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venerdì 2 gennaio 2009

PUÒ IL FANATISMO E L'ODIO POLITICO PORTARE AD UNO SCIOPERO DELLA VISIONE DELLA TV COMMERCIALE E GIUSTIFICARLO?

Non so se è un merito o demerito del nostro Paese, e sinceramente – mi scuso per l’ignoranza in proposito – non so neanche se è un caso circoscritto alla sola Italia o esteso anche ad altre nazioni europee o non. Fatto sta che il nostro Primo Ministro Silvio Berlusconi sia stato anche fondatore della più grande delle televisioni commerciali della nostra penisola, ossia creatore del colosso Mediaset. Diciamoci la verità: per quanto possano essere separate, e per quanto siano solo apparentemente mantenute tali, televisione e politica, in un modo o nell’altro, anche per quanto appena detto, vivono un rapporto anomalo che vede entrambi gli elementi sovrapporsi l’uno sull’altro più e più volte. La vita politica dell’Italia, poi, chissà perché, è vissuta non tanto con entusiasmo, quanto piuttosto con una presa di posizione e con una chiusura intellettuale raramente identificabile in altra frangia o in ulteriore campo. Certo, non è applicabile alla totalità della nostra popolazione questo tipo di discorso, ma a buona parte sì, senz’ombra di dubbio. Senza scomodare niente e nessuno, e senza neanche fare le scoperte dell’acqua calda, è cosa risaputa che ci siano parecchie persone che non guardano Mediaset per la semplice ma, almeno a livello personale, incapibile motivazione relativa alla sua creazione firmata Berlusconi. Queste persone sono politicamente ritrovabili tra i radicali e gli estremisti di sinistra. Ma questo non vuole assolutamente essere una disquisizione politica, anzi. Vuole solo rendere evidente ciò a cui è dato costantemente vita attraverso un’opera di fanatismo e di forma mentis fortemente occlusa.

Qualche giorno fa ricevo da parte di uno dei miei contatti uno degli innumerevoli inviti del social network più in voga in questi ultimi tempi, ossia Facebook. La funzione dell’invito è semplice: rendere quante più persone possibile consce degli ultimi avvenimenti, degli ultimi gruppi creatisi, degli ultimi personaggi famosi iscritti e così via. Il titolo dell’evento era – e tuttora è – "14 Aprile 2009, Sciopero Mediaset". Il perché della data è facilmente rinvenibile, data l’anniversario della costituzione del nuovo governo, eletto democraticamente dalla grande maggioranza della cittadinanza italiana. Il regalo, o quantomeno l’intento, è quello di procurare un calo di ascolti alle reti Mediaset. L’iniziativa è fortemente denigrativa e a tratti emerge anche un minimo di ignoranza rispetto alle rilevazioni Auditel – è risaputo che la statistica è effettuata su un campione di circa 5000 famiglie e non sulla totalità italiana – di chi l’ha portata a fine. Ciò che però colpisce è l’evento in sé e per sé: possibile che il fanatismo, l’odio politico, il disprezzo, legittimo in teoria, condannabile nella pratica, nei confronti di un uomo porti a tale tipo di sommossa? Possibile che l’azione in campo politico di Berlusconi, per quanto possa essere criticabile, abbatta la sua innegabile genialità evincibile nella nascita delle tre reti commerciali più seguite?

Ammesso e non concesso che uno sciopero del genere poi dovesse essere messo in pratica, perché scioperare contro un qualcosa che è gratuito e non contro un qualcosa che, alla luce del fatto che le soggettività dei gusti siano unanimi e concordi, è fatto anche dei nostri risparmi, come ad esempio la televisione pubblica, dilapidati in modi a noi oscuri, come vedemmo in estate inoltrata?

Ciò che emerge, riassumendo, è il limite di alcune mentalità, accecate da un odio insensato e da una parzialità incredibile, mista ad una mancanza di oggettività lampante. Scopro grazie a Tvblog che non è un’iniziativa nuova, data l’esistenza di un certo Bo.Bi., ossia il movimento "Boicottiamo il Biscione" che si slega dal mondo televisivo per abbracciare una pluralità di campi non indifferente. Allora mi domando e chiedo: ma la televisione la guardiamo per quella che è o per chi c’è dietro? No, perché se fosse reale il secondo caso, qualora sia realmente sentita quest’iniziativa, inizio a concretizzare che l’ignoranza non sia solo nel non saper fare i conti o nel non saper usare nel migliore dei modi la consecutio temporum, lasciando da parte per un attimo i propri pensieri, poi – che si trovano anche in quel caso in netto secondo piano –, circa le varie trasmissioni prodotte e mandate in onda, logicamente…

1 commento:

Anonimo ha detto...

mediaset non è affatto gratuita. Viene finanziata dalla pubblicità e quei prodotti in pubblicità li paghiamo noi consumatori. Piu si fanno pubblicità, piu costano a noi contribuenti.

condivido sulla stupidità della iniziativa e sul fatto che la Rai debba usare meglio i suoi/nostri soldi...ma questo non vuol dire che Mediaset non sia una anomalia di questo paese