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venerdì 19 settembre 2008

“...APPUNTAMENTO ALLE ORE 21.10”: COME LA PRIMA SERATA DIVENTA LA SECONDA

Che ci sia un’evidentissima scarsità a livello autoriale, negli ultimi tempi, data la quale si ricorre sempre più spesso all’acquisto dei format nei confronti di cui vige una vera e propria sudditanza, è vero ed altamente assodato. Nel corso del tempo, in un arco temporale che abbraccia gli ultimi dieci anni, quello che è il fiore all’occhiello della giornata televisiva, ovvero la prima serata, ha visto il suo orario di inizio sempre maggiormente posticipato. Lontanissimi, per esempio, i tempi in cui essa si avviava alle 20.30, per la messa in onda degli amatissimi film, per terminare verso le 22, massimo alle 22.30. Questi due casi presi ad esamina, la soggezione da format esteri e lo slittamento dell’orario di inizio di quello che si usa chiamare prime-time sono, paradossalmente, strettamente collegati. Cerchiamo di capire perché. Una normale evoluzione dei tempi, delle abitudini e dei costumi, evidentemente, porta al cambiamento di quanto è solito, anche a livello televisivo. Col passare degli anni, quindi, ciò che è dato per scontato, flebilmente, quasi senza visibilità alcuna, cambia. Al posto dei film, che abbiamo già avuto modo di vedere in che maniera e con quali mezzi siano sempre più snobbati dalla platea televisiva che, dalle ore 20.30 alle 22.30, allora come adesso, supera in aurei tempi, anche i 26 o 27 milioni di telespettatori rappresentanti un bacino completo, ci sono trasmissioni, di tutti i generi e di tutti i tipi: morti i varietà, si tira a campare con reality show, con programmi dove il déjà vu è di casa e così via. La prima serata, a sua volta, iniziando volutamente più tardi, alle 20.30 lascia spazio ad una fascia nuova, cronologicamente e televisivamente parlando, quale l’access prime time, il vero nocciolo della questione, quello a partire dal quale ciò che viene meno, al fine d’accontentare chi investe in essa, è il rispetto per il telespettatore.

Resosi conto di quanto a quell’ora si tocchi il culmine, il picco massimo di pubblico dinanzi allo schermo, si creano programmi ad hoc che possono coprire quel breve, almeno negli intenti e sulla carta, intervallo di tempo. Ed è così che alle 20.40, dopo due bei blocchi pubblicitari all’interno dei quali è trasmesso l’appendice del telegiornale di rete denominato Meteo 5, inizia Striscia la notizia, la più che ventennale creatura di Antonio Ricci, su Canale5 e, oppostamente, Affari tuoi su RaiUno, che è in onda dal 2003. La sfida che c’è quotidianamente fra queste due trasmissione è una di quelle che raramente poi vede prosieguo con i prodotti di prime time. Il decimale, il centesimo di share, dato come superfluo nelle lunghe produzioni serali, per i due competitor dell’access è vitale. Vitale affinché si possa sbandierare la supremazia dell’uno sull’altro, in maniera assolutamente infantile. E qualora si sia stati battuti, il ricorrere a mille espedienti, primo fra i quali la cosiddetta sovrapposizione, è doveroso, è obbligatorio, anzi.

Come si rosicchia quale decimo di punto di share in più? Allungando la propria messa in onda, attenendo che l’altro chiuda anticipatamente per andare, il tempo di un nero, in solitaria e acquisire pubblico, che è valore assoluto, che di conseguenza è share. Un gioco al massacro dato che nessuno dei due, incoscientemente, vuole puntare al ribasso: la prima serata, fissata alle 21.10, non avrà mai inizio a quell’ora. Fino a qualche anno fa ci si protraeva sino alle 21.40, è iniziare sotto le 22 era quantomeno normale. In questo modo, però, oltre che vincere la battaglia del giorno, si aiutava la propria rete: il programma d’access allungato copriva il 50% della fascia di prime time della rete, che poteva aspirare ad un risultato dignitoso non raggiungibile, non solo se il rispetto per lo spettatore fosse stato mantenuto, ma anche se quel programma o quel film, a rischio flop, fosse stato mandato in onda all’orario prefissato. Ed ecco perché, per aiutare un format al varo, spesso ci troviamo 500.000€ nell’ultimo pacco da una parte e lo scoop di fine puntata dall’altro. Un connubio strettissimo ed indissolubile.

Nonostante un patto stipulato, e a dire la verità mantenuto per troppo poco, lo sforo, naturalissimo, dell’access avviene ancora in maniera frequente. Alcuni casi resi famosi nella storia della vergogna tv: personalmente, non dimentico un Treno dei Desideri in partenza solo alle 21.50, in luogo delle 21.10 annunciate dalla sua conduttrice e delle 21.30 dei promo sulla rete o di una Elisa di Rivombrosa, forse alla terza serie, che ruppe il muro delle 21.50, iniziando, se la memoria non mi abbandona, alle 21.57. Una vergogna, un non rispetto per chi il giorno dopo si alza alle 6 e chi, dimenticandocelo malamente, ancor prima. Visto il rompere le righe estivo, non si mette bocca su quanto successo ogni giorno tra La botola e Veline, ma ieri un altro caso da segnalare c’è stato, pur trovandoci al 18 settembre. La proclamazione delle due nuove vallette di Striscia la notizia, come già segnalato nell’apposito post, ha sforato alla grandissima. I fan di Distretto di polizia 8, la fortunata serie della TaoDue di Pietro Valsecchi, non hanno visto il primo dei due episodi in palinsesto se non alle 21.55 con, quindi, ben 45 minuti di ritardo rispetto alla scaletta. Un'infinità. E la fine, ovviamente, è avvenuta solo nel giorno seguente, oltre la mezzanotte.

Quale il ruolo del telespettatore, evidentemente posto in secondo piano in tale sadica decisione? Boicottare quanto è programmato e quanto viene mandato in onda? Sarebbe un’idea. Intanto pare ventilarsi una motivazione all’orizzonte che possa spiegare questo slittamento irrispettoso della prima serata (e poi, naturalmente, anche della seconda): che si voglia emulare quanto fanno i cugini spagnoli, per caso?

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Grazie, finalemte hai fatto chiarezza sul perchè continuassero a posticipare l'inizio di sempre più squallidi programmi in prima serata. non ci avevo mai pensato, il mercato della pubblicità è sempre il vero ago della bilancia. dege

Corrado ha detto...

Grande Bartolino :)

Lo sforo degli access è qualcosa di vergognoso e siamo solo all'inizio della stagione televisiva..

io credo però che se le trasmisioni di ricci non esistessero in access tutto ciò non ci sarebbe e la prima serata inizierebbe alle 20.40 come una volta..è con l'inizio di striscia la notizia, vent'anni fa, che si è venuto a creare tutto questo.