesa uguale resa (Pupo), nell’evocazione del passato (il Trio) o nella concorrenza sul genere (Il treno dei desideri). Al massimo, trovata la gallina dalle uova d’oro, la si spreme e si fa in modo che, quando si ha a disposizione solo la buccia, la si mandi in onda, come è stato per Ballando con le stelle. Il giusto mix di comicità, grande nome, oggettivamente bello show potrebbe donare smalto perso a questo appuntamento così blasonato e così importante.

Insomma, il sabato sera di RaiUno è morto o meno? Un’indicazione potrebbe darla un 12% ottenuto ieri da Pippo Baudo

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Voglio solo ricordare che alla sua prima edizione il treno dei desideri, ha riscosso un grandissimo successo!!!
Comunque, complimenti per il blog!!!

El Barto ha detto...

Hai perfettamente ragione :P Ho rivisto i dati... anche Il treno dei desideri andò molto bene ed ebbe una media altissima :)

Grazie :P

ITAL ha detto...

Forse proprio il Treno ... genere simile ... ha meno sfigurato rispetto ad altri competitori!
Certo il ritorno di Panariello , Fiorello sarebbe davvero il massimo ... ma se lo faranno ...penso che non andranno in onda di sabato ... ma in un giorno con maggior pubblico ...