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martedì 13 gennaio 2009

IL BENE E IL MALE: PIÙ MALE CHE BENE, UN IBRIDO TRA UNA FICTION ITALIANA E UN TELEFILM AMERICANO

Come appassionato di fiction, e in particolare di quelle a tematica gialla, attendevo Il Bene e il Male con un certo interesse ma ahimè già dai primissimi minuti l’incantesimo si è rotto.

Una Torino cupa e nera, triste, ma non paurosa, semplicemente pasticciata e noiosa, frammenti di scene di oggi per poi tornare indietro di 12 ore e poi ritornare al punto di partenza, brevi monologhi degli attori per fare una sorta di punto della situazione, corsi e ricorsi che richiamano chiaramente ai telefilm americani ma la resa finale è mediocre, non si capisce dove la trama vada a parare e, pur con un Gianmarco Tognazzi nella parte di un poliziotto sofferente e problematico che ben si adatta al clima della serie, gli altri comprimari dicono e trasmettono poco, la stessa Bianca Guaccero, volto noto ed amato dal pubblico di Raiuno, è apparsa, almeno nella prima puntata, quasi una comparsa, troppo poco sfruttata.

La "linea gialla" deve essere chiara e trascinante, come successo in Amanti e segreti, entrare dentro la cerchia famigliare, intaccare equilibri e scardinare ruoli e situazioni che parevano noti in un modo e che invece si manifestano come tutt’altro… in questa serie non c’è nulla di tutto questo, la trama scorre via tra flashback, i continui sottotitoli che ci ricordano i nomi dei due commissariati (mica siamo rimbambiti eh!) e qualche sbadiglio.

Una serie bocciata dal pubblico (uno share di poco superiore al 17%, bisogna dire che c’era il GF ma l’anno scorso le fiction affrontavano a testa alta, battendolo anche, il reality di Canale 5) e che era sicuramente più adatta al più giovane target di Raidue, mentre risulta inadatta a Raiuno, dove pur dovendo e tentando di abbassare i target è importante per prima cosa farlo con gradualità e poi con una serie che sia potente e abbia una chiara mission, come avviene ad esempio in Tutti pazzi per amore.
Nota di colore: la Liskova si ribalta con l'auto e mentre si sporge dall'abitacolo per chiedere aiuto, perfettamente pettinata e col volto privo di ferite, pare uscire fresca dalla doccia...

Lunedì prossimo il secondo di sei appuntamenti, sempre su Raiuno in prima serata.

2 commenti:

ITAL ha detto...

Ho letto con interesse la tua acuta e attenta critica alla fiction di Raiuno ...
Prima di tutto ... l'ascolto : una serie nuova per Raiuno ... non possiamo pretendere che faccia risultati che neanche serie + gettonate quest'anno ... riescono a fare !
La serie cerca di essere un poliziesco a tutto tondo, con qualche sbavatura che difficilmente troviamo nei prodotti americani ma spesso in quelli italiani di genere giallo-poliziesco.
L'atmosfera familiare ... rischia comunque ...se contagia tutte le fiction (anche quelle gialle e d'azione ) di essere artefatta e poco credibile ...
Certamente se si esclude Tognazzi e in parte la Liskova ... mancano attori di esperienza ...adatti a un ruolo d'azione che la serie impone, o a dare una certa "personalità" alla serie ...
Nonostante i richiami nelle storie, nella impaginazione e regia a Distretto e Ris, ci siano ( + che a serie americane ) riesce alla fine ad avere una sua linea , cercando di non scopiazzare in maniera esagerata gli illustri "maestri" del genere in Italia.
Come prodotto sperimentale lo considero discreto ...anche se si può osare di + ...

Anonimo ha detto...

...sarebbe bello che qualcuno notasse la fissità dell'espressione, immancabilmente corrucciata (per la serie "a me non la si fa!") della pur bella Guaccero. Pare che ormai le ragazza-poliziotte delle fiction italiane si portino così. 'Distretto di Polizia' ce ne aveva offerte ben-due-al-posto di una'. Belle e impossibili e comunque sempre incazzose-cazzutissime (vedi anche 'Ris'). Una parola, infine, sui dialoghi. Forse in un episodio del 19 sera, il fratello del boss-buono chiede al cattivo-cattivo di turno, che gli offre soldi in cambio di un lavoro di autista: "Che c'e' nel furgone? Armi!? Droga!?". Risposta logica sarebbe stata: "E se era bbono chiamavo DHL!". Mah...
Fabio